≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈ «Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza» (Dante Alighieri) ≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈ «Le uniche battaglie che vale la pena di combattere sono le battaglie perse» (Bilmemné il Saggio)
«Studia prima la scienza, e poi seguita la pratica, nata da essa scienza.
Quelli che s'innamoran di pratica senza scienza son come 'l nocchier ch'entra in navilio senza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada»
«... penso che sia meglio che una persona che non sente il desiderio spontaneo di scrivere su un argomento non venga indotto da circostanze esterne a farlo. Ho partecipato nel passato a discussioni di gruppo e a simposi e ne ho ricavato molti benefici e molta soddisfazione, e sarei più che felice di partecipare all'incontro che lei sta organizzando, se la mia parte in esso si limiterà al livello orale. Se occorre essere coinvolti in una pubblicazione, allora temo di dovermi scusare. Sono certo di non poter produrre nulla di soddisfacente in questa occasione a meno che non senta un forte desiderio soggettivo di scrivere sull'argomento, cioé a meno che non senta di avere idee sul tema idee abbastanza rilevanti e non espresse finora - e questo non è il caso. Penso che la massima, "verba volant, scripta manent" non sia necessariamente un argomento contro i "verba"».
John von Neumann a Ernest Nagel
9 Dicembre 1953
6 commenti:
Beato lei, a me questa sera è toccato sentire Castelli che offende in diretta un'insegnante precaria. Ho provato un profondo sentimento di vergogna e di sdegno ascoltando Castelli alle prese con la precaria di AnnoZero. Anch’io sono insegnante precaria, e tutti i giorni risento di questo marciume, di questo disprezzo per la cultura, di questo non rispetto per gli altri. Cosa sa Castelli della vita personale e professionale di quella precaria per ergersi ad esempio? Non gli viene il dubbio che possa essere una persona valida che non ha potuto avere quello che merita? Come si permette di parlare in quel modo ad una persona che freme di rabbia perchè le è negato il futuro? Eppure, pensavo amaramente, forse i precari non sono abbastanza, o non sono abbastanza informati. Il perchè di questa constatazione è facile dedurlo.
L'industriale con il quale sto lavorando, sentendo le statistiche sulla disoccupazione, commentava tristemente che la gente aspetta la manna, non dal cielo, ma dallo stato invece di dare credito alle proprie capacità. La solita storia, diceva, di "pappa fatta". Dopo quello che un anno fa si credeva essere un KO dato ai consulenti (poi anche ai dipendenti) da Caterpillar, quei consulenti, cioè noi, lavorano quasi tutti: uno su dodici non ha ancora trovato. Teresa, mi scusi, ma la trovo patetica: il futuro, dice? Intanto impariamo a costruire il presente mettendosi in gioco e rischiando: di don Abbondio ce ne sono anche troppi.
Gentile Caroli, io lavoro e non mi limito a fare l'insegnante. Si può dire che mi sono sempre data da fare. Tuttavia ammetto anche di aver avuto fortuna per varie ragioni che non sto qui ad approfondire. La mia storia personale mi porta a criticare chi non si rimbocca le maniche, ma anche a comprendere chi, nonostante tutto, trova barriere che permettono di pensare a malapena all'oggi e non a un futuro prossimo. Non siamo tutti uguali, non tutti abbiamo le stesse capacità attitudini, opportunità. Semplicemente trovo scandalosa la risposta di Castelli per un semplice motivo: il suo atteggiamento manca di rispetto. Dire che quella precaria è "giovane e carina" e che deve essere ottimista nonostante, con due figli, lavori a stento al sud, a 36 anni (un'età che non ti consente di definirti "giovane" in senso lavorativo, specialmente se donna) è davvero assurdo. So altro di quella giovane donna e so anche che la grinta non le manca. Probabilmente se la caverà meglio di tanti altri. Ma non mi sembra che abbia del patetico denunciare una situazione reale verso la quale la politica non mostra alcuna sensibilità, e di cui la politica è parzialmente responsabile. Mi sono anche stupita di come Castelli, che reputo un politico abbastanza astuto, abbia avuto l'ardire di paragonare il suo precariato a quello dell'insegnante....Andiamo su, si sa che non è la stessa cosa....Da un politico di spessore mi sarei aspettata risposte più sottili dalle quali trasparisse la complessità dei problemi. E invece dice, quasi con orgoglio, di aver studiato in aule da 44 allievi. Castelli è nato nel 46, siamo nel 2010. Vogliamo ritornare alla scuola degli anni 50?? Io sarei anche d'accordo con le aule da 40 alunni, purchè i genitori mi autorizzano a dare sonori schiaffoni come facevano gli insegnanti di una volta.
Volevo dire "mi autorizzino"...
Ma Castelli non "nasce" politico, e forse non lo è neanche adesso (ha il mio stesso titolo di studio). Politici sono semmai Maroni, Tremonti, Frattini...
Fine della discussione, ad evitare il fuori tema.
Non si preoccupi, avrei finito la discussione anche se non lo avesse deciso lei. Non amo molto discutere con chi definisce "patetica" una persona per un singolo intervento. Vedo che alla fin fine non ha trovato di meglio da dire se non che Castelli non "nasce" politico e forse non lo è. La parola "politico" può anche avere una connotazione positiva quando si tratta di politici veri, non ce lo dimentichiamo. La politica è un mestiere importante. Qui invece abbiamo a che fare con politicanti che, in risposta a un disagio di una cittadina rispondono: "guarda, non vedi quanto sono stato bravo io? Rimboccati le maniche anche tu!". Ahi noi....
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