venerdì 22 marzo 2013

Dov'è finita la politica se, pur di governare, il Pd tratta con Grillo?


Quando il candidato socialdemocratico alla cancelleria tedesca frustò l’Italia dicendo che erano stati eletti due clown, lo sdegno era inevitabile, e per due ragioni strettamente collegate. Innanzitutto perché era allucinante un simile sarcasmo da parte del possibile cancelliere di un paese che un tempo, accodandosi a un tragico clown – qualcuno ha mai provato a rivedere nei filmati le contorsioni isteriche del busto e delle mani di Hitler mentre urlava un discorso? – ha trascinato il mondo in una catastrofe inaudita. E la seconda ragione è che quel signore aveva messo sullo stesso piano clownesco un uomo politico – su cui si possono dare tutti i giudizi negativi del mondo ma che ha sempre rispettato le regole democratiche, andandosene senza difficoltà ad ogni sconfitta elettorale – e un personaggio che dirige dalle quinte un movimento come una schiera di marionette, promettendo l’inferno a chi non obbedisce e dichiarando che la sua unica aspirazione è il 100% del Parlamento, niente di meno, e che, a sua volta, ha dietro le quinte un tecno-millenarista che prospetta una guerra mondiale di venti anni, con la distruzione di San Pietro e altro, dopo la quale vi sarà la pace universale informatica.
Ora dobbiamo sperare che una riflessione più attenta da parte di una comunità nazionale che ha mostrato tanta capacità di guardarsi allo specchio – passeggiare per Berlino significa cogliere a ogni metro lo spietato spirito autocritico con cui la Germania esibisce e frusta il proprio passato nazista – conduca a cogliere quale distruzione della cultura politica e dei fondamenti della democrazia si stia verificando in Italia con l’avvento del grillismo. Dobbiamo sperarlo perché qui i segni di resipiscenza non si vedono. Al contrario.
Per anni si è discettato e litigato sulla morte del comunismo o sulla sua sopravvivenza in vecchie o nuove forme o come mutazione più profonda. Non toccheremo qui un tema che non può essere seriamente approfondito in un articolo di giornale. Ma gli eventi di questi giorni dicono una cosa inequivocabile al riguardo, e cioè che almeno una componente di ciò che di indiscutibilmente positivo ha dato il Partito comunista alla storia politica del paese è svanita del tutto. Mi riferisco a quel senso di responsabilità nazionale che, in più occasioni drammatiche, ha permesso di sostenere le istituzioni a un passo dal crollo. Molti sono troppo giovani o hanno una memoria vacillante, e non sanno o non ricordano gli anni settanta del Novecento, il periodo delle Brigate Rosse, culminato nella terrificante immagine del baratro in cui stava precipitando il paese, rappresentata dal cadavere di Aldo Moro accartocciato nel bagagliaio di un auto. E troppi non sanno o non ricordano quanto poco un personaggio come Giulio Andreotti fosse indigeribile o francamente inviso alla stragrande maggioranza del popolo di sinistra. Eppure, il Partito comunista, per quanto colpito dagli eventi e smarrito di fronte alle “foto di famiglia” dei mostri che stavano aggredendo la democrazia e la vita di tante persone, seppe compiere una scelta di solidarietà nazionale e seppe farla capire al popolo di sinistra, contribuendo in modo determinante a salvare il paese.
Si dirà che la situazione presente è meno grave. Per certi versi lo è molto di più, per la dissoluzione della politica e del senso istituzionale, che è proprio testimoniata dallo stato miserando cui è ridotto l’epigono del Partito comunista di un tempo. È l’immagine desolante di un grande partito politico che si richiama a una cultura delle istituzioni che risale al compromesso che ha dato luogo alla tanto venerata Costituzione, ridotto a inseguire un movimento estremista che strumentalizza l’esasperazione della gente a progetti assurdi, a prassi lontane da qualsiasi elementare forma di democrazia, che manifesta simpatie per tutto ciò che di peggio propone il panorama mondiale, fino al fondamentalismo iraniano, in cui si dice sul serio che negli USA il Grande Fratello mette i chip sotto la pelle per controllare la gente. È un’immagine desolante vedere questo partito dichiarare una sintonia con quei progetti assurdi nella misera speranza di raccattare qualche voto con cui costruire un improbabile governo per fare non si sa che cosa, nell’unico desiderio compulsivo di ottenere il potere. Almeno il vecchio Pci aveva un programma, per quanto ormai impossibile: realizzare il socialismo su una terza via. Questi epigoni, pur di fare un governicchio, sono pronti anche ad accettare un dialogo con chi vuole uscire dall’Europa, dopo aver predicato di volere il contrario. È mai possibile che non vi sia più tra loro chi conservi un minimo di senso politico e istituzionale?
(Il Foglio, 21 marzo 2013)

