venerdì 21 settembre 2012

L'indecenza non ha più limite...

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E se tutto questo passa, ci meritiamo qualsiasi cosa.

10 commenti:

Grazia Dei ha detto...

Non faccio parte del mondo universitario, ma lo conosco bene e l'ho frequentato a lungo. Anche per questo seguo con attenzione i suoi post sul blog e i rinvii a Roars.
Concordo pienamente con lei: se tutto questo passa vi meritate (ci meritiamo) quasiasi cosa. Cosa aspetta l'università a dare il via a delle proteste anche rumorose? Questo governo sta fallendo miseramnete in tutti i campi e noi continuiamo a ingoiare rospi come se niete fosse...

Alessandro Marinelli ha detto...

Stavolta mi ero deciso a lasciare un commento, ma questa è talmente grossa che quasi non ci riesco. Bisogna essere davvero ciechi come una talpa per paventare il declino di un paese che consente ad un manipolo di esaltati, mentre giocano a fare i rivoluzionari, di umiliare così pesantemente e insensatamente la cultura nell' indifferenza dei più. Oppure molto ipocriti. La verità è che il declino è già a buon punto.

Pat Z ha detto...

Vorrei chiedere all'Anvur l'inclusione del giornalino d'istituto del mio liceo nella lista, dove si fa la domanda? E' una rispettabile testata con trent'anni di vita, che pubblica articoli di studenti e professori sempre riletti dal coordinatore di classe, ha una grafica accattivante e vince un sacco di premi nazionali banditi dalle più varie istituzioni, dal parco giochi di Mirabilandia alla Pro loco di Piancastagnaio. Perché escluderci così dalla carriera universitaria? Non è affatto giusto!
Scherzi a parte, a giudicare dalle perle che ho visto, è vera la seconda ipotesi dell'articolo: hanno operato le fortissime pressioni di conventicole di ogni tipo del mondo della politica, dell'economia e della religione. E' una vera indecenza: una cosa che, mi scusi il termine, ci sputtanerà in mondovisione senza rimedio. Ma ciò che è ancor più allarmante è che evidentemente molti "professori" che hanno insistito per inserire certe riviste trash nella lista hanno costruito la propria carriera universitaria appunto su articoli ivi pubblicati, il che la dice lunga sul livello di serietà di gran parte della nostra cultura accademica e sul disgustoso sistema di favoritismi e raccomandazioni che da anni presiede alla costruzione delle nostre gerarchie universitarie. Il vero scandalo in effetti non è quello di oggi, ma quello che i fatti di oggi hanno portato alla luce e che si è consumato in silenzio per anni nel marciume di certo mondo universitario (non tutto, invero, e per fortuna).

Giorgio Israel ha detto...

Il grande scandalo, peraltro noto, è che i professori universitari abbiano esercitato la pratica che lei descrive. Lo scandalo al quadrato è che l'Anvur abbia accreditato come "scientifico" questo scandalo. In tal modo, invece che moralizzatori hanno mostrato la loro vera natura di specchio della parte peggiore dell'università.

Giorgio Israel ha detto...

Vorrei far notare che, secondo i parametri dell'Anvur, basta un articolo in una rivista di serie A, nel settore non bibliometrico, per essere ammissibile come commissario.Ad esempio, Casabella è stata accreditata come rivista di serie A. Questo significa che un docente che negli ultimi dieci anni ha pubblicato soltanto una recensione su Casabella può diventare commissario... E poi hanno avuto il coraggio di replicare al mio articolo sul Messaggero che qualche ingiusta esclusione di commissari va accettata in cambio del fatto che non vi saranno più commissari di livello inferiore ai candidati... Ma con che coraggio?!

Pat Z ha detto...

E' una cosa veramente grottesca, che farebbe morir dal ridere se non gridasse vendetta. Ma poi questa storia dei quotidiani? Perché allora il Mattino sì e il Corriere della sera no, tanto per dire? Mi aspetto tutte le grandi firme di via Solferino in rivolta per non essere state ritenute all'altezza dei colleghi partenopei, e giustamente aspiranti a un posto al sole anche loro nell'inflazionatissimo panorama universitario italiano. E la rivista di Futuro e libertà, poi? Per quali interessenze politiche viene considerata di serie A? Questa è bella! E Tutte quelle varie riviste parrocchiali messe in serie A per far contenti gli interessi d'area cattolica? Ma chi accidenti ci insegna in queste benedette università italiane, se per ambire a uno straccio di credibilità ha bisogno di mettere nel curriculum un articolo uscito su Airone? Poveri, poveri, poveri noi...

vanni ha detto...

