lunedì 24 ottobre 2011

LA GROTTESCA VICENDA DELLA FORMAZIONE INSEGNANTI

Intervista di Paolo Ferrario, Avvenire, 22 ottobre 2011, p. 11.



«A questo punto, credo che sia difficile che i tirocini possano partire quest’anno. Forse se ne riparlerà il prossi­mo. Ma il timore è che si stia lavorando per affossarli definiti­vamente».
Dalle parole di Giorgio Israel traspare tutta la delusione di chi ha messo tempo e fatica in un progetto che, forse, non partirà mai. Chiamato a luglio 2008 dal ministro Gelmini a presiedere il "Gruppo di lavoro per la for­mazione del personale docen­te", il professor Israel –ordina­rio di Matematica alla Sapien­za di Roma può essere consi­derato il “padre del Tfa”, il Tirocinio formativo attivo che, al­meno nelle intenzioni di chi l’ha pensato, doveva servire ad abilitare una nuova generazio­ne di insegnanti per le scuole superiori. E invece rischia di fa­re la fine di tanti altri progetti, nati sotto i migliori auspici e poi finiti ad ammuffire in qualche cassetto.
«L’impressione è proprio questa» – sbotta Israel –. Altrimenti, non si spiegherebbe lo strano silen­zio del ministero che, prima ha fatto fretta al nostro Gruppo di lavoro (che in tre mesi ha pre­sentato il Regolamento per la formazione degli insegnanti), poi ha pressato le università (costrette a tempo record a pre­sentare le proposte formative) e adesso tace da tre settimane.  Intanto il tempo passa e ormai temo davvero sia troppo tardi per partire con i Tfa quest’anno. Anche andando velocissimi, per portare a termine tutti gli a­dempimenti necessari si arriverebbe comunque a gennaio». Le parole di lsrael suonano co­me una sorta di pietra tombale sulle migliaia di giovani laureati (60mila soltan­to negli ultimi quattro anni), che sognano la carriera di inse­gnante ma, senza i tirocini abi­litanti, non possono nemmeno compiere il primo passo verso la cattedra. Eppure le premesse c'erano tut­te. Dopo una massiccia cam­pagna che, in una sola settima­na, è arrivata raccogliere più di 14mila adesioni all’Appello per i giovani, promosso appunto per sollecitare il mini­stero ad aprire percorsi forma­tivi per aspiranti docenti, il Miur ha chiesto alle Università di di­chiarare la disponibilità di of­ferta formativa effettiva. Le pre­visioni erano di attivare circa l3 mila posti per Tfa, ma dagli a­tenei è arrivata la disponibilità di 26.364 posti: 7.239 per le  scuole medie e 19.125 per le superiori. «Questi dati sono stati comunicati il 7 ottobre ricostruisce il professor Israel ma da allora dal ministero tutto tace. Forse si pensava (o, peggio: si sperava), che le università non rispondessero o lo facessero senza troppo entusiasmo. Invece, così non è stato. Anzi, gli atenei hanno dimostrato di prendere molto sul serio la proposta del ministero e, in alcune univer­sità, ci sono già commissioni al lavoro in vista dell'attivazione del Tfa. Ma se il ministero con­tinua a non assumersi le proprie responsabilità, in buona sostanza a non far nulla, la pro­spettiva di un affossamento dei tirocini è molto reale. E per la scuola italiana sarebbe una ve­ra catastrofe».
Se i Tfa non dovessero partire, continua Israel, «la nostra scuo­la sarà condannata a diventare sempre più vecchia», con il ri­schio di una «grave frattura tra generazioni diverse di inse­gnanti».
«Sarebbe un vero disastro ­conclude Israel – e una catastrofe culturale, perché la.conoscenza deve essere trasmessa da generazione in genera­zione e la trasmissione dell' sperienza è fondamentale per l’istruzione di un popolo».
Adesso, come hanno denun­ciato, a inizio settembre, i pro­motori dell'Appello per i giova­ni, la prospettiva è che, «per al­meno quindici anni prosegue Israel nessun giovane potrà diventare insegnante e nella scuola si continuerà a immet­tere precari, dopo i 67 mila as­sunti quest’anno in forza di un accordo tra Miur e sindacati. E i giovani, che non hanno nes­sun sindacato che li difende, sa­ranno ancora costretti a met­tersi in coda per un posto che, forse, non vedranno mai».

