sabato 2 ottobre 2010

Ciarrapico va cacciato dal Pdl e censurato in Senato


Qualche commento relativamente alle reazioni a questo articolo. Naturalmente non mi aspetto e non mi aspettavo che Ciarrapico venisse cacciato. Neppure che venisse fatta una mozione di censura, simile alla mozione di sfiducia nei confronti di Bossi, che lo ha costretto a chiedere scusa. Non sono così ingenuo...
Piuttosto, ho trovato indicative certe reazioni a questo articolo testimoniate dai commenti inviati dai lettori de Il Giornale, di tenore analogo a quelli letti in altri siti, per esempio in quello del Corriere della Sera.
Un numero alto, troppo alto, di commenti dà ragione in toto a Ciarrapico, o quantomeno lo assolve in quanto la sua vera intenzione era di attaccare Fini, e gli ebrei debbono piantarla di mettersi in mezzo per proporre il loro solito "chiagni e fotti".
A parte il fatto che io sulla questione dell'antisemitismo non "chiagno" mai, casomai mi arrabbio, tantomeno "fotto", la domanda semplice semplice è: se Ciarrapico voleva accusare Fini di essere un traditore che bisogno c'era di mettere di mezzo la kippah? Tanto valeva che accennasse a un'ordinazione di cravatte rosa tutte uguali, del tipo di quelle che porta Fini... 
Ma a questa domanda non si risponde, anzi si continua a imprecare contro gli ebrei che si sono "messi di mezzo", quando non c'entrano niente....
Questo, tanto per restare a Napoli, si chiama "cornuto e mazziato": prima tiri in ballo qualcuno come cornuto (in questo caso prototipo di traditore) e poi se quello protesta lo prendi a mazzate perché "chiagne e fotte".
E, come se non bastasse, ci si mette il Presidente del Consiglio con barzellette indecenti sugli ebrei... E nessuno dimentichi quando Prodi parlò dell'organo circonciso di De Benedetti e le battutacce di D'Alema.
Che belle correnti d'aria...
Arrivederci il 7 ottobre, con le persone oneste, Perché, come scrive il Foglio «l'odio per lo stato ebraico è il riflesso della nostra cultura che non ha più voglia di sopravvivere». «L'Occidente che rantola...»

Va bene che ormai siamo abituati a un livello del discorso politico da suburra. L’uno parla di “romani porci”, l’altro invita un ministro a “non rompere i coglioni agli insegnanti”, l’altro ancora usa un linguaggio da trivio contro il Presidente del Consiglio, ma con il senatore del Pdl Ciarrapico si è passato ogni limite. Le agenzie riferiscono che questo signore ha pronunciato in Senato queste frasi: «Fini ha fatto sapere che presto fonderà un nuovo partito. Spero che abbia già ordinato le kippah, perché è di questo che si tratta. Chi ha tradito una volta, tradisce sempre».
Ci possiamo chiedere a cosa abbia inteso alludere. Al fatto che Fini si mise in testa la kippah per visitare lo Yad Vashem, il mausoleo dello sterminio degli ebrei d’Europa? E questo, per Ciarrapico sarebbe un “tradimento”? Tradimento di che? Del negazionismo, dell’antisemitismo, del “nobile” passato delle leggi razziali fasciste? Se questo è il tradimento che questo signore rimprovera, da un lato ha reso un onore a Fini e, dall’altro, ha messo in luce nel modo più chiaro quali pensieri osceni alberghino nella sua mente. Ma forse è peggio di così. Perché l’unica altra possibile interpretazione è che egli alluda al nuovo partito di Fini come un’opera degli ebrei, il frutto di una congiura pluto-demo-giudaico-massonica. “Di questo si tratta”, ha detto. Il partito di Fini è una questione di kippah.
Non ritengo utili altri commenti, perché mi rivolgo alle persone oneste. Gli altri, quelli che si voltano dall’altra parte appartengono a quella melma razzista e antisemita irrecuperabile che questo ineffabile senatore è riuscito a smuovere dal fondo in cui brulica. Basta navigare su internet per leggere commenti del tipo: «ha detto quel che altri non hanno il coraggio di dire». E molto di peggio.
La frase di Ciarrapico, nella sua voluta ambiguità che somma le due interpretazioni, è un’offesa atroce nei confronti sia degli ebrei morti che degli ebrei vivi. A pochi giorni di distanza dalla manifestazione che si terrà a Roma il 7 ottobre “Per Israele, per la verità”, questo signore ha voluto dare una testimonianza vivida di come scorra potentemente il nuovo odio contro gli ebrei. A quella manifestazione parteciperanno persone oneste di tutti gli schieramenti politici. È da augurarsi che gli esponenti del Pdl possano parteciparvi con l’onore di aver messo alla porta un simile personaggio. Non basta dire che quelle frasi sono inaccettabili o prendere le distanze, né basterebbero scuse tardive che peraltro mentre scriviamo non sono ancora arrivate. In certi casi, le distanze vanno prese fino in fondo, senza mezzi termini. Non avere il coraggio di pagare il prezzo politico del levarsi di torno certi personaggi ha come conseguenza di pagare un prezzo molto più alto sul piano morale. 

