sabato 10 ottobre 2015

Un dibattito sulla scuola media italiana nel nuovo libro della serie BiancoNero (Il Mulino, 2015)








«Con la solita verbe polemica scrive del “bambino inventato” e della scuola elementare e del “misfatto  realizzato” [...] chiede di “tornare al buon senso” e parla dell’“ignoranza sempre più diffusa della storia” e della scuola che “diventa un gigantesco carrozzone burocratico”[...] Il punto forte dell'ultimo libro è che “il futuro della scuola italiana sia il futuro che si vuole riservare a quella media”; dei due autori, uno punta alla sua soppressione, e Israel invece alla riqualificazione»

Fabio Isman, Il Messaggero 26 settembre 2015

3 commenti:

Pat Z ha detto...

Vedere un nuovo post su questo blog è stata una cosa bella - per un attimo l'illusione irrazionale che il professore avesse ripreso a scrivere - e nello stesso tempo triste, per la consapevolezza e il senso di vuoto della sua perdita.
Posso solo immaginare il dolore dei suoi familiari, il senso di vuoto incolmabile che staranno affrontando, se, come semplice lettrice di questo blog, pur non avendo mai conosciuto personalmente Giorgio Israel, sento così profondamente la sua mancanza, giorno dopo giorno, e un dolore vero e proprio al pensiero che non sentiremo più la sua voce, le sue parole così giuste e coraggiose, e pacate e piene di saggezza e cultura. Abbiamo perso una persona eccezionale, dallo spirito ricchissimo e capace di appassionarsi, una persona attenta e gentile, e profonda, una vera e propria guida per tanti di noi, un punto di riferimento prezioso e non sostituibile. Se penso al suo ultimo messaggio, al modo discreto e sobrio in cui ha parlato di sé e del suo male, cogliendoci di sorpresa, per una notizia terribile e inattesa, anche se da tempo temuta, mi si stringe il cuore, e quasi non posso credere che fino a poco fa fosse qui, fosse con noi e parlasse con noi, discutendo con passione e con intelligenza di tante cose così importanti, ascoltando i punti di vista di chi gli scriveva e non sottraendosi mai al confronto, allo scambio.
E' come se avessi perso una persona cara, e sono sicura che sarà così per tutti i suoi estimatori, per tutti i lettori di questo blog. Mi manca moltissimo, davvero, ogni giorno, e vorrei che i giornali fossero pieni di articoli che ricordassero la sua figura, che piangessero la sua morte, che divulgassero le sue opere, perché forse leggerne mi consolerebbe un po', mi aiuterebbe a superare il senso di autentica perdita che sento in questo momento. Comprendo e mi unisco al dolore dei suoi cari, che certamente ora proveranno questo sentimento moltiplicato per mille, certo consolato dal pensiero della persona straordinaria che era, ma non per questo meno doloroso.
Vorrei ringraziare il professor Israel per quello che è stato, per ciò che ha saputo essere, per tutto ciò che ci ha dato. Io e tanti altri colleghi non lo dimenticheremo, e continueremo a pensare alle sue parole con tanto rimpianto, prendendole a esempio e riferimento, a rileggere i suoi libri pieni di cultura e a ricordarcene, nella nostra vita professionale e nel nostro cammino personale. Con la sua scomparsa, da oggi siamo più soli.

coccinella ha detto...

Egregio Professore! come sempre tutta la mia stima la mia cordialità e la mia riconoscenza, ed oggi anche - se non è invadente - il mio affetto.
Che cosa dire infine oltre una preghiera? chissà... arrivederci!
da vanni in trasferta e per esteso da Giovanni Stefanelli.

Raffaella ha detto...

Proprio così Pat Z, abbiamo perso una persona cara. Che continuerà ad essere un punto di riferimento per molti di noi. Grazie di cuore a chi sta pubblicando i nostri messaggi e un affettuoso saluto a tutti voi, Grazia Dei, Nautilus, Pat Z, Vanni, Papik e a tutti coloro che in questi anni hanno avuto il privilegio di essere ospiti del Professore nella sua casa virtuale. Vi abbraccio con affetto, anche se non vi conosco, perchè vi sento vicini, perchè che stiamo provando gli stessi sentimenti.
Raffaella