22 commenti:

baby ha detto...

Eppure il Consigliere del Ministro Gelmini, Max Bruschi, va giurando e spergiurando da tempo che il TFA partirà nel corso di questo a.a. Anzi, di fronte alle nostre obiezioni basate su semplici calcoli temporali, si offende e ci assegna l'appellativo di gufi ,-)

Giorgio Israel ha detto...

Il calcolo è semplice. Il MIUR si è riservato di dare i numeri entro fine ottobre. Mettiamo, per assurdo, che lo faccia. Bisognerà allora che i Comitati regionali universitari assieme alle USR facciano la ripartizione per università approvando le convenzioni con gli istituti scolastici, operazione complessa. Mettiamo che ce la facciano in un mese (roba svedese). Siamo a fine novembre. Tutto ritorna al MIUR che deve fare il decreto. Ci mette un mese: miracolo. Siamo a Natale. Allora si passa alle prove d'ingresso: test di selezione iniziale e poi prove d'esame. Di per sé è escluso che ci voglia meno di un paio di mesi, nel caso che tutto sia pronto. Ma il MIUR non ha fatto assolutamente nulla per prepararsi. Facile capire che se si conclude per fine marzo è un miracolo. E cosa si fa? Si parte ad aprile? Siamo seri... Allora verrà qualcuno che dirà: non è il caso di ripensare a tutta la faccenda? Già mi sento queste vocine (ammesso che non le abbia già sentite).

docente precaria ha detto...

Parto dal presupposto che non ho nulla contro il fatto che i TFA abilitino i giovani. Io sono stata giovane, la mia unica strada era la SISS (con i suoi pregi e i suoi difetti), volevo insegnare, l'ho fatta, sono stata immessa in GP, ora GE e mi ci hanno lasciata invecchiare. Avevo 26 anni, ne ho 38. Ho ancora un ottimo dialogo con gli studenti, so per certo che la giovinezza intellettuale nulla a che fare con quella anagrafica (ho colleghi più giovani che non riescono proprio a trovare vie di comunicazione didattica con gli allievi, comunicazione che nulla a che fare con il chiacchericcio sia chiaro,e colleghi ben più grandi di me che ancora sanno "arrivare" agli studenti).
Credo che non si possa negare ai giovani di abilitarsi, credo però che ci sia un enorme problema relativo a una generazione (forse due) di docenti lasciata invecchiare in GE e oggi accusata di tale vecchiezza. So anche che la situazione è diversa da classe di concorso a classe di concorso, ma non riesco a non trovare strumentale e un po' "offensiva" questa campagna sui giovani contro i "vecchi". Mi permetto anche di dire che questi giovani servono a certe scuole confessionali che sottopagano e non assumono manco a tempo determinato (se va bene contratto a progetto), che hanno bisogno di nuova carne (da macello?), perché appena possono quelli che vi lavorano ne fuggono... lascio perdere il fatto che un anno al servizio dello Stato valga come un anno al servizio del privato. Mi sembra sbagliato. Opinione personale si dirà. tralascio pure il fatto che lo Stato usi le persone per anni e anni senza riconosere mai che ne ha bisogno: se uno prende un'annuale per dieci anni nella stessa provincia, forse c'è bisogno di lui/lei, o no?
Quello che mi chiedo è: con le GE ben lontane dall'esaurimento, con il livello di precariato che c'è, con la consapevolezza che spero tutti, a parte forse il ministro Brunetta, abbiamo che precario e di ruolo nulla hanno a che fare con incompetenza o competenza, quello che mi chiedo è: che ne sarà di questi giovani? Non credo che si possa pensare ad un doppio canale: il TFA è allo stato attuale una SISS ridotta, quindi il titolo dei sissini è decisamente più elevato, un qualunque tentativo di fare concorsi a parte, perderebbe davanti a qualsiasi tribunale. Un concorso con tutti dentro, si risolverebbe nella vittoria dei vecchi (che poi spesso non arrivano ai 40 anni), anche solo perché più esperti, oltreché perché spesso più preparati... lo dico a fronte di esperienze di master con laureati nuovo ordinamento.... un argh! è il termine più appropriato, e non me ne vogliano, perché decisamente non è loro responsabilità. Sorvolo poi sul fatto che lo stesso accesso ai TFA sarebbe preso d'assalto da chi è già in GE, che spera in un'altra via per superare anni e decenni di precarietà. Dunque? Chiedo davvero a chi vorrà provare a rispondere "che fare"? perché la situazione m sembra disperata e disperante. Una buona cosa sarebbe ad esempio attivare i TFA solo nelle classi di concorso dove serve (poche forse, non so) evitando di incrementare il numero di persone che dipende da una supplenza annuale, anzi in questo caso solo temporanea. Vi dico solo che io ho una laurea, due abilitazioni SISS, due master (veri, con frequenza, esami, tirocinio e tesi finale), due specializzazioni e sono precaria da ben 11 anni, senza che la luce si faccia vedere (chiaramente parliamo di materie umanistiche).
Cordialmente