(Il Giornale, 1 ottobre 2010)

32 commenti:

Nautilus ha detto...

Non ci sono solo i post dei lettori.
Nello stesso numero del “giornale” su cui compare l’articolo del professore, ce n’è un altro in prima pagina dove si paragona il commento di Ciarrapico agli insulti che vengono da sinistra, rimarcando che mentre il commento antisemita è stato condannato anche dal cdx, gli insulti della sinistra non vengono altrettanto deprecati da chi vi milita.
E così è fatta: si mette sullo stesso piano l’antisemitismo con gli insulti che i due schieramenti si scambiano in un crescendo a chi la spara più grossa.
Questa analogia a me pare offensiva, un conto è accusarsi reciprocamente delle peggiori malefatte: “stupro della democrazia” versus “magistratura politicizzata e golpista”, un altro tirare in ballo la questione razziale (che non c’entra e non deve entrarci NULLA) per colpire l’avversario politico.
Ma si vede che Perna del “giornale” non la pensa come me.
Ah, son d’accordo col professore: chi è rimasto manifestamente alle leggi razziali del ‘38 non ha diritto di sedere in Parlamento.

Nautilus ha detto...

Un’altra cosa: ho sentito in rapida successione due barzellette sugli ebrei recitate da Berlusconi, di cui una addirittura a un raduno ufficiale.
Barzellette sugli ebrei come sui carabinieri privatamente girano da sempre, anche fra gli ebrei stessi credo, ricordo di aver letto un libretto di umorismo ebraico, che vengano raccontate in occasioni pubbliche dal PdC può forse darsi non siano espressioni di antisemitismo latente, certamente però di imbecillità conclamata.
Se ritiene di non pubblicare va bene lo stesso, non posso però ritirare, è un giudizio meditato.

Gianfranco Massi ha detto...

Non sono ebreo, o almeno credo di non esserlo. Ma certe frasi, indegne pure di essere citate, mi offendono come se lo fossi.Esse sono essenzialmente frutto di una cultura stupida,ancora più stupida della persona che le vomita.
A proposito dell' espulsione dal partito del "personaggio", temo che non la vedremo. Certamente apprezzerei, come elettore, che almeno giungessero al vertice richieste ufficiali di espulsione "con disonore".

Giorgio Israel ha detto...

