venerdì 1 marzo 2013

Il Pd che "apre" a Grillo, gli ha chiesto cosa pensa di Ahmadinejad?


Mai termine su cui si potrebbero scrivere manuali di sociologia e di teoria politica fu più usato con leggerezza e a sproposito come in questi tempi: populismo. Non potendo né sapendo scrivere uno di questi manuali mi limiterò a ricordare che, tra le tante, ne esiste un’accezione importante, anche se spesso dimenticata nonostante indichi la via con cui vanno al potere i movimenti antidemocratici. È il caso in cui le “élite” politiche si inchinano di fronte all’espressione di un potente movimento di popolo in nome del principio malinteso del rispetto della volontà popolare.  
È un fatto che un quarto degli italiani abbia votato per il Movimento 5 Stelle. Solo uno sciocco può rifiutarsi di capire le ragioni per cui l’hanno fatto e rinchiudersi in un atteggiamento di disprezzo, nello stile di chi diceva che chi vota per Berlusconi o è deficiente o è un ladro. Ma di qui a chiudere nel cassetto lo spirito critico e a imboccare la via dell’opportunismo politico ne corre. Pur rispettando chi ha votato Grillo, e cercando di capirne le ragioni, gli chiederei cosa pensa di molte affermazioni del capo, se le conosce e se pensa di poterle condividere. Un politico dovrebbe chiederne conto al capo in persona.
Bersani ha aperto a Grillo, rappresentando i sentimenti di una parte del suo partito secondo cui dialogare con il Pdl è assolutamente impossibile, mentre dialogare con Grillo è possibile. Anzi, come si affannano a dire esponenti a lui vicini, il movimento di Grillo ha molte cose in comune con la sinistra (manca solo di dire che ne è una costola). Passi pure che si dimentichino certe espressioni – “Arrendetevi! Siete circondati dal popolo italiano. Uscite con le mani alzate.” – derubricandole a folklore. Ma occorrerebbe rinfrescare la memoria su cose molto più serie, per esempio sulle dichiarazioni fatte da Grillo appena pochi mesi fa in un’intervista al quotidiano israeliano Yedioth Ahronot. Contenevano un’accozzaglia di pregiudizi anti-israeliani che spiegano come mai sul suo blog siano tollerati commenti che sconfinano nell’antisemitismo. Secondo il guru di M5S «tutto quel che in Europa sappiamo su Israele e Palestina è filtrato da un’agenzia internazionale che si chiama Memri. E dietro Memri c’è un agente del Mossad”. Chi gliel’ha spiegato? L’ex sindaco di Londra Ken Livingstone (il noto “Ken il rosso”) che avrebbe usato testi arabi con traduzioni indipendenti. Del resto, anche i propositi di Ahmadinejad di cancellare Israele dalle mappe sarebbero una balla, come certe cose attribuite a Bin Laden: è stato il suocero iraniano a spiegargli che le traduzioni erano inesatte. Ma lasciamo pure perdere Israele, perché ha spiegato Grillo che “parlare d’Israele è un tabù, come parlare dell’euro: appena lo tocchi ti dicono che sei antisionista e razzista”. Per capire il pensiero di Grillo basta riferirsi a quello che pensa dei massacri in Siria: “Cose che non possiamo capire. Non sappiamo se sia una vera guerra civile o si tratti di agenti infiltrati nel paese”. L’Iran degli ayatollah, poi, è un paese meraviglioso, “l’economia va bene, le persone lavorano”, chi scappa è solo un “oppositore” e chi resta “non ha le stesse preoccupazioni che abbiamo noi all’estero”. Le esecuzioni capitali? Nulla di paragonabile a quello che accade negli USA: là “hanno messo a dieta uno, prima di ucciderlo, perché la testa non si staccasse. E allora: cos’è più barbaro?”.
Non sorprende affatto che questo genere di propositi siano in perfetta sintonia con quelli di certa estrema sinistra che ha confezionato la tesi secondo cui le Twin Towers sono state abbattute dai sionisti in combutta con la CIA; ma non sembra che Bersani e la maggior parte del Pd appartengano a questa compagnia e concordino con la tesi secondo cui “noi italiani siamo sotto occupazione dell’America”. 
Come dicevo, da privato cittadino, chiederei a un elettore di Grillo se conosce questi propositi (e i tanti analoghi), come li concilia con le motivazioni che l’hanno spinto a quel voto, e se non ritiene opportuno chiedere al suo capo di smentirli. Un politico che si accinge ad “aprire” a Grillo, dovrebbe chiedergli preventivamente, con una qualche dignità, di rimetterli nel cassetto. Altrimenti, con che faccia si presenterà alla Casa Bianca il presidente del Consiglio Bersani?
(Il Foglio, 28 febbraio 2013)

22 commenti:

Lucio ha detto...