Giorgio Israel ha detto...

Mi fa piacere che anche lei si renda conto che la retorica giovanilista è fastidiosa. Mi fa piacere perché proprio lei l'aveva usata contro di me, dicendo che la scuola ne aveva abbastanza dei vecchi docenti. Gli studenti ne hanno abbastanza dei cattivi docenti che allignano in tutte le età. Ciò detto, molte dei problemi che solleva sono fondati, ma il doppio canale (che peraltro è previsto per legge) è inevitabile di fronte a un passato sciagurato che bisogna in qualche modo curare, ma senza soluzioni draconiane in un senso o nell'altro. Converrà che il fatto che non si possa entrare in ruolo presto è un'anomalia folle. Io sono entrato in ruolo come assistente a 25 anni, dopo concorso e ho fatto tutta la carriera con concorsi: questa dovrebbe essere la normalità. Non si tratta di aprire le porte ai giovani in quanto tali - un giovane, come dice lei, può essere un asino. Si tratta di garantire quel ricambio generazionale che mantenga un filo tra le generazioni e garantisca la trasmissione della cultura e delle esperienze. Non esistono i diritti dei precari, esistono i diritti delle persone. Non a caso lei parla dei suoi titoli: lei avrà certamente tutti i titoli, altri non li hanno. Non dico che si debbano fare concorsi, ma una qualche forma di selezione è necessaria, assolutamente. Altrimenti, forse non se ne rende conto, ma il modello che si accorda a quanto lei dice è il modello Aprea. A lei piace? A me no. Non è vero che il TFA è una SSIS meno seria (lasciamo perdere le SSIS per carità di patria), quantomeno nel modello che avevamo fatto noi e che, certo, è stato snaturato. Il TFA va visto in connessione con le lauree magistrali. Laddove abbiamo potuto implementare completamente il modello, ovvero per le medie inferiori, un laureato nella LM95 che poi faccia il TFA sarà un insegnante di matematica e scienze infinitamente più preparato di quelli finora sfornati. Nel caso delle primarie, il modello ha funzionato e sta andando assai bene: il settore disciplinare è stato rafforzato e riqualificato e avremo certamente maestre e maestri più preparati. Ma c'è a chi questo non piace e allora cerca di ucciderlo sul nascere. In favore di che? Immissioni ope legis, tirocini pensati come apprendistato pagato e assunzioni dirette da parte delle scuole. Se piace, ci si accomodi.

alfio ha detto...

Io credo che bisognerebbe avere il coraggio di dire apertamente a chi si iscrive a lettere e filosofia o lingue che NON deve sperare di andare a insegnare, che può cercare di fare qualunque altra cosa ma, per almeno un decennio, non insegnare.
Non so quanto sarebbe praticabile da un punto di vista giuridico, ma io addiritura impedirei, sempre per circa un decennio, a queste facoltà la possibilità di sfornare aspiranti insegnanti. Le classi di concorso che richiedono laurea in lettere sono chiuse, stop. Dopo questo decennio (o di più?) si potrebbe ripartire con graduatorie e concorsi sensati. Sennò lo scenario continuerà a essere quello, agghiacciante, descritto da docente precaria. Tutto questo detto da un laureato in lettere (classiche) cui è andata (più che) bene.

