domenica 4 dicembre 2011

LEGGETE…. Soprattutto voi insegnanti, e in particolare professori di filosofia...


Non intendo commentare. 
Qualsiasi persona ragionevole e rispettabile non può che avere un solo giudizio di questo "fumetto" pubblicato su Focus junior (n. 95). 
È così che vogliamo educare i nostri ragazzi all'amore per la cultura, al rispetto per gli insegnanti, per la scuola? Avanti così. Come diceva Szent-Gyorgy, «il futuro sarà come sono le scuole oggi».

19 commenti:

Papik.f ha detto...

Il fumetto in sé sarebbe una squallida ma trascurabile corbelleria. Il dato grave è che non è stato pubblicato dal giornalino scolastico diretto da un professore ex-sessantottino nel liceo di un paesino di provincia, bensì da un periodico a notevole diffusione nazionale e con pretese di divulgazione qualificata indirizzata ai giovani.

Yanez ha detto...

Che scemenza. Comunque, la favoletta raccontata dai vecchi professori che la filosofia aiuti a risolvere i problemi della vita è effettivamente ridicola. Si studia(va) Platone perché i problemi li suscita, non perché li risolva. O no?

Gianfranco Massi ha detto...

A me ha provocato una fitta nostalgica del Corrierino dei piccoli.

vela ha detto...

Anche i miei alunni dei geometri mi chiedono quale utilità abbia per loro studiare la biolgia. Il problema è che sono concentrati non sui contenuti della lezione ma sul giudizio finale e sul voto. Tutto ciò che non è spendibile, a loro parere, nel modo del lavoro, non serve. Non hanno una visione della cultura fine a sè stessa, o comunque come mezzo di accrescimento personale, la cultura è un mezzo per guadagnare e ottenere tutti quei beni effimeri che apparentemente colmano i vuoti affettivi, esistenziali, sociali. Lo pensano perchè la nostra società fa loro credere che questi beni siano un valore attraverso cui essere felici. A noi insegnanti il compito di andare contro corrente e far capire loro quanto si bello imparare, capire, per il gusto di farlo. Frequentando l'università da adulta per la seconda volta vedo preziose lezioni disertate dagli studenti che affrontano l'esame tentandosela, perdendo quindi quella interessante dialettica con i professori, ancora un esempio di cosa intendano per "valore". Quella vignetta diseducativa, che non so in quale contesto era inserita, è forse l'ennesimo messaggio ai giovani della inutilità del sapere, e delle persone che sono il veicolo di tale sapere.
Saluti

Nautilus ha detto...

Gent. Vela, problema annoso questo, che investe le ragioni e l'utilità dell'andare a scuola. La sua prima laurea l'ha presa per realizzazione personale o per poter fare un lavoro che le piaceva, meglio retribuito e più socialmente gratificante? Immagino sia per entrambe le cose, a meno che non godesse già di una condizione privilegiata. L'idea della cultura fine a se stessa non ha senso quando si parte da una posizione subalterna, che rimarrà tale se non viene riscattata tramite l'istruzione.
E allora mi pare normale e giusto che lo studente si domandi se quanto sta costando fatica e sacrificio, a lui e ai genitori, sarà funzionale al miglioramento della sua condizione sociale o a mantenersi e farsi una casa o a mantenere una famiglia che non sono poi dei beni del tutto effimeri.
Voglio dire, non è da oggi che gli studenti pongono questa domanda sull'utilità di certe materie, la si è sempre fatta. Avendo frequentato un ITI ricordo benissimo le infinite diatribe sull'utilità dell'italiano e della storia in confronto alle materie professionali.
Riuscire a trovare risposte convincenti non è facile, perchè a posteriori lo si sa a cosa serviva l'italiano, la storia e perfino il latino ma un ragazzo, che la nostra esperienza non può averla, come lo persuadi? Personalmente conosco un modo solo: svegliare il suo interesse, sennò è inutile parlargli del valore della cultura.

Del fumetto mi colpisce molto una cosa: come vengono ritratti gli studenti. Uno ha le cuffie agli orecchi, l'altro è accasciato sul banco, un altro stravaccato sulla sedia, chi si regge la testa con le mani, tutti hanno lo sguardo assonnato e annoiato. E naturalmente snobbano quel fessacchiotto del prof.
Tocca anche a noi insegnanti far sì che questa scena si materializzi il meno possibile.