Egregio Professore, avevo qualche fulminante lepidezza pronta, ma la lettura - seppur molto parziale - dei commenti su ROARS mi ha persuaso che già in tanti accordano il giusto a quella lista ineffabile, e con l'appropriato spiritaccio, che invidio. Purtroppo ci sono di mezzo soldi e potere e quella cosa da nulla che è l'avvenire; non si può ridere e basta.
Ma come si fa per entrare nell'empireo dei soloni dell'ANVUR? Siano almeno pubblicato con rilievo l'elenco dei nominativi (inclusi eventuali consulenti tecnici... ) con le rispettive aree di conoscenza/competenza. Posso capire che ad esempio lei, egregio Professore, non sia adeguatamente skillato (con modestia eh... ma come mi esprimo bene) per farne parte, invece io ho la convinzione di aver tutte le carte in regola per entrarci proficuamente, proficuamente per loro e anche per me. Ma proprio da oggi a domani, intendo.

Pippo Pippa ha detto...

Salve professore, volevo ringraziarla ancora della sua lunga risposta datami qualche settimana fa.
Trovo tutto questo molto inquietante, ha ragione lei che questi metodi valutativi sono soggetti a corruzione, guardi alle agenzie di rating finaziarie! In America è ormai noto che venivano sistematicamente pagate dalle società per farsi avvalere un'alta valutazione, in Italia tutte e tre le maggiori agenzie sono sotto inchiesta per aggiotaggio alla procura di Trani.
Ma cambiamo discorso.
Non vorrei sembrarle troppo presuntuoso, ma perchè non fa un bel articolo su Adriano Olivetti, uomo che ha saputo conciliare scienza, umanesimo e tecnologia e purtroppo osteggiato dalla confindustria (forse proprio per i motivi detti)? Pensi che all'Olivetti per ogni ingegnere assumeva due umanisti.
Inoltre sarei curioso cosa ne pensa lei di Pier Paolo Pasolini, comunista cacciato dal P.C.I, critico verso i sessantottini... L'articolo di Pasolini contro l'aborto molto interessante!
Buona sera
P.S. Mi tolga una curiosità, quando Giuliano Ferrara va in televisione a dire che la moralità non è poi così importante in politica lei cosa ne pensa?

mac67 ha detto...

Credevo che il tunnel dei neutrini da Ginevra al Gran Sasso fosse insuperabile, ma inizio a dubitarne.

Vorrei però sottolineare una cosa: questi elenchi non arrivano da Marte, né da lobby editoriali o economiche. Arrivano direttamente dai docenti universitari, i quali, ancora una volta, dimostrano di non essere all'altezza. Naturalmente non tutti: so bene che ce ne sono tanti competenti e onesti. Ma troppo spesso anche questi, per quieto vivere, accettano in silenzio situazioni poco dignitose.

Giorgio Israel ha detto...

Il sito Cineca non pone preclusioni a inserire pubblicazioni. Sta all'Anvur selezionare quelle scientifiche e quelle che non lo sono, altrimenti si fa soltanto passacarte e copre tutto, anche cose scandalose. E va detto chiaramente che non è tutto così semplice. Casabella è una rivista storica dell'architettura italiana e non è evidente che si debba cassarla: forse non è propriamente scientifica, ma siamo in zona grigia. Un docente ha il pieno diritto di pubblicare dove vuole. Se poi mette un articolo su Airone o su Etruria oggi sul database, nel primo caso può essere una scelta opinabile ma non propriamente scandalosa – e si può decidere di cassare Airone – nel secondo caso è manifestamente una scelta assurda, e allora l'Anvur deve cassare la rivista. Altrimenti che ci sta a fare? A rimpinzarsi con i soldi dei contribuenti? È evidente che vi sono docenti poco seri – ovunque vi sono persone poco serie – ma chi è chiamato a selezionare e non lo fa è doppiamente colpevole.