lunedì 9 gennaio 2006

Un commento al botta e risposta con Messori

La mia risposta a Messori è stata improntata a massima cortesia e ha tralasciato i punti più scabrosi e inaccettabili del suo intervento sul Foglio.
Forse nel residuo filo di speranza non dico di un ravvedimento ma almeno di un confronto nel segno della verità. Magari persino nella speranza che accettasse di rendere pubblico il nostro carteggio.
Come prevedibile, nulla di tutto ciò.
Allora, è bene sottolineare alcuni punti del suo intervento per mettere bene in chiaro con chi abbiamo a che fare.

1)Dice Messori, in relazione alla famosa frase di Bergson: "Sono stato ricoperto da insulti, con il professor Giorgio Israel a capofila: non mi si contestava l’autenticità (inoppugnabile) della citazione, ma che l’avessi riprodotta nella sua interezza. Cose da non fare, e basta: pena accuse infamanti e contumelie." Non soltanto - come ho già detto - è assolutamente falso che io l'abbia ricoperto di insulti: ho, al contrario, tentato di convincerlo con la massima disponibilità, come dimostrerebbe il carteggio se soltanto Messori avesse la condiscendenza di renderlo pubblico. Ma è assolutamente falso che io abbia detto che che non si doveva riprodurre la citazione nella sua interezza. Sfido Messori a dimostrare come e quando io avrei detto o scritto una frase simile. Insomma, è un'autentica calunnia.
Aggiunge il nostro: "colpevolizzato da ogni parte, finii io stesso per chiedermi se la rivelazione di quelle parole “scandalose“ fosse davvero opportuna". No, diciamo piuttosto che egli finì con l'ammettere di aver detto parole maldestre e sbagliate e chiese persino aiuto per venir fuori dal guaio in cui si era cacciato. Io gli proposi di pubblicare parte della nostra corrispondenza, ed egli preferì fare un intervento molto ma molto più ambiguo sulla rivista Jesus, in cui comunque una qualche rettifica la faceva.

2) Dice Messori che io l'avrei coperto di insulti per la sua "trouvaille" concernente il caso Mortara. Falso anche questo. Diciamo piuttosto che tra me e lui si sviluppò una polemica di merito sull'interpretazione del caso Mortara. Ai lettori il giudizio circa la maggiore fondatezza dei rispettivi argomenti. Ma anche qui, cosa c'entrano gli insulti e chi ne ha mai fatti? Provi a dimostrarlo Messori, se può, altrimenti taccia.

3) Il terzo episodio è inventato di sana pianta. Non so neppure quale sia l'articolo e la rivista su cui Messori l'ha pubblicato. Quale sarebbe la mia risposta carica di "contumelie". Forse l'avrà fatto Gad Lerner, io no di certo.

4) Il quarto episodio è pure totalmente inventato. Non ho la minima idea di quale sia la trasmissione cui Messori allude, e francamente non mi è stato dato di vederlo in TV da tempo immemorabile. Certo, c'è stata la polemica sulle conversioni forzate sul Corriere della Sera nel gennaio 2005, ma in quella occasione ho polemizzato con altre persone, e della trasmissione di Messori, con tutto il rispetto, non mi sono mai occupato. A meno che Messori non alluda a una trasmissione a Porta a Porta che non ho visto ma di cui mi venne riferito in cui diede una esilarante interpretazione del termine "perfidi judaei". Chi ritrovi il mio commento a quell'interpretazione sul sito Informazione Corretta constaterà che ho certamente preso in giro il latinorum di Messori, ma se l'ironia è insulto e contumelia, allora Messori ha bisogno di un ripasso di italiano, non soltanto di latino.

5) Per finire, la polemica con Messori sull'Inquisizione l'ho fatta sul Foglio. E in quel caso, sì, ho attaccato duramente Messori, non certamente con insulti, è una cosa che non ho mai fatto, nessuno potrà mai dimostrare il contrario. E quell'attacco duro lo ripeterei. Perché parlare di una storiografia che avrebbe restituito una storia diversa dell'Inquisizione è una vergogna: storiografia negazionista è l'unico modo con cui può essere definita. Come è negazionista dire che l'Inquisizione è stata una sorta di istituzione benefica che ha prodotto si e no qualche decina di vittime. Per simili affermazioni Messori dovrebbe vergognarsi. Ma come potrebbe conoscere la vergogna una persona che è capace di raccontare storie come quelle di cui abbiamo appena parlato?

In conclusione: ancora una volta un bel tacer non fu mai scritto.

3 commenti:

harrier77 ha detto...

Mi sembra di capire che tutti e due (Israel Messori) siano persone che si potrebbero definire "di carattere". Sarebbe interessante assistere ad un dialogo-dibattito sui temi in cui ambedue - ad un lettore terzo e po' superficiale come il sottoscritto - appaiono invece essere d'accordo, per vedere come temi di grande rilevanza come quelli che tratta Israel sul Foglio possono essere visti in modo convergente da prospettive diverse. Le polemiche sui rapporti passati tra cristiani ed ebrei rischiano di essere considerate dai comuni lettori come accessorie rispetto ai temi del secolo in cui viviamo (che non è più il 900).

Giorgio Israel ha detto...

Ma il problema è che Messori vede i rapporti tra cristiani ed ebrei con gli occhi neppure del Novecento ma del Medioevo. Quando si deciderà a comportarsi come uomo del Ventunesimo secolo e ad abbandonare i suoi pregiudizi un dialogo sarà possibile. Oltretutto, non è vero affatto che siamo d'accordo. Per esempio, sui temi della procreazione assistita - campagna sui referendum, ecc. - Messori si è defilato ed ha evitato di prendere posizione.

harrier77 ha detto...

>Oltretutto, non è vero
>affatto che siamo d'accordo.

Ho visto la polemica con Socci sull'assenza di Messori dal dibattito sui referendum. Sul momento mi sono meravigliato, ma poi pensando a quello che ho letto di Messori penso che la cosa non sia così strana. Lui ha sempre detto di essere contrario alla sovraesposizione delle questioni etiche nel dibattito sui temi religiosi.
Non conosco Messori di persona, lo ho visto in passato in qualche dibattito pubblico. Credo che a molti stia antipatico per un certo modo di proporre le cose. Però la gente lo legge molto, evidentemente perché i problemi che tratta sono rilevanti (e poco e male toccati a livello di mass media) indipendentemente dal "come" vengono trattati. Comunque anche quello che scrive lei mi interessa molto, spero di poterla vedere ancora sui quotidiani nazionali. Sono molto curioso proprio sui temi che penso siano oggetto dei suoi corsi di storia della scienza. Ad esempio ho visto il dibattito sull'evoluzionismo a l'Infedele. Perché Gad Lerner non ha chiamato anche lei oltre a Sermonti (che secondo me non ci ha fatto una grande figura)?