Potrei anche aggiungere che alcuni finiani sono stati deferiti ai probiviri per molto di meno... Però, se vogliamo essere davvero obbiettivi, e fino in fondo, va detto che il grado di violenza che viene da sinistra è inaudito e il modo in cui viene tollerata è scandaloso. Perché quasi nessuno da sinistra ha manifestato solidarietà a Belpietro? Da decenni ormai, quando qualcuno fa qualcosa che non garba a sinistra escono fuori i soliti violenti: contestatori "fisici", nel migliore dei casi, brigatisti nel peggiore. Si depreca, certo, ma è alla festa del Pd che tutti gli "sgraditi" sono stati contestati con violenza e persino con un lancio di candelotti a quel berlusconiano di Bonanni. E non si dica che si è condannato. Non basta. Bisogna togliere l'acqua a questi estremismi, anziché irrigarli copiosamente. Nel mio piccolo, per aver collaborato a un regolamento per la formazione degli insegnanti - in una commissione tutta composta da docenti di sinistra!... ma io soltanto, in quanto presidente, ero visibile - sono stato paragonato a Marco Biagi. Mi sono beccato insulti a profusione come "piagnone ebreo" nei blog di estrema sinistra (gli stessi dove ci si chiede sarcasticamente come mai la Gelmini abbia scelto consulenti ebrei) e minacce pesanti. E chi crede che sia finita un anno fa, si sbaglia. È continuata e continua. Persino nel giorno di Ferragosto ho ricevuto messaggi con insulti pesanti e che mi rendevano responsabile dei suicidi di precari che sarebbero avvenuti. Mi hanno persino accusato di aver preso soldi e ho dovuto minacciare la querela. E giorni fa, a Cesena, in un pacifico dibattito con gli insegnanti sui nuovi programmi, sono stato contestato come il "signor Israel" affamatore di precari, con tanto di volantinaggio a me specificamente rivolto, non al ministro. E da chi era firmato il volantino (l'ho conservato)? Non da un gruppetto di autonomi, ma dalla Federazione dei Lavoratori della Conoscenza della CGIL. Proprio così. Se poi qualcuno decide di passare alle vie di fatto sappiamo chi ha eccitato gli animi. E, ripeto, basta una passeggiata in certi siti per vedere da quale parte vengono le ingiurie contro l'"ebreo servo di Berlusconi". Avrò fatto in vita mia molti errori, ma servo di nessuno non sono mai stato.
Ha ragione Marchionne, sono state aperte le gabbie. E se la destra sta dando uno spettacolo penoso, la sinistra semplicemente non esiste. Non è certamente un caso che, quale che siano le ipotesi sul futuro del paese, la sola idea che possa governare una simile accozzaglia fa venire la pelle d'oca alla maggioranza dei cittadini. Ed è questo che fa la fortuna di Berlusconi.

Gianfranco Massi ha detto...

Verissimo|

Nautilus ha detto...

Vorrei portare una testimonianza personale. Eravamo un gruppo d’amici di scuola: un liberale, due democristiani, un missino e un comunista (che ero io).
Come si può facilmente immaginare le discussioni erano all’ordine del giorno, accesissime e a tutto campo, con nessuno disposto a cedere sulle proprie convinzioni.
Passavano le BR, finiva il comunismo, arrivava tangentopoli, ci accapigliavamo su tutto ma l’amicizia restava intatta.
Poi scese in campo Berlusconi, su cui si spostarono le simpatie dei DC e del liberale.
Da un giorno all’altro le discussioni da accese divennero violente, poi feroci, infine rancorose. Non posso dimenticare quando l’ormai ex-liberale e ex-fan di Montanelli prese la Costituzione e la stracciò davanti agli occhi di tutti, perché permetteva il ribaltone del ‘95. Con questo clima anche l‘amicizia non poteva durare .
Siccome nonostante tutto ci volevamo bene, anni dopo ci siamo ritrovati e frequentati ma con una tacita condizione: che nessuno facesse neanche il minimo cenno alla politica, pena la rottura definitiva.
Forse questo episodio è limitato e personale, per me però ha rappresentato l’esempio di come l’avvento del berlusconismo abbia radicalizzato uno scontro che fin’allora si era limitato alle idee, con fra l’altro l’implicito riconoscimento reciproco, dopo non è più stato possibile, da amici con idee diverse siamo diventati nemici.
Dunque adesso i cancelli sono aperti, ma chi o cosa ha aperto i cancelli?
Dal mio esempio non voglio certo trarre conclusioni definitive e generali, solo diciamo così, seminare il dubbio.
Ho sentito anche pareri opposti, che lo scontro PCI-DC era feroce come quello in corso adesso, ma non sono assolutamente d’accordo: era uno scontro di ideologie opposte, eppure finite quelle sembra si sia trasformato in una guerra tribale, con tutte le conseguenze del caso.
Una cosa è purtroppo vera: ho scoperto tramite internet una “pancia”, gli umori viscerali della sinistra, fenomeno che credevo peculiare solo della destra.
Mi pare (e spero) sia una “pancina”, nel senso che riguardi solo una minoranza circoscritta, ma certo l’intolleranza e il rifiuto di ogni ragionamento che dimostra quest’area sono preoccupanti, qualunque ne sia la causa.

UmbertaMesina ha detto...

Caro professore,
a casa mia condividiamo l'opinione che Ciarrapico si volesse riferire alla kefiah, accessorio notoriamente di moda nella sinistra. Il che non sarebbe stato meno villano, ma avrebbe avuto una qualche logica.

Disgraziatamente, la nostra politica è zeppa di gente che non sa né parlare né tacere.