Enrico ha detto...

Il fumetto e' in realta' una BD piuttosto conosciuta,
qui http://www.bamboo.fr/actualites/pica-erroc-et-les-profs-refont-l-histoire-117.html un link a un'intervista con gli autori. E' un genere molto popolare in Francia, dove per quanto scassate, le scuole sono mediamente messe meglio delle nostre. Sono anch'io molto pessimista sullo stato dell'educazione, ma forse qui si puo' sorridere un po' prima di incupire!

Papik.f ha detto...

Chiedo scusa a quanto hanno commentato dopo di me, ma mi sembra che molti commenti rientrino nell'atteggiamento masochistico e autodenigratorio della classe docente che non è certo un bene per la nostra scuola. Certamente un insegnante deve dare ragione di quanto insegna e deve suscitare la passione per la conoscenza da parte degli alunni. Ma non mi sembra che questo giustifichi che in una, mi scuso per la ripetizione, della maggiori riviste a tono divulgativo scientifico destinate ai giovani, si dia per scontato e si trovi divertente che un professore sia un ridicolo pupazzo da sfottere per principio e che gli alunni siano necessariamente dei beoti nullafacenti stravaccati sui banchi. Certamente spetta a noi insegnanti far sì che questa scena si verifichi il meno possibile. Tuttavia, se i giovani debbono essere "persuasi" a considerare il valore della cultura, sembra a me che un periodico di divulgazione scientifica dovrebbe contribuire a diffondere questa convinzione e non supportare l'idea che sia vero il contrario. Si obietterà che si tratta di una rubrica satirica. Ebbene, una satira in questi toni, in una simile sede, secondo me è semplicemente fuori posto (oltre che, francamente, sciocca in sé).

Giorgio Israel ha detto...

Sono totalmente d'accordo con Papik. Non c'è proprio niente da ridere o da sorridere. Questa è una rivista che va in mano a migliaia di ragazzi e li incita a una visione della scuola e della cultura denigratoria e volgare. Speravo proprio che non ci fosse bisogno di commentare. Era quel deficiente col cappello a rovescio a dover portare le mutande per un mese per aver creduto che la faccenda della sua sfiga alle file sia una grande questione esistenziale. Invece il maestro - panzone, ridicolmente baffuto, volgare e ridicolo quanto tronfio - fa la figura dell'idiota davanti ai veri idioti... Questo fa il paio con le tante letture delle antologie di "letteratura" in cui si spiega come combattere la repressione degli insegnanti e delle famiglie. Proprio in questi giorni ho dovuto fare un discorso ai miei figli per vaccinarli contro queste letture di cui sono pieni i libri scolastici. E vogliamo riderci sopra? Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Ho molti amici in Francia, e una mia amica ha persino smesso di lavorare per dedicarsi ai figli e salvarli dal disastro della scuola.

Giorgio Israel ha detto...

Aggiungo che ho dato un'occhiata a quel sito. Nauseabondo, come sono nauseabondi gli autori e i loro leccapiedi

Enrico ha detto...

Io non ci rido sopra e per quello che mi riguarda neanche sorrido. Ma
il fatto che una bande dessine'e che prende un po' in giro i professori
sia pubblicata proprio in un paese dove, con buona pace della sua amica, la
lingua e la scuola sono ancora al centro del sistema educativo, molto
piu' solido del nostro, non
credo sia casuale. Se lo possono permettere. Da noi non le disegnano
nemmeno. Certo se vogliamo trovare i casi negativi possiamo fare una
gara, ma resta il fatto che se potessi scegliere tra un istituto tecnico medio
italiano e un liceo preparatorio per grandi scuole francese, sceglierei questo
ultimo, a parita' di pezze al culo dei professori.