Giorgio Israel ha detto...

Bene, se è così, tanto vale dire chiaro e tondo che questo paese è finito. A parte il fatto che una cosa del genere è giuridicamente improponibile, si tratterebbe di una dichiarazione di impotenza totale. Sarebbe molto più onesto consigliare ai neo laureati di emigrare.

J.T. ha detto...

Gent.ssimo Prof. Giorgio Isdrael,

Le scrivo a nome di tutti quelli, me incluso, che hanno sospeso a suoi tempi le SSIS per diverse motivazioni legalmente valide(frequenza e completamento dottorato incompatibile con la frequenza della SSIS, malattia, maternità...ecc.)ovvero i cosidetti "congelati SSIS".
La nostra situazione è fino ad oggi ancora appesa ad un filo, infatti sulla base al Decreto Ministeriale Germini sulla Formazione Iniziale 249 del 10 settembre 2010 (Art. 15 comma 17 cita che: "Coloro che hanno superato l'esame di ammissione alle scuole di specializzazione per
l'insegnamento secondario, che si sono iscritti e hanno in seguito sospeso la frequenza
delle stesse conseguono l'abilitazione per le classi di concorso per le quali era stata
effettuata l'iscrizione attraverso il compimento del tirocinio formativo attivo di cui
all'articolo 10 senza dover sostenere l'esame di ammissione e con il riconoscimento degli
eventuali crediti acquisiti")
si evince che persone del nostro caso possiano riaccedere per diritto senza ripetere l'esame preselettivo ai TFA, solo che nè il Ministero nè alcuna autorità addetta alle attivazioni di TFA ci ha mai citato in maniera chiara come persone aventi questo diritto acquisito.
Ebbene ci sono persone sospese SSIS dal 2005 ad oggi che vedono bruciarsi ingiustamente anni di possibile insegnamento nella scuola pubblica, inoltre molti di noi non sono riusciti ad inserirsi nelle GaE (Graduatorie ad Esuarimento degli USP) neanche come riservisti.
L'unica attuale possibilità di lavorare nella scuola pubblica, per chi ha la fortuna di riuscirci, è la terza fascia di istituto; le stesse scuole paritarie ,inoltre, non possono per legge far lavorare personale non abilitato.
Con l'attuale crisi economica e di governo a cui stiamo assistendo, questi sognati TFA per acquisire l'abilitazione tanto attesa, rischiano di essere rimandati a tempi di attivazione molto lunghi o peggio ancora eliminati.
Lei ben capisce il nostro profondo disagio e il gravissimo danno economico e morale che stiamo ingiustamente pagando per un vuoto burocratico che si stà protraendo ancora nel tempo.
Noi chiediamo che in qualche modo la nostra figura come aventi diritto venga messa ben in rilievo e chiarita una volta per tutte e soprattutto che si intervenga in modo urgente per farci conseguire l'abilitazione anche con altri canali, nel caso che il TFA non venisse attivato a breve.

Confidando in una sua risposta le porgo i più cordiali saluti a nome di tutti i "congelati SSIS".

Ettore

Giorgio Israel ha detto...

Gentile Ettore, non le sembra - alla luce di quel che ho scritto in questo post - che io sia l'ultima persona che può dare risposta ai problemi che lei solleva? Bisognerebbe rivolgersi al ministero, e non per chiedere che vengano messi in opera altri "canali" - il solito sistema all'italiana del provvisorio, delle deroghe - bensì per chiedere energicamente che procedano per attivare i TFA a tempi strettissimi. Ormai non dipende dalle università, dipende soltanto da loro.

Sissi ha detto...