Umberta

Giorgio Israel ha detto...

Mi viene voglia di dire: santa ingenuità... Voleva dire kippah e non si è sbagliato per niente. Ciarrapico è un fascista nostalgico notorio. E quanto al "pancino"... È un pancione, non si faccia illusioni, caro Nautilus. Li conosco da decenni, fin da quando vennero con un coltello nell'aula in cui facevo lezione, anche se allora iscritto al Pci. Solo che allora il Pci li prendeva a bastonate. Mentre oggi il Pd condanna a parole e in realtà coccola l'estremismo per non perdere voti. Vedi quanto ho scritto sopra. La Cgil non è i Cobas della scuola, è un pancione e non un pancino.

Caroli ha detto...

Che Ciarrapico fosse un imbecille lo sappiamo da tempo: ne ha dato luminoso esempio nello sport (i tifosi roamnisti penso lo ricordino), nell'imprenditoria e nel giornalismo (noi vecchi lettori de "Il Sabato" abbiamo qualche conto in sospeso con quel signore). Oggi ha "colpito" anche la politica. Qualche volta si dice che quando si parla bisognerebbe controllare che il cervello fosse collegato. Bisognerebbe controllare anche che dentro al cervello non ci fossero cortocircuiti, magari vecchi di sessanta anni.

Caroli ha detto...

A proposito di barzellette "etniche", mi pare che giri qualcosa in Francia contro i Belgi, qualcosa di simile di quelle italiane sui Carabinieri. Sbaglio? Grazie.

Con questo non intendo giustificare niente. Il personaggio autore della battuta imbecille era e imbecille resta, fascista era e fascista resta.

junco ha detto...

Lei chiede che venga censurato ed espulso. Io non sapevo nulla di questo personaggio e ho dato un'occhiata in rete. Ora, se è attendibile il curriculum vitae presentato da Wikipedia, io mi chiedo: ma come lo hanno fatto entrare? Un prezzo molto alto sul piano morale.

Myosotis ha detto...

Tutti i giorni abbiamo segni di un degrado morale e civile che viene da lontano. Ho appena letto la notizia che Fini è stato praticamente assolto dal magistrato per la faccenda di Montecarlo. Ma sarebbe sbagliato credere che questo degrado riguardi solo il nostro paese. In Olanda stanno processando e sarà probabilmente condannato uno che dice quello che quasi tutti gli olandesi (e non solo loro) pensano, solo che lui ha avuto il coraggio di dirlo. Per riprendere una sua recente citazione latina, non sarà il caso di essere "laudatores temporis acti", ma di dire "O tempora, o mores!" forse sì.

Myosotis ha detto...

Scrive Nautilus: "...chi è rimasto manifestamente alle leggi razziali del ‘38 non ha diritto di sedere in Parlamento". Sono d'accordo. Però chiediamoci: chi voleva trasformare l'Italia in un carcere e poi nuovamente in un popolo di miserabili migranti come albanesi, rumeni, moldavi, ucraini ecc. ha diritto di sedere in Parlamento o anche più in alto?

vanni ha detto...

Egregio Professore, se càpita che escano certi fiati da qualcuno che fa parte dello schieramento per il quale voto da anni, mi vergogno come una bestia. Non faccio riferimento a vicende di insulti volgari - deprecabili e deprecabilissimi, per carità - ora all'ordine del giorno, ma ai casi nei quali si manifesta un salto di qualità, ed affiora roba laida. Cerco di consolarmi pensando si tratti di esemplari casi di responsabilità totalmente circoscritta alla singola persona. Esprimo il mio disagio e - per quanto possono valere ed esser pertinenti - le mie scuse a chi è stato ferito.
Comunque Ciarrapico è Ciarrapico. Invece Berlusconi è Berlusconi. Non è facile per me giudicare. So bene che la tentazione di credere a ciò a cui fa piacere credere è molto forte, spesso irresistibile. Voglio credere e pensare che per le barzellette di Berlusconi si debba ipotizzare un tonfo intempestivo e superficiale del buon gusto piuttosto che sotterranea melma.
La nostra cultura non ha più voglia di sopravvivere? È vero che l'Occidente sta rantolando, ma c'è pure una molla che ha iniziato a ricaricarsi, un'energia enorme da rimettere in gioco.

Myosotis ha detto...