Diverso l'impatto via Focus Junior della sua traduzione: lei
dice che migliaia di ragazzi sono incitati a una visione della scuola
e della cultura denigratoria e volgare. Dai fumetti di Focus Junior?
Sara'. Secondo me scuola e cultura in Italia sono gia' fottute da un pezzo, molto prima
che qualche miglaio di lettori di Focus Junior, forse gia' above
average per il fatto di avere comprato la rivista, possa avere buttato
un occhio distratto a quelle sciocchezze. Possono al massimo ritrovare
qualche conferma, ma il bias negativo c'e' gia' e dubito possa
crescere particolarmente anche dopo avere assorbito il non troppo
subliminale messaggio del
prof. piu' idiota degli studenti.

Il sito web a me sembra molto ben disegnato, come pure le BD dei prof,
molto curate. Non ci trovo niente di particolarmente nauseabondo.

Cordiali saluti

Enrico

vanni ha detto...

Il 29 di maggio le Scuole non sono già in vacanza.
Chi percorresse la strada fra Sarzano e Sordiglio - desueta e tortuosa come tante strade dell'Appennino emiliano - potrebbe con la giusta informazione ed attenzione scoprire affissa al muro di Casa Rossi la lapide che ricorda il passaggio di Professori e Studenti degli Atenei toscani (incredibilmente insieme perfino Pisani e Livornesi, pare una tantum in dialettica concordia) più di 150 anni fa.
In quel punto panoramico essi sostarono a contemplare la pianura Padana, che si offriva finalmente al loro sguardo, per la prima volta, ormai al termine del viaggio attraverso l'Appennino.
Non un presentimento ma una consapevolezza: di lì a poco essi avrebbero coronato nei campi del Mantovano la loro vicenda formativa con una insolita e vivida - ma dispendiosa - sintesi di carne e spirito; tanti di loro risolvendo a completamento e in via definitiva la loro vicenda.
Confesso che l'ultima volta che sono passato di lì, oltre alla solita importuna commozione (non dovuta all'età: perché mi ha sempre còlto questa debolezza, anche ai tempi in cui sfogavo ciclisticamente sulle salite di casa le energìe giovanili in esubero), mi ha attraversato la mente un pensiero laterale, irriverente ma incontrollabile nella sua immediatezza, chissà se catalizzato dalla lettura di questo blog (ecco il perché di queste righe patetiche ed enfatiche ma veritiere, per le quali chiedo indulgenza).
Altri tempi altra società altra scuola altra pedagogia altra didattica: altro tutto. Nessuna ricerca di nessi o paragoni improprî e avventurosi. La mia solo una associazione vaga di idee: mi sono domandato se dal modo di porsi ai quei tempi davanti all'insegnamento si potrebbe - con la più cauta moderazione - trarre qualche profittevole indicazione anche oggi.

wvr ha detto...

nauseabondo?
addirittura?!?
oddio, Gentilissimo Israel non mi perda la bussola per così poco!
davvero.
è satira, non originale, neanche di qualità, ma sempre satira è, e concordo appieno nel merito se non nella forma con Enrico.

il punto è altrove. altro che due fumettari e dei redattori così scansafatiche da limitarsi a tradurre una vignetta senza farne inventare di proprie. semmai questa cultura del copiato è segno della pessima qualità di troppe testate SEdicenti autorevoli. a parte ciò il sottoscritto disegnava su commissione supplizi dei prof (decapitati, bolliti vivi, scuoiati ecc....) e oggi fa ..il professore.

Marco F ha detto...

Professore, se permette, sta sbagliando. Lei giudicherebbe nauseabondo un episodio particolarmente cruento della Bibbia (e come me lei sa che ce ne sono a bizzeffe)? No, perché fa parte di un "libro" , di un tutto unico, che va giudicato nella sua interezza, qualsiasi sia la sua origine. E, si parva licet, lo stesso discorso va fatto per la vignetta. Non l'ha fatta ridere? Forse neanche a me. Ma ha letto il resto delle rivista? E di tuta la collezione di Focus Junior? Sa che pubblica altro, oltre alle BD poco spiritose? Pezzi di vario valore e importanza, ma tutti adatti a un pubblico di 8-12 enni che altrimenti non leggerebbero niente nella vita oltre ai libri di scuola. Ritiene giusto a questo punto giudicare negativamente gli autori di una paginetta di questo tipo staccata dal resto delle rivista? Ed estendere il suo giudizio alla rivista stessa, facendone un falò di schifezze? Se lo chieda.

