mercoledì 13 luglio 2011

FOLLIE E MISERIE DELLA BIBLIOMETRIA

Come e perché Brad Pitt e il Rettore dell'Università Statale di Milano hanno lo stesso h-index...
Lo spiega una magistrale e divertente lettera del Professor Giampietro Gobo.
Si può scaricare nel sito: https://sites.google.com/site/gisrarticles/documenti (o cliccando il titolo)

3 commenti:

B'Rat ha detto...

Pazzesco! Ma, sulserio, viene da chiedersi, quanto e' diffusa la convinzione che l'h-index sia un buono strumento di valutazione nel mondo accademico? o.O

Andrea Viceré ha detto...

Riguardo all'Impact Factor delle riviste, nel mio campo, che è la Fisica, si sta pesantemente affermando il principio che si deve pubblicare solo su periodici ad elevato IF, tant'è che i siti web degli editori mettono questo numero in bell'evidenza.
Addirittura, il Max Planck ha creato una famiglia di riviste, le "Living Reviews", che sembrano progettate per ottenere un IF elevato. Si tratta di riviste disponibili in rete a libero accesso, sulle quali vengono pubblicati su invito solo articoli di rassegna, su temi più o meno ampi.
A differenza dei "Physics Reports", tali rassegne vengono tenute aggiornate nel tempo dagli autori, che propongono delle revisioni.
Ora, chi stia scrivendo un articolo di ricerca e si trovi nella necessità di citare delle fonti, troverà le Living Reviews sempre aggiornate e accessibili; qualità ideali per un elemento bibliografico.
Il problema, a mio vedere, è che appunto citando un articolo di Living Reviews si cita una rassegna, e non il lavoro originale; per pigrizia, non si dà credito a chi ha fatto per primo una scoperta, ma piuttosto a chi l'ha resa meglio accessibile.
Con ovvie conseguenze: l'IF delle Living Reviews è davvero molto elevato, oltre 12, benché la rivista in generale non contenga risultati originali. Per confronto, Physical Review Letters, una fra le riviste che han pubblicato importanti scoperte in fisica fondamentale, ha un IF intorno a 7.
E di conseguenza l'h-index degli autori sulle Living Reviews ne beneficia, molto più di quello degli originali artefici delle ricerche.
Un esempio che potrebbe convincere a buttare a mare questi indici automatici. Invece in Italia si farà il contrario, usandoli a tutti i livelli, dalla selezione dei post-doc alla nomina dei professori!
Buona Notte
Andrea Viceré

Nautilus ha detto...

Vicerè, un esempio davvero illuminante.