Non Le sarà sfuggito oggi un passo di Marcello Veneziani sul Giornale che trascrivo: "Prendete Ciarrapico: socio in affari per anni della sinistra editoriale, viene ora massacrato per un’infelice battuta e ribollato come fascistone. Vorrei ricordare una cosa: quando la sinistra tifava per gli arabi e i palestinesi contro Israele, il grossolano Ciarrapico pubblicava in difesa d’Israele un libro del leader ebreo Begin La rivolta e fu Israele. Che volete, le battute valgono più delle opere". Questo commento di Veneziani mi ricorda un aforisma di A. Berthet: "Le sciocchezze che si fanno possono essere talvolta rimediate; quelle che si dicono sono irrimediabili". Credo sia vero, specie in politica. Però lo trovo profondamente ingiusto e causa di colossali abbagli. Che ne pensa, professore?

Giorgio Israel ha detto...

Aver pubblicato un libro non significa niente. Chi fa l'editore lo fa per far quattrini, e giustamente. Se un libro promette di vendere, lo pubblica anche se non ne condivide una parola. Berlusconi (Mondadori) pubblica D'Alema. E allora? Ciarrapico socio in affari della sinistra editoriale? Appunto. Non olet. Però Ciarrapico è un fascista impenitente da sempre, si è fatto fotografare col saluto romano, le sue dichiarazioni fasciste non si contano. E, se permette, a me i fascisti non piacciono per niente. Non mi è piaciuto mai, non ho capito perché se lo siano presi nel Pdl (o meglio, l'ho capito ma lo trovo una cosa squallida), tantomeno mi piace ora che con quella battuta ha confermato semplicemente quel che si sapeva. Veneziani ogni tanto la spara grossa. Fare quadrato è in pieno stile comunista, o comunque totalitario.

Nautilus ha detto...

Un commento sull’aforisma di Berthet: è vero che le sciocchezze che si dicono sono irrimediabili, ed è giusto: perché spesso tradiscono il pensiero autentico più ancora dei fatti.
A questo proposito la TV è utilissima: personalmente mi faccio un idea degli uomini politici (abbastanza sfuggenti se si guarda ai comportamenti e alle opere) da quel che dicono e come lo dicono. Non presto fede alle interviste scritte, alle solenni dichiarazioni più o meno ufficiali e neppure agli atti di governo, sono invece piccoli episodi, “frasi dal sen fuggite”, sguardi, espressioni o battute che rivelano la verità.
Di questo fatto penso che siamo tutti testimoni, anche nel nostro privato.
Alcuni esempi: Fassino che dice “abbiamo una banca” e poi si corregge “avete..”, dopo potrà scrivere una Treccani di spiegazioni, ma la verità è già uscita, e dentro non la si può rimettere. O Scajola che dicendo “a mia insaputa” dimostra la sua vera natura, non tanto di corrotto, quanto di uomo che meriterebbe la famosa classificazione di Sciascia, e non certo ai primi posti. O Fini, che in occasione del litigio Berlusconi-Schultz al parlamento europeo con la sola mimica mostrava lo sconcerto e il disgusto per la performance del premier, esprimendo in pochi secondi quel che lo divideva dall’alleato ben più di quanto abbia fatto al congresso nazionale o nel discorso di Mirabello.
Tornando all’attualità, barzellette e kippah mostrano aspetti dei protagonisti: la volgarità d’animo ma anche una certa dose di stupidità (quest’insistenza inqualificabile sugli ebrei) dell’uno, il fascismo dell’altro, cose d’altra parte che se non ci veliamo a bella posta lo sguardo erano già ben note.

Myosotis ha detto...

"L'uomo si conosce all'azioni", dice l'oste dei Promessi Sposi, cioè Alessandro Manzoni (che sapeva meglio il francese che l'italiano). Se fossimo giudicati per quello che diciamo (nei momenti d'ira, quando siamo un po' alterati o pensiamo che nessuno ci senta) saremmo tutti condannati all'ergastolo. Per fortuna il codice penale la pensa come l'oste.

vanni ha detto...

Il codice penale... ma John Henry come la penserà?

Myosotis ha detto...

John Henry Newman è stato un grande. L'altro, a cui sembra accennare Vanni, è uno piccolo piccolo. Mi domando se i suoi comportamenti stravaganti ed esibizionisti non siano dovuti al trauma infantile di quando ha scoperto il significato del suo osceno cognome.

