lunedì 22 aprile 2013

ONORE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO

Ha tenuto uno dei più grandi discorsi politici che si ricordino da più di un ventennio

10 commenti:

Raffaella ha detto...

Con il suo discorso il Presidente sancisce però un nuovo diritto, quello dei parlamentari “corresponsabili del diffondersi della corruzione nelle diverse sfere della politica e dell’amministrazione” di cavarsela con una tiratina di orecchie. Infatti loro sorridono ed applaudono.

Alessandro Pecoraro ha detto...

Bah, insomma... secondo me non è tra i suoi compiti dire ai ai partiti cosa fare e obbligarli ad allearsi. (qualsiasi cosa se ne pensi delle larghe intese).
Per la prima volta sono d'accordo con i grillini, è stato un discorso politico.

Giorgio Israel ha detto...

Dire che questo discorso è un'assoluzione dei parlamentari responsabili della corruzione è una gratuita e davvero ingiusta malignità. Tanto è vero che, fuori testo, Napolitano ha ammonito anche a non fare applausi e poi razzolare male. Quanto ai compiti, la costituzione prevede che il capo dello stato assegni l'incarico a chi dimostra di avere una maggioranza, altrimenti un capo dello stato impazzito potrebbe domani dare l'incarico a un deputato fascista che ha tre voti, dopodiché quello nomina il governo, giura, va alla camere, non ottiene la fiducia e governa per gli affari correnti. Il discorso è semplice: o vi mettete d'accordo o toccherà mandare tutti a casa. Questo non lo vuole quasi nessuno. Ma allora la pretesa del Pd (o almeno di buona parte) di tenere bloccato il paese in attesa di avere un incarico senza maggioranza, e appendendolo a una sua crisi devastante, è uno scandalo istituzionale. Hanno ragione i "cittadini" che circondano il Parlamento e pretendono che venga eletto Rodotà-tà-tà, solo perché è arrivato terzo in un sondaggio opaco di 48.000 persone? Io eviterei di mettermi in questa pessima compagnia.

Prof. Massimo Rossi ha detto...

Prof. Israel, ha perfettamente ragione. L'irresponsabilità e l'incompetenza dei grillini emergono ogni giorno di più, ed in particolare in questo sostegno dato a Rodotà; e non perché Rodotà non sia una persona degna di diventare presidente della Repubblica, ma perché appartiene anche lui, come tanti altri, alla vecchia classe politica, quella contro la quale Grillo si è scagliato furiosamente ed in base ha ciò molti italiani (purtroppo!) l'hanno votato. Mi auguro che le persone che si sono affidate a questo buffone si rendano conto del loro errore, dell'assurdità del mantra "mandiamo tutti a casa" e della follia del tutto incostituzionale di prevedere una democrazia senza partiti e senza un governo.
Quanto al PD, cosa possiamo dire? Che non è mai stato un partito vero e coeso, ma un'accozzaglia formata da tanti gruppi e da tante posizioni ideologiche diverse e persino contrapposte; era perciò prevedibile che, mancando di unità e di un vero leader, alla prima difficoltà sarebbe esploso. Bersani si è cacciato in un vicolo cieco sperando di collaborare con Grillo, ed in un vicolo cieco si sono messi anche coloro che, accecati dai residui dell'ideologia marxista, continuano a odiare il "nemico" di centrodestra e non vogliono dialogare con chi ha ottenuto - ed in modo pienamente legittimo - quasi gli stessi voti che hanno avuto loro. Se questi patetici nostalgici non comprendono che gli steccati ideologici oggi, in un periodo storico in cui le ideologie sono state sconfitte dalla storia, non hanno più ragione di esistere, non si risolveranno mai i problemi del nostro Paese.

Alessandro Pecoraro ha detto...

Io infatti auspico un governo tecnico ( o del presidente come lo vogliamo chiamare) e quindi avere la fiducia del parlamento, ma dire ai partiti di fare larghe intese (ben diverso dal governo tecnico) è un pochettino arrogante. A dirlo tutta anche volendo un governo di quel tipo non riesco a vederlo, legge elettorale a parte, qualcuno mi sa dire un provvedimento in ambito economico o di riforma della giustizia che PD e PDL potrebbero condividere? Uno vuole l'IMU l'altro vuole toglierlo, uno vuole depenalizzare l'evasione fiscale l'altro vuole una guerra senza frontiere contro l'evasore... Siamo sinceri non reggerebbe neanche un giorno un governo del genere. Si potrebbe dire "ma durante il governo Monti hanno approvato leggi contro la loro natura! la destra ha votato l'IMU, la sinistra ha votato la riforma fornero", si ma potevano sempre dire ai loro elettori che erano costretti a votarli, ora invece dovrebbero fare tutto loro, prendendosi tutta la responsabilità. mi spiace, una soluzione è governo del presidente, con compito di riforma elettorale e poi di nuovo alle urne.