Giorgio Israel ha detto...

Il paragone con la Bibbia mi pare francamente improponibile, se non altro perché il contesto non mi pare confrontabile. Quanto al resto, lasciamo stare le bussole. Certo, che se uno ha fatto questo tipo di attività è difficile che poi la contesti.

Marco F ha detto...

Il suo ultimo commento che significato ha? Se si riferisce al fatto che sono giornalista, mi sembra poco obiettivo, visto che non mi sono mai tirato indietro quando è stato necessario criticare la categoria.Infine, non ha risposto alla mia obiezione sul giudicare il contesto della rivista, non una sua pagina singola. Non è obbligato a rispondere, volevo solo un suo parere, ma se non vuole non ci sono problemi.

Giorgio Israel ha detto...

No, mi dispiace per l'equivoco, non mi riferivo a lei, bensì a un commento precedente. Quanto al contesto, esso non basta a giustificare una pagina singola. Anche nel libro di antologia letteraria di mio figlio vi sono molti brani pregevoli, ma poi vi sono alcuni brani intenzionalmente dedicati a denigrare la figura degli insegnanti, dei genitori, della famiglia, del preside, in una forma volgare e devastante. Io e mia moglie abbiamo dovuto faticosamente spiegare l'insensatezza di questi brani, e non è facile. Il giudizio sul contesto è cosa che appartiene all'adulto, che può legittimamente, come lei fa, dedurre che le intenzioni complessive della rivista sono buone e che quella è una scivolata "innocua". Ma per il ragazzo o bambino è diverso: quello diventa un messaggio che lui prende come tale e ovviamente non fa alcun riferimento al contesto. Quel fumetto trasmette un messaggio circa la figura dell'insegnante e dei ragazzi in cui la prima è ridicolizzata e le seconde sono viste con simpatia. Mi lasci dire che è sbagliato non mettersi dal punto di vista dei ragazzi o bambini e non valutare l'effetto che hanno nella loro psicologia questi messaggi. Mi creda, sono devastanti e riparare questi effetti è molto difficile. Sembra che chi fa queste cose non abbia figli e non conosca i problemi che vive ogni famiglia. Sembra che non ci si renda conto che esiste una tendenza penosa, squallida, da parte di molti adulti a cercare di conquistare la benevolenza dei giovani facendo i pagliacci e i "simpaticoni". Ricorda il celebre brano di Platone, al riguardo?
Quanto al giudizio complessivo sulla rivista, non ne ho dato alcuno, e non mi sogno di proporne di farne un falò (a parte il fatto che la sola idea di un falò di roba stampata mi ripugna). Dico anzi che il fatto che una rivista che ha un prestigio e una diffusione del genere, e non è un giornaletto scolastico, abbia fatto uno scivolone del genere, è davvero penoso.
Altra osservazione (non rivolta a lei). È un plagio di bandes dessinées francesi e allora, "visto che si fa in Francia, tutto bene? Vado da anni e anni continuamente in Francia, ci ho anche vissuto e lavorato e, con buona pace, sono informato. E so che se anni fa la loro istruzione ci batteva, da tempo ci ha superato in discesa. Consiglierei la lettura del libro di Lafforgue e di quelli del maestro Marc Le Bris. In Francia vi sono addirittura associazioni di insegnanti che si battono contro la prepotenza dell'amministrazione che li punisce anche con tagli di stipendi se non adottano i deliranti metodi imposti dai pedagogisti.

Enrico ha detto...