E aggiungo che mi fa piacere constatare che un esponente della sinistra come Michele Salvati, sul Corriere della Sera di oggi dice le stesse cose, pregando Bersani di non rimettersi a fare il furbo sulla presidenza della Repubblica. Una Repubblica ormai sfregiata e ridicolizzata dalla figura penosa sulla vicenda dei Marò e dallo spettacolo indegno dei grillini al Quirinale, che sfottono Napolitano-"Morfeo", che è apparso loro meno morto di sonno di quanto avevano creduto, anche perché l'ha svegliato "Beppe". Il quale non si capisce a che titolo sia andato alle consultazioni. Con questo criterio, Berlusconi poteva andarci con Ruby...

9 commenti:

Nautilus ha detto...

Ma lo sa professore? Personalmente utilizzo la stessa analogia (l'emergenza BR) per dimostrare il contrario: allora, pur in una situazione decisamente meno grave di adesso (concordo con lei) il PCI al soldo di Mosca poteva governare insieme alla DC andreottiana..adesso il comunismo è finito, il PD è diventato un partito riformista le cui ricette non sono significativamente diverse da quelle del cdx ma la collaborazione è impossibile.
Come mai? Colpa della nuova dirigenza, più estremista o incapace di quella di allora?
Secondo me assolutamente no: è il fattore B. Costui è riuscito, a differenza di PCI e DC, a spaccare il paese in due tribù irreconciliabili, in guerra tra loro non sul campo delle idee ma su lui stesso.
Spaccare gli italiani in due fazioni non è mai stato difficile, Berlusconi però ne ha fatto un capolavoro, creando due tifoserie irriducibilmente avverse non su opposte ideologie, ma sulla propria persona. Lo provano se non altro le simpatie godute a sx da Monti e perfino da Fini, percepiti sì di cdx ma un cdx normale e per bene, con cui si può dialogare.
Nel momento in cui le differenze fra dx e sx si sono attenuate, resta lui a simboleggiare il male assoluto per gli uni, il bene assoluto per gli altri.
Lasciando perdere come è potuto accadere, ognuno avrà al riguardo la sua opinione, resta il fatto che il PD non può allearsi con l'"innominabile" (come è spesso chiamato a sx) senza correre il rischio di sparire, come non successe al PCI pur collaborando con l'odiato Andreotti.
Perchè sono gli elettori che non lo sopporterebbero, la dirigenza non c'entra nulla.
Soltanto, di fronte alla quasi certezza di vedersi squagliare l'elettorato, mi pare comprensibile se ne ritraggano.
Oltretutto andrebbero a ingrassare Grillo, non altri partiti riformisti che non ci sono.
Renzi? Incontrerebbe le stesse difficoltà, come ha imparato sulla sua pelle D'Alema con la Bicamerale, che sta ancora pagando

Giorgio Israel ha detto...

Ed ecco con chi trattano:
http://www.beppegrillo.it/2006/08/il_nuovo_femmin.html

Agata Parsi ha detto...

...e se ce ne fosse bisogno ( e senz'altro ce n'è!) aggiungo http://www.stefanomontanari.net/sito/
alla voce "microscopio" (circa un centinaio di post...) si potranno leggere i particolari di una triste e squallida vicenda della quale Grillo è uno dei protagonisti principali!

Leonardo Pavese ha detto...

Per quanto riguarda le parole dell'uomo politico tedesco, non bisogna sottovalutare il fatto che ancora esiste un certo pregiudizio "razziale" nei nostri confronti. Mi dispiace dirlo, ma non credo che il tedesco si sarebbe mai espresso così nei riguardi di un britannico, per esempio.
Io vivo all'estero da molti anni; e quel misto di condiscendenza e derisione viene fuori, quando si parla di politica italiana con un "nordico", diciamo così (nei sorrisetti e in quello che dice). Ma che ci possiamo fare...