Gentile Professore,

da tutto questo deduco che non partiranno neppure le LM abilitanti, o sbaglio?
A tal proposito, senza alcuno scrupolo, mi sarei battuta per istituire il numero chiuso anche per Lettere o Scienze matematiche, come per la facoltà di Medicina; per una selezione "a monte", seria e rigorosa. Vuoi immatricolarti in Lettere ma non conosci il latino perché provieni da un istituto tecnico? Bene, cambi sogno. In Italia si continua ad essere troppo "accomodanti", quando c'è bisogno di soluzioni drastiche - e mai come in questo frangente.
Cordiali saluti

Sissi ha detto...

Gentile Professore,

da tutto questo deduco che non partiranno neppure le LM abilitanti, o sbaglio?
A tal proposito, senza alcuno scrupolo, mi sarei battuta per istituire il numero chiuso anche per Lettere o Scienze matematiche, come per la facoltà di Medicina; per una selezione "a monte", seria e rigorosa. Vuoi immatricolarti in Lettere ma non conosci il latino perché provieni da un istituto tecnico? Bene, cambi sogno. In Italia si continua ad essere troppo "accomodanti", quando c'è bisogno di soluzioni drastiche - e mai come in questo frangente.
Cordiali saluti

Giorgio Israel ha detto...

E che ne so? Proprio questo è il punto. Mi sarei magari aspettato una risposta, magari polemica, alla mia intervista, magari qualificandomi come un provocatore, come uno che insinua accuse senza fondamento. Invece, silenzio totale....

Sissi ha detto...

Cum tacent, clamant.

Paolo Caldaroni ha detto...

Gentile Professore,
proprio oggi ho appreso dal sito "orizzonte scuola" che vi è stata una riunione tra il Miur e diverse sigle sindacali per discutere in merito al TFA.
I Dirigenti del Miur hanno esplicitamente confermato che le prove pre-selettive sono pronte, e doverebbero essere somministrate entro la fine di gennaio 2012.
Rimango sempre più perplesso e confuso, e spero che Lei possa farmi chiarezza su questi quattro punti:
1.Perchè i suoi tempi per l'attivazione del tfa sembrano essere così diversi da quelli dati dal MIUR?
2.Come sarà gestita l'annosa questione della fase tansitoria,che,a quanto pare,ha dato spazio a tanti precari non abilitati, i quali forti del parere favorevole a loro dato da parte del Consiglio di Stato,hanno potuto far ricorso avverso al TFA?
3.Su quali materie verterà la prova selettiva con quiz a risposta multipla?
4.Vi saranno ,nel mentre dell'attivazione, emendanenti di modifica da parte politica?

Grazie per l'attenzione
Paolo,docente precario presso la provincia autonoma di trento.

Giorgio Israel ha detto...

Gentile professore, non è esatto. Hanno detto - almeno secondo i resoconti - che "a breve" saranno pronte le batterie di test che saranno proposte (mi rifiuto di usare il verbo somministrare...) all'inizio del 2012, o verso fine Gennaio. Saranno pronte e non "sono" pronte. Chi le sta preparando e come è un mistero. Magari le stesse persone che hanno fatto il disastro del concorso presidi? Comunque, si sta parlando di cose future e di previsioni ipotetiche. I numeri non ci sono, è un fatto. Ne circolano una ridda, i sindacati hanno premuto vergognosamente per abbassarli al massimo, il ministero sta cedendo e propala numeri bassissimi, ma altre fonti smentiscono e dicono che la questione è aperta. E fino a che non ci sono i numeri non si fa niente. Perciò confermo che tutto questo è fuffa, roba senza capo né coda. Siamo in alto mare. Del resto, il fatto stesso di aver aperto un tavolo con i sindacati, che hanno come unico interesse mandare a picco il Tfa, dimostra che la faccenda è putrescente. D'altra parte, c'è la pressione dei giovani laureati, che probabilmente si rifarà sentire, e quindi il ministero non può chiudere. Diciamo, che tirato da tutte le parti, non sa che fare. Non mi chieda come sarà fatta la prova selettiva: come potrei averne un'idea, visto che non ce l'ha nessuno? Ribadisco: siamo allo sbando. E comunque trovo che l'aver consentito ai sindacati di portare un attacco volgare nei confronti delle università, che si sono comportate in modo più che responsabile, è un autentico scandalo.

docente precaria ha detto...