Molto brevemente: leggo spesso gli articoli del prof. Israel, un
collega che stimo e che vedo impegnato nella importante battaglia (persa)
sulla educazione.
1) Ho fatto notare come Focus Junior copi-e-incolli una BD francese.
2) Dal che si possono dedurre varie cose, sia sul livello della
rivista, che ho guardato e ed e' una brutta scopiazzatura di Mental
Floss o National Geographics for Kids, sia sull'origine, grafica e sociale, del fumetto.
3) Mi sono solo meravigliato che da una causa cosi' modesta, secondo me,
seguisse un'urticazione cosi' violenta e vocale.
4) Forse i "brani intenzionalmente dedicati a denigrare la figura
degli insegnanti, dei genitori, della famiglia, del preside, in una
forma volgare e devastante" possono giustificare di piu' e con maggior
forza i lamenti del
post? (Btw, mi puo' dire gentilemente qual e' l'antologia, sarei curioso di
darci un'occhiata?)
5) Lavoro da anni con colleghi francesi e penso di conoscere abbastanza bene
la realta',in quel paese (dove anche io vado e ho vissuto)
dell'educazione almeno superiore: non sono un esterofilo da bar, mi
creda, e non ho mai detto "visto che si fa in Francia tutto bene".
6) E' certo che ci siano adulti, probabilmente senza figli o comunque
indifferenti, che non sanno o non vogliono mettersi nei panni dei
bambini o dei ragazzini ed emettono messaggi pericolosi.
7) Ma nella peggiore delle ipotesi, anche ammettendo che quel fumetto
abbia le caratteristiche che gli vengono attribuite nel post, saremmo
solo di fronte alla manifestazione di cause piu' remote.

Cordiali saluti
Enrico

Giorgio Israel ha detto...

Senta, io non ho detto che lei sia un esterofilo da bar, né questo post è un "lamento". Usiamo, per favore, un tono meno "urticante". Non ho sottomano l'antologia di mio figlio, appena l'avrò le do il riferimento, e comunque basta darsi la pena di consultarne un po' in giro e vedrà il livello.
Non è che ogni volta che uno scrive un post o denuncia un fatto, deve essere per forza un evento epocale. Può essere anche un fatterello, ma di per sé indicativo di un andazzo generale: altrimenti, perché sarebbe una "battaglia persa"? Proprio perché l'andazzo è generale.
Non ho detto che quella vignetta sia lo scandalo del secolo. Dico soltanto che chi mette assieme la sequenza di imbecillità e volgarità ivi contenute (sopra tutte la ridicolizzazione della filosofia e le mutande in testa dell'insegnante, come se non avessimo abbastanza episodi di bullismo anti-insegnanti, smutandati o picchiati) è un irresponsabile. Come tanti, d'accordo, a cominciare dai dirigenti ministeriali che invitano i docenti a comunicare via Facebook con i loro studenti, magari per confidarsi le vicende amorose.
Certo, che quel fumetto è soltanto l'epifenomeno di cause più remote. Non sono mica così deficiente da credere o voler far credere che da quella paginetta dipendano le sorti della gioventù italiana. Era soltanto per additare attraverso un epifenomeno la cause più profonde: non è che ogni volta si debbano fare disquisizioni sui massimi sistemi.
Confesso che a me non piace molto l'atteggiamento blasé. Proprio perché siamo in una situazione catastrofica, proprio perché è una battaglia persa, c'è proprio poco da ridere o da sorridere.
Possiamo anche decidere di fare gli scettici blu. È proprio quel che andrebbe evitato, a mio modestissimo avviso. Perché tra la dichiarazione che la battaglia è comunque persa, un sorriso e una risata, ne potrei concludere che sono un povero idiota a scrivere articoli su articoli e ad affannarmi inutilmente.
Il fatto è che penso che, anche se la battaglia è persa, svegliare chi è disponibile a svegliarsi serve a qualcosa. Ci saranno sempre classi in cui l'insegnante impone uno stile diverso, perché alla fine bisogna credere nelle persone.
Potrei raccontare quello che sto sperimentando a proposito di una proposta fattami di partecipare a una "autogestione" scolastica. Sarebbe istruttivo per illustrare ulteriormente a che punto è l'andazzo di mettere le mutande in testa all'insegnante.

Marco F ha detto...

Professore, posso dire non essere spesso d'accordo con lei, anche se solo a livello viscerale (non ho le sue conoscenze sugli argomenti) e quindi non mi permetto di criticarla. L'ho fatto solo perché conosco l'ambiente da cui nasce il fumetto. La sua risposta al mio secondo commento però era chiara, educata, forte e sincera. Se questo è il suo approccio al fumetto in questione, sono (e certo non è retorica né presa in giro) del tutto d'accordo con lei.
Grazie ancora.