Giorgio Israel ha detto...

Tanto per cominciare ieri Enrico Letta, uscendo dal Quirinale, ha enunciato l'abolizione dell'IMU sulla prima casa come uno dei primi punti, e poi una serie di sgravi fiscali... E sulle riforme istituzionali ed elettorali c'è già un accordo Quagliariello-Violante. Meglio informarsi prima di partire in quarta. Arrogante cosa? Arroganza è pretendere di governare con il 30% dei voti.

Alessandro Pecoraro ha detto...

scusi ma le frasi di letta sull'IMU non le ho trovate da nessuna parte, anzi cercando ho trovato un Tremonti contrario proprio alla sua abolizione ed un Brunetta molto scettico su una possibile larga intesa (o si fa come diciamo noi o tutti a cas).
Ripeto io sono per governo di scopo per legge elettorale. Non voglio che che la sinistra si allei ne con Grillo ne con la Lega. Su Grillo è inutile dilungarsi, la Lega (con appoggio del PDL) toglie il cibo ai bambini nelle scuole e costruisce asili pieno di simboli di partito. Perchè un certo fascismo sarebbe meglio di un altro? Gli insulti dei sindaci leghisti ai preti che osano esprimere la propria opinione su certi argomenti che in confrono Don Peppone di Guareschi sembra un clericale. No mi spiace. Perfino nella rossa emilia degli anni 50 il PCI non si sarebbe permesso di esporre la bandiera rossa nel palazzo comunale.

Giorgio Israel ha detto...

Era nella cronaca del Corriere di ieri (dichiarazioni all'uscita dal Quirinale): La Lega è all'opposizione, e Tremonti fa parte della Lega.

Raffaella ha detto...

Il Presidente della Repubblica, di fronte alla Nazione ed in un momento così solenne, si rivolge ad una parte del parlamento definendola, non a caso e non senza cognizione di causa, “corresponsabile del diffondersi della corruzione”. Una grave accusa a cui non corrisponde il severo richiamo alla legalità che mi sarei aspettata e che ho trovato in soli altri due brevi passaggi in tutto il discorso. Parto dal presupposto che la corruzione non è solo un fatto di malcostume, ma è un grave reato, un comportamento criminoso, il cui perpetuarsi mina i principi di base della convivenza democratica. Il discorso di Giorgio Napolitano, per come è arrivato a me, indica che le priorità sono altre: raggiungere l’unità nazionale e formare un governo di larghe intese in cui anche i “corresponsabili del diffondersi della corruzione” sono legittimati ad entrare. Concordo che non si possa parlare di assoluzione, forse solo di pragmatismo politico, ciò non toglie che personalmente trovo a dir poco raccapricciante l’idea che certi personaggi continuino a farla franca in questo modo.
Quanto all’abolizione dell’IMU: metto l’ici, tolgo l’ici, metto l’imu per tre anni, tolgo l’imu (e ti mando la letterina a casa), riconfermo l’imu per sempre….. tutto come al solito.

Andrea Viceré ha detto...

Un altro punto sul quale mi sembra ci sia accordo fra PD e PdL è la contrarietà a continuare con una politica di sola austerità, e più in concreto la volontà di ridiscutere con gli altri paesi europei se non sia il caso di cambiare strategia e di trovare il modo di stimolare l'economia.
Tema difficile, ma sul quale si sta ragionando in altri paesi, fra i quali la Francia.

Vedrei poi possibile ragionare insieme sul sistema bancario, in particolare su come costringere le banche a impegnarsi di più nel sostenere l'economia reale; anche qui, è necessario discuterne con i partners europei.

Ci sono molti altri temi sui quali non ci può essere accordo fra questi partiti, ed è giusto che non ci sia, ma non sono prioritari in questo momento.

Farei una eccezione per la questione fiscale, che è ben più complessa: la sfida per Letta sarà di negoziare un compromesso onorevole fra chi vuole meno tasse e meno stato, e chi preme per recuperare l'evasione.
Qui aiuta, e molto, che ci sia ormai una spinta coordinata di molte nazioni per il recupero della grande evasione, quella dei paradisi fiscali; se avesse successo, diverrebbe meno urgente contrastare le altre forme di evasione, odiose ma quantitativamente meno rilevanti.

A chi dubita che si possa ottenere qualcosa di buono da un compromesso fra forze tanto diverse, raccomanderei la visione del bel film di Spielberg su Lincoln, davvero una splendida lezione su come la politica sia l'arte del compromesso e dello "sporcarsi le mani".

Cordialmente

Andrea Viceré