Scusi professore, ma davvero non capisco. Dove sono questi spazi per essere abilitati? Ci sono classi di concorso dove non è esaurito il concorso del '99 e ci sono le GE - che consistono di numeri tra i 400 e 1000 e passa inseriti - che senso ha abilitare altra gente in questo caso, per fare cosa? I TFA andrebbero attivati solo nelle classi di concorso che ne hanno bisogno. Poche visti i tagli. E' una posizione così assurda?
Le Università dall'esterno non sembrano così pulite, visto che hanno sempre giocato a raccattare soldi con la formazione docenti propinando spesso (non sempre, questo va riconosciuto) mostruosità, per garantire compensi a ricercatori strasottopagati.
Sui sindacati non sarei così sicura... nel senso che da un lato fanno fuoco e fiamme contro i TFA e dall'altro organizzano i corsi di formazione ai fantomatici test di ingresso.
Non parliamo dei fantomatici 6000 euro annui di costo, che sarebbe una vera vergogna, visto che un precario di scuola secondaria superiore prende circa 1300 euro al mese.

Giorgio Israel ha detto...

Non è certo qui il caso di imbastire una discussione sui numeri su cui ci vorrebbero informazioni sicure, che non hanno neppure al ministero, figuriamoci... Osservo soltanto che quando si trattava delle SSIS non fiatava nessuno: si abilitava a man bassa e tutti erano contenti, inclusi i sindacati. Invece, con il TFA apriti cielo... Come mai? Non ci vuol molto a capirlo. Inoltre, le università non raccattavano soldi con la formazione docenti. Li raccattavano le SSIS che erano un corpo separato dalle università, e di certo non venivano passati alle facoltà per pagare i ricercatori. I ricercatori hanno stipendi definiti per legge, e non esistono quelli strasottopagati. Esistono soltanto quelli pagati con gli stipendi definiti dalla legge. Forse lei pensa ai pagamenti per contratti. Ma, di certo, mai e poi i denari versati per le SSIS sono stati dirottati alle facoltà per pagare alcunché. Chi dice una cosa simile o è disinformato o è in malafede. Comunque, il TFA viene fatto gratuitamente. Perciò tutte queste insinuazioni cadono. Diciamo che forse c'è qualcuno a cui questo non piace. E se i sindacati fanno quel che dice, di che non sarebbe tanto sicura? Sul resto invece è sicura? Suvvia....

docente precaria ha detto...

Professore, sul pagamento ai ricercatori, intendevo dire che siccome come ricercatori prendono una miseria (ne ho più di uno in famiglia), con questi contratti per la docenza integravano.
E alle SISS insegnavano i professori, i ricercatori e i collaboratori delle università che le avevano attivate. Almeno in Veneto e in Lombardia è stato così.
Sui numeri delle SISS come ho già avuto modo di dirle noi precari abbiamo avuto molto da ridire, soprattutto quando passavi una selezione e poi l'iscrizione veniva riaperta a tutti gli esclusi, non si sa bene su quali basi.
Le dico,con estrema schiettezza, che mi sembra che chi pensa a queste cose in Università non conosca la scuola e che neppure il Ministero la conosca, cosa ben più grave.
Quella sui costi è una "voce" molto forte uscita su molti siti anche ben informati sul tema scuola (vedi orizzontescuola, che spesso ci azzecca), lei mi dice il contrario. Io non posso che trovarlo positivo, spero che le sue informazioni siano migliori e più sicure delle mie.

docente precaria ha detto...

Dimenticavo... sui numeri non ho dati, ho la mia esperienza e i contatti del Comitato Precari Scuola. A Milano molte classi di concorso (a036.a037,a051, inglese, di cui non ricordo al sigla, francese....) non hanno esaurito il concorsone. La classe di concorso più piccola (a036) ha 400 iscritti alle GE non in ruolo, 200 e passa persone da immettere dal concorsone, gli immessi in ruolo nell'anno "d'oro" di Fioroni sono stati 7, da tre anni non entra in ruolo nessuno... quest'anno in tutta la Lombardia 4... con i tagli ulteriori (la cosiddetta riforma va a regime tra tre anni), il blocco delle persone e minimo 27 alunni per classi, secondo lei quanto spazio per i nuovi abilitati c'è?
Sulla A052(greco e latino) neppure un immesso in ruolo in tutta Italia... e sono solo due esempi.

bianca emme ha detto...