Alessandro Marinelli ha detto...

«l'odio per lo stato ebraico è il riflesso della nostra cultura che non ha più voglia di sopravvivere»

Beh, mi ha fatto uno strano effetto leggere i commenti precedenti e, proprio stamane, aver completato la lettura di "Capire il Potere" di Noam Chomsky. Non avevo mai visto un così lungo e dettagliato susseguirsi di accuse e imputazioni nei confronti di un unico paese (o meglio, un' unica coppia di paesi: USA e Israele). Certe parti del libro le ho finite a fatica, tanto è l' orrore che scaturisce dalla lettura dei racconti delle atrocità perpetrate in sessanta anni di storia (secondo l' autore, naturalmente) dall' impero capitalista a stelle e striscie assieme al suo servo e fido stato "terrorista". Certo, non so cosa darei per conoscere a sufficienza la storia del secolo passato ed essere in grado di distinguere le balle dalle ricostruzioni storiche fedeli, ma spero sinceramente che molto di quanto abbia letto sia stato esagerato e forzato. Rispetto a simili manifestazioni di "odio per lo stato ebraico" non siamo autorizzati a bollare le parole di Ciarrapico come semplici fregnacce?

Nautilus ha detto...

Manzoni aveva ragione, ma perchè non c'erano la TV, internet e le intercettazioni.. :)
Per esempio: basta ascoltare quelle di Porro per capire (a differenza del testo scritto) che di ironia e scherzi fra amici c'era proprio poco.

Andrea Viceré ha detto...

Commentavo con un amico che questi episodi dimostrano come la nostra democrazia sia alla frutta.
E lui giustamente mi obiettava che questa fase del pasto sembra senza fine, stiamo "gustando" il caffé, l'ammazzacaffé ... e per quanto basso sia diventato il livello delle discussioni politiche, il fondo non si vede ancora.
Quel che temo è che purtroppo Bossi, Ciarrapico, Berlusconi con queste uscite davvero incontrino la simpatia di una buona fetta del paese, che non necessariamente si riconosce in tutto quel che dicono, ma semplicemente apprezza la loro schiettezza.
Per molti ormai, incuranti di ogni valore morale o più semplicemente di ogni contenuto, questi notabili insomma, han detto quel che pensano; ipocriti gli altri!.
E mentre le flatulenze del Ciarra appaiono spontanee, le barzellette idiote alle quali Berlusconi si lascia andare sembrano parte di una precisa strategia di captatio benevolentiae che parla solo alla pancia di questo paese, alla comune grossolanità.
Non voglio con queste considerazioni sottovalutare la gravità dei contenuti anti-semiti, ma solo interrogarmi sul perché in Italia tutto questo non porta a dimissioni, solo a un montar di chiacchiere e di abbiette giustificazioni.
Comunque, se questa è la classe politica che abbiamo eletto, e se rappresenta davvero questo popolo, la sproporzione coi problemi gravi che nei prossimi anni dovremo affrontare appare incolmabile.
Invito, per fare un confronto, a leggere i giornali inglesi, sulla crisi economica e la politica del nuovo premier Cameron.

Buona Notte

Andrea Viceré

Giorgio Israel ha detto...

Ciò detto, la realtà è complicata.
Con tutta questa volgarità l'Italia è un paese molto più vivibile per un ebreo dell'Inghilterra, paese ormai in via di islamizzazione, dove già ci sono scuole con il burqa obbligatorio senza che lo stato faccia una piega, dove esiste un'ostilità forte, a livello di governo, contro lo stato di Israele, dove a livello accademico si praticano forme di boicottaggio allucinante, ecc. ecc. Per non parlare poi della scuola inglese: se la nostra è disastrata la scuola inglese è una baracca sfondata (leggere il recente articolo sul Foglio a proposito dello scandalo dei SEN). Andiamoci piano a fare gli xenofili...

Andrea Viceré ha detto...

Per carità! Non intendevo manifestare alcuna anglofilia, mi limitavo a osservare come, a fronte di problemi forse più urgenti dei nostri, il tono del dibattito politico sembra più serio e più aderente ai problemi.

Gianfranco Massi ha detto...

la storia è vendicativa. Chi oggi si scandalizza per le barzellette del Cav forse ignora che mezzo secolo fa, in piena guerra fredda, inneggiava alla grandezza dell' Impero sovietico. Ma fingeva di ignorarne la spietata repressione interna e soprattutto esterna con la quale sosteneva aq fatica il pesante edificio del terrore. Che finalmente crollò.