Ma scusi, Professore, lasciando perdere la questione israeliana (lei non puo', lo so, ma altri hanno il diritto di sentirla meno e derubricarla ad una semplice manifestazione di ignoranza), vuole che le elenchi tutte le affermazioni estreme fatte da Bossi nel corso degli anni (compreso il ricorso al fucile)? Ha mai chiesto lei ad un elettore di destra quello che sta chiedendo agli elettori di sinistra?

Cordialmente,
Lucio Demeio

vfiore ha detto...

verissimo, professore. obietto solo alla caratterizzazione
> quelli di certa estrema sinistra

la sinistra mainstream e moderata pensa (e dice pubblicamente) le stesse cose. non so tra la gente che conosce lei, ma essere pubblicamente pro-israele e pro-usa è del tutto poco salutare tra la gente soi disant moderata, professionisti, ricercatori, etc che conosco io. in particolare molti elettori di grillo che mi capita di conoscere sono antiamericani e antiisraeliani standard, negato del 9/11 e dello sbarco sulla luna, e la maggioranza vengono da voto centrosinistra in passato. aneddotica, ma mica tanto...

Giorgio Israel ha detto...

Quanto la questione mediorientale sia grave lo dimostra anche quel che dice fiore (cercavo di essere un poco ottimista...). Non è soltanto una questione marginale che riguarda gli ebrei: molto male che uno la veda così, è qualcosa che sta a pochi metri da noi. E non si tratta soltanto di Israele, ma dell'Iran, della bomba iraniana, dell'integralismo islamico e del modo in cui è presente in Europa, delle cosiddette "primavere arabe", delle stragi in Siria, di cui ci infischiamo con esecrabile cinismo, ecc. ecc.
E quanto a me - per quel poco che conto, e a livello di pura testimonianza personale – eccome se ho chiesto a un elettore di centrodestra di distinguersi da certe manifestazioni estreme. Guardi che l'ho fatto a più riprese sul giornale più di centrodestra che ci sia: Il Giornale. Tutto mi si può rimproverare salvo che di essere sdraiato sul centrodestra.

Leonardo Pavese ha detto...

Egregio Prof. Israel,
ho tradotto il pezzo in inglese, e lo ho pubblicato sul mio blog. Ho chiesto il permesso a Informazione Corretta, dove lo avevo trovato. Naturalmente se lei ha qualcosa in contrario lo tolgo subito.
Grazie, (la leggo sempre con piacere).

Leonardo Pavese

Grazia Dei ha detto...

La posizione secondo cui il problema isreliano è tale più che altro per chi (per motivi suoi) ha verso di esso una sensibilità specifica, mentre per altri potrebbe essere sostanzialmente indifferente, senza offesa per Lucio, oltre a sembrarmi pilatesca, denota scarsa considerazione o forse comprensione di un problema chiave della situazione politica internazionale.

Come non comprendere che proprio questi toni blandi e sottilmente giustificazionisti, forse meglio ancora del silenzio, facilitano enormemente le cose all'Iran? Che certe affermazioni non sono folklore da parte di Grillo perché rispecchiano in pieno le posizioni che da anni vengono espresse in materia da buona parte della sinistra (anche colta e salottiera) e da tutta la galassia antagonista, no global ecc. che ora votano Grillo? Come non ricordare la libertà con cui, nel silenzio indifferente o complice, secondo i casi, Ahmadinejad ha fatto dichiarazioni minacciose e negazioniste contro Israele addirittura all'ONU?
Personalmente sono convinta del fatto che, ammesso che sia giusto, non si possa considerarlo un problema locale perché se venisse giù Israele, verrebbe giù il mondo.
Detto questo, il confronto con le provocazioni di Bossi non mi sembra affatto calzante anche per altri motivi. La matrice socioecononica e culturale della lega era, al di là dei toni, fondamentalmente moderata e essenzialmente interessata più che altro all'alleggerimento fiscale ecc., mentre qui stiamo parlando di ideologie, e delle peggiori, radicate in un humus, in parte almeno, fanatico.