Docente precaria confonde i ricercatori propriamente detti con i collaboratori a vario titolo i quali non possono certo aspirare tutti alla stabilizzazione (alcuni sono meritevoli di ambire alla carriera accademica, altri sono velleitari, altri aspirano ad arricchire il CV e sono per questo disponibili a prestazioni gratuite). I primi sono strutturati e non sono precari, e non prendono affatto una miseria, in particolare rispetto allo standard italiano.

Ma soprattutto, per quel che riguarda invece la scuola, docente precaria confonde "precari" ed "abilitati". Sta in buona compagnia: analoga perversa confusione offusca la visione, burocraticissima, dei burocrati ministeriali che imperversano laddove la politica latita: questo ministero non ha saputo/voluto concepire alcun progetto di reclutamento scolastico. Soltanto vane e generiche chiacchiere su "meritocrazia" e "liberalizzazioni", auspicate per campi di competenza altrui... Tra la "liberalizzazione" e l'"azzeramento" c'è tutto un mondo.

Lo scandalo vero - tale non soltanto rispetto a tutti gli altri paesi civili, ma persino rispetto ad altre PA italiane - è che si assuma da GM (convenzionalmente e grottescamente chiamate di "merito") vecchie di dodici anni semplici idonei che hanno avuto la ventura di partecipare ad un concorso in un'altra era geologica. Capita persino che si debba andare a scovare i nominati.

Lo scandalo è considerare "diritto acquisito" quello ad essere assunti nei ranghi statali solo per il fatto di essersi abilitati, quando l'abilitazione non è altro che idoneità all'esercizio di una professione.

La programmazione avrebbe avuto un senso nell'era SSIS, quando insieme all'abilitazione si dispensava il "diritto" all'immissione in ruolo. Ma non si è programmato alcunché. In una recente intervista rilasciata al Sole 24ore, il burocrate ministeriale ha parlato di oltre 200mila precari in attesa nelle graduatorie. E' falso: gli abilitati non sono tutti precari. Soltanto una parte è costituita da precari (quanti prendono un incarico statale annuale da anni ed anni devono essere stabilizzati). Ma tutti agitano "diritti acqusiti" che si pretende di far scontare a coloro che, a prescindere dal merito, si vuole escludere.

Il feroce equivoco tenace induce il ministero, che trova un'ottima sponda in tutto l'arco parlamentare e sindacale, a sprangare l'accesso alla scuola ai meritevoli. Figli e figliastri.

Si pretende di programmare ora che si è restituito all'abilitazione il suo significato?? Si vuole scaricare integralmente il peso dei macroscopici errori del passato sugli ultimi arrivati?

bianca emme ha detto...

Che senso ha programmare il numero delle abilitazioni, se gli abilitati potranno soltanto candidarsi nel futuro (futuribile?) sistema di reclutamento? Forse ai tecnocrati ministeriali - come ai sindacati e ai politici di tutti i colori - sono particolarmente congeniali le graduatorie e il loro sogno è riattivare lo pseudo-reclutamento burocratico e antimeritocratico, dopo il salto di x generazioni?

La foga smaltitoria ministeriale è tale che si è spinta ad inserire file da smaltire persino nell'accesso al TFA: non soltanto macchinano di approssimare allo zero i posti, ma attribuendo al servizio punteggi abnormi, penalizzano e discriminano i candidati meritevoli, i quali non hanno mai avuto vita tanto grama come nell'era gelminiana. Il servizio, prestato in virtù di meccanismi automatici, per corenza, dovrebbe comportare soltanto uno sconto sul tirocinio, mentre viene usato come una mazza da vibrare su candidati meritevoli.
Non c'è stato ope legis? Oppure per la prima volta la sanatoria è stata incorporata nel canale regolare mortificandolo, invece di accompagnarlo come è sempre accaduto.