Nautilus ha detto...

"Grande è la confusione sotto il cielo..." ma la situazione non è affatto eccellente.
Un esempio da pelle d'oca lo fornisce Agata Parsi con il link alla "questione del microscopio", che certificherebbe al di là di ogni dubbio la disonestà di Grillo. Chi lo accusa, un certo prof. Montanari, parrebbe (parrebbe..) degno di fede e una persona seria. E proprio tramite lui si risale a un post di Grillo in cui si loda la JP Morgan, che mediante un sito favorirebbe l'informazione indipendente.
http://www.beppegrillo.it/2011/07/tzetze_le_notiz.html
Quindi Montanari adombra che la Casaleggio Associati sia occultamente al servizio di JP Morgan...ma non è una delle grandi corporazioni transnazionali di cui viene attribuito il controllo agli ebrei? Non ci sarebbe nulla di strano essendone un ebreo il fondatore. Ma Montanari non sa che Grillo è antisemita?
Qua chi mente Grillo, Montanari, Casaleggio...o siamo alle soglie ormai dello "stadio brulicante dell'umanità" di cui parla non so che scienziato, e l'Italia è alle prese con una gigantesca "prova d'orchestra" di felliniana memoria?

Giorgio Israel ha detto...

Mi scusi, ma maneggi termini come "sotto il controllo degli ebrei" come nitroglicerina. Coi tempi che corrono meno si dicono queste cose, meglio è. Il fatto che J: Morgan sia fondata da un ebreo e magari abbia parecchi ebrei nel board non significa che è "controllata dagli ebrei", Io, per esempio, non la controllo... Per favore, cerchiamo di stare attenti: le parole sono pietre.

Alessandro Pecoraro ha detto...

Per capire l'atteggiamento di Grillo a non appoggiare nessun governo, consiglio di andare a rileggersi la Divina Commedia, nella parte che riguarda "Gli Ignavi" e da un certo punto di vista, Berlusconi almeno in una cosa è migliore di Grillo: nella vita una scelta l'ha fatta. Anche se starebbe bene in più gironi dell'inferno. Professore, ripensandoci, non ha tutti i torti o forse sono io che ho tanta confusione in testa.

Agata Parsi ha detto...

Nautilus ha detto:
...Qua chi mente Grillo, Montanari, Casaleggio...o siamo alle soglie ormai dello "stadio brulicante dell'umanità" di cui parla non so che scienziato

Forse può esserle di aiuto questo link http://www.nanodiagnostics.it/Default.aspx


Ho letto qualcosa del prof. Montanari ed ho ascoltato interventi suoi e della dott.ssa Gatti e non mi sono affatto sembrati due venditori di fumo (anche se non ho di sicuro le conoscenze e la preparazione per dare giudizi dal punto di vista scientifico; poi non capisco cosa c'entra la J: Morgan? Ci sono molte imprese condotte da italiani disonesti, lei si sente direttamente responabile? Io no!
Comunque se c'è una persona che non mi sembra garante dell'informazione indipendente (in realtà non mi sembra garante proprio di un bel niente, questa persona è proprio Grillo: pensiamo solo alla sua proposta di voler istituire un solo canale d'informazione! Un'ottimo punto di partenza per restaurare regimi ben noti all'Europa, entro ed oltre cortina.

Nautilus ha detto...

Professore, è giusto. Una frase semplificatrice su tale questione è da evitare.

Per Agata Parsi: dell'attendibilità di Grillo ho totale disistima fin dai lontani tempi della bufala bio-washball, si figuri, mentre Montanari "mi pare" persona rispettabile.
Ma mi ha colpito questa girandola di ipotesi che non reggono il principio di non-contraddizione: secondo Montanari dietro Grillo (che non conterebbe nulla) c'è Casaleggio e dietro Casaleggio ci sarebbe la JP Morgan e altri poteri forti che lottano contro di lui Montanari, ma Grillo non è contro la finanza mondiale? mah..