Nautilus ha detto...

Nella tenzone dialettica, specialmente politica, esistono vari modi per tentare di screditare gli argomenti dell’avversario, per esempio il metodo “Boffo”, o quello “Ben’altrista” o il “Da che pulpito”. In genere li disprezzo perché eludono l’argomento per colpire la credibilità dell’altro, però ne capisco l’utilità e la tentazione di usarli, a volte inevitabilmente.
Ultimamente ho sostenuto sui blog della sx l’inopportunità che uno come Toni Negri fosse ospitato da Lerner per far lezione sulla lotta di classe: chi tutto ha sbagliato in quel campo (e con che tragici risultati) non può essere chiamato come autorevole opinionista.
D’altra parte non ritengo che “il libro nero del comunismo” possa essere tirato in ballo per qualsiasi controversia, anche la più trascurabile: se ci si rifà sempre a quella tragica storia, per i prossimi cento anni non sarà possibile criticare assolutamente nulla della destra, in nome degli orrori o dei disastri di quell’ideologia fallita.
Per intendersi, non è che siccome il comunismo ha rovinato mezzo mondo le barzellette di Berlusconi sugli ebrei sono meno una stupidata

Myosotis ha detto...

Noam Chomsky e' un esempio di come si possa dimostrare intelligenza e quindi essere studiosi piu' che rispettabili, tanto da lasciare un segno nella storia della propria disciplina - in questo caso la linguistica - e ignoranti, stupidi e cialtroni in altri campi. Per fortuna e' anche un caso raro. Oggi ho visto molte case di ebrei americani, i quali - a giudicare dalla bandiera a stelle e strisce spesso in bella mostra - non devono certo condividere il pensiero politico di Chomsky.

Alessandro Marinelli ha detto...

Egr. Myosotis,
quello che mi fa pensare è che su molti argomenti lo stesso Chomsky non ritiene affatto il suo un "pensiero". In Capire il Potere i giudizi morali appaiono come naturali e giuste prese di posizione di fronte a precise e gravi responsabilità storiche, il tutto (a quanto sembra) documentato e verificato incontestabilmente. E' scritto infatti nella prefazione a proposito dell' autore:

"Il suo maggior contributo consiste piuttosto nella padronanza di un'immensa mole di informazioni e di dati, e nell'abilità infallibile con cui sa smascherare, in ogni contesto, i meccanismi e gli inganni delle istituzioni che oggi detengono il potere."

I dati in questione consistono in un numero enorme di articoli di giornali, statunitensi e non, in qualche caso anche molto vecchi (cinquant' anni e più), nonché in una mole di documenti governativi rimasti top secret per anni e ad un certo punto declassificati. Parte di tutto questo materiale viene spesso citato dallo stesso Chomsky nel corso del libro. Ecco, se mi chiedessero quali sorgenti di odio per Israele io ritenga più pericolose, certo penserei anche a libri come questo.

Myosotis ha detto...

Al sig. Marinelli vorrei dire che come si sa le persone che non hanno dubbi sono le piu pericolose, da li' nascono fanatismo e terrorismo. Io dubiterei anche di chi porta troppe prove: alla verita' ne basta una sola (e valida), alle "balle" ne servono molte (infondate). I libri, poi, devono essere venduti e mai un risvolto di copertina dira': "Queste libro contiene una mole incredibile di fandonie!", ma parlera' semmai di "opera documentatissima", come quel libro recente che ha pubblicato una foto del giovane Ratzinger mentre dice
Messa; la foto e' stata tagliata per far credere che il prete faccia il saluto "Heil Hitler!", quando Hitler era morto da 6 anni!.

Caroli ha detto...

La grandissima Maria Callas si beccò questo giudizio "nella scena sei una regina, ma nella vita sei una patata". L'autrice del giudizio fu Renata Tebaldi. A conferma.

Myosotis ha detto...

D'altra parte cosa intendeva Plinio il Vecchio quando scriveva "...ne ultra crepidam judicaret" (di solito citata come "sutor, ne ultra crepidam")? Che ognuno si attenga a quello che sa e che sa fare. Per il resto è uno come tutti gli altri. Invece, purtroppo, nella realtà constatiamo quotidianamente che non è così. E' il caso di citare Benigni, Saviano...?