Ma considerata la divaricazione tra abilitazione e reclutamento, non sarebbe meglio far accedere in soprannumero quanti hanno tot servizio previo superamento di un esame che ne certifichi una semplice idoneità?

Come ha ben illustrato il Professor Israel, la partenza del TFA è farlocca, e comunque nascerebbe sotto pessimi auspici.

Ieri i sindacati hanno chiesto al ministero di non farci abilitare. Poi hanno chiesto di erigere barriere doganali: non passi lo straniero! Il loro contingentamento (ovvero l'antimeritocratico protezionismo dei loro tesserati) rischia di essere scardinato dall'apertura internazionale, peraltro per quel che ne so non negoziabile.
Credono di vivere nell'URSS? Bisognerebbe informarli che esiste l'UE ed invitarli a sintonizzarsi con il 2011. Peraltro gli scambi sono bidirezionali: verso l'Italia e dall'Italia.
Dei dinosauri farà ragione la storia.

L'abilitazione si può spendere all'estero e nelle paritarie.

Non vi sono carenze neppure in altre professioni, eppure non sono state bloccate le abilitazioni.

Si potrebbe aprire una parentesi per dimostrare la fallacia dimostrata dal ministero, statalista quant'altri mai, con l'applicazione della "programmazione" nell'accesso a certi corsi di laurea (casi comunque assolutamente non aberranti come il canale abilitante all'insegnamento): combinando protezionismi assortiti e calcoli misteriosi, penalizza i meritevoli e determina al contempo in alcune regioni inquietanti carenze di professionisti.

La burocrazia romana che opera in ossequio a principi malati ha fatto il suo tempo.

Giorgio Israel ha detto...

La ringrazio davvero di tutte queste opportune quanto ineccepibili precisazioni e i relativi commenti. Francamente, comincio a essere stanco e i comunicati ministeriali di oggi, riportati dal Sole 24 ore, inclusi gli scandalosi commenti del capodipartimento Biondi destano un senso di desolazione. Persino il più alto dirigente ministeriale non sa che esiste l'autonomia universitaria e che lui non può sindacare quanti studenti le università decidono di mettere in un corso e censurare le proposte con aggettivi offensivi. E, come si vede, i numeri sono persino inferiori a quelli proposti inizialmente dallo stesso ministero. Non se ne può più.

docente precaria ha detto...

Vorrei solo precisare, che i distinguo fatti li conosco abbastanza bene, a partire dalla differenza tra ricercatori confermati e non... persone vicine a me sono andate avanti con assegni di ricerca per dieci anni prima di vincere, per fortuna, l'ultimo concorso.
So bene che nelle GE ci sono nominativi di persone che non hanno mai insegnato, come anche e soprattutto nelle GM. Non penso affatto che si debba scaricare tutto sugli ultimi arrivati, né che non si debba abilitare. Dico però che a fronte di 500 disoccupati sul sostegno alle superiori (graduatoria dove si lavorava molto) che l'anno scorso lavoravano, a fronte di colleghi con 5 anni di servizio, che ne so, i docenti di scienze (io sono nella scuola da 11 anni), che quest'anno sono a casa, parliamo di Milano, forse una seria programmazione sarebbe necessaria. O meglio, abilitiamo pure, ma lavoriamo contro questi tagli allucinanti che ci hanno messo in condizioni di lavoro pazzesche... e parlo di numero di ore di docenza e di numero di alunni per classe, perché se no stiamo vendendo false speranze e falsi sogni.
Come precari, lo dico con chiarezza, non accetteremo di venir esclusi da alcun concorso, se sono abilitata, voglio poter partecipare, dico anche però che se questo concorso me lo avessero fatto fare dieci anni fa, quando non avevo figli e famiglia e non ero costretta ad accettare contratti di vario tipo per integrare lo stipendio totalmente inadeguato a vivere in una città come la mia, che è molto cara, forse sarebbe stato meglio e più serio.
Quello che voglio dire e che a volte mi sembra non si voglia guardare l'enormità del problema e si pensi di poter sparigliare un gioco che purtroppo, soprattutto con la crisi che ci sta massacrando, non si può sparigliare.