Giorgio Israel ha detto...

Nulla in contrario, naturalmente. Tuttavia il permesso non va chiesto a Informazione Corretta ma a Il Foglio. È sufficiente, tuttavia, che lei indichi alla fine dell'articolo: da Il Foglio, 28 febbraio 2013. Un cordiale saluto.

Lucio ha detto...

Nessuna offesa. Ma nemmeno intenzioni "pilatesche". Volevo solo ragionare "a prescindere", togliendo quell'argomento li' dal mio commento e rimanere sul resto delle affermazioni estreme di Grillo (o Bossi). No, se escludiamo le espressioni antisemite, non penso che Grillo sia peggio della Lega, tutt'altro.

Lucio Demeio.

Raffaella ha detto...

Professore,
Sa bene che molti degli elettori del M5S non conoscono e/o non condividono molte delle posizioni del loro capo, tantomeno sono motivati da ideologie antisemite; escludendo le componenti fanatiche, possono essere tacciati al massimo di ignoranza. Un quarto della popolazione trova molta difficoltà a vivere in un Paese neo-medioevale in cui la maggior parte delle persone ha la necessità di essere assoggettata al feudatario di turno, perciò le questioni internazionali passano decisamente in secondo piano, offuscate da una crescente indignazione verso politici disonesti, evasori, corrotti oltre misura, indifendibili. Cose dette e ridette? Populismo? Demagogia? Sarà, ma leggendo oggi le notizie di nuovi scandali, piacerebbe anche a me che i soldi spesi dai 20 (su 59) consiglieri regionali del Friuli V.G. per acquistare, pentole, sci, pneumatici da neve ed articoli per l’infanzia (acquisti spacciati per “spese di rappresentanza”) tornassero nelle casse dello Stato, e che loro se ne tornassero definitivamente a casa. In perfetta linea con il pensiero di Grillo, nonostante le sue farneticazioni, nonostante ciò significhi andar dietro a un demagogo.

Andrea Cortis ha detto...

@Raffaela "... nonostante le sue farneticazioni, nonostante ciò significhi andar dietro a un demagogo."

Anita: Eravamo fermi alla stazione di notte e c'era lo sciopero dei treni che non si sapeva se passava o non passava: La mattina dopo arriva Mussolini (vabbe' allora non era ancora cosi' importante). E' venuto e ha mandato a casa gli scioperanti, che se non fosse arrivato, chissà quanto avremmo aspettato.
Sapete cosa ci ha detto? Mi ricordo ancora: "Queste cose non accadranno più".
Infatti da quando c'è lui, i treni arrivano in orario.

Camillo: "Cioè per fare arrivare in orario...però se vogliamo cioè...mica c'era bisogno di farlo capo del governo? Bastava farlo capostazione no? E i treni arrivavano uguale..."

"Le vie del Signore sono finite", Massimo Troisi

Andrea Cortis

Papik.f ha detto...

Quello che dice Raffaella è vero: sarebbe bastato che nel PD si decidesse almeno di "fare la mossa", come si dice, di rinunciare a titolo personale a qualche prebenda e promettere di eliminarla definitivamente dopo le elezioni, per stravincere.
Quando mai? sono ben altri i problemi, non è così che si risanano le casse dello Stato, e via dicendo. L'arroganza di pensare: "tanto alla fine è a noi che dovete dare il voto", ben espressa dalla clamorosa figuraccia di Fassino con il suo "Grillo si faccia un partito e vediamo ...", li ha perduti. Certo, li ha perduti allo stesso modo dei politici dell'Italietta giolittiana o della Germania post-Weimar: anche a me, per questo, Grillo fa paura e infatti non l'ho votato. Ma adesso non ci resta che sperare per il meglio, o per il meno peggio.

Alessandro Pecoraro ha detto...

Pur definendomi un "bersaniano", sceglierei la via Renziana, ovvero che Grillo vada sfidato, non rincorso.

Beniakrik ha detto...

Egregio Professore condivido con Lei questa nuova parola francese inventata da Jean d'Ormesson :
"INAPTOCRATIE: un système de gouvernement où les moins capables de gouverner sont élus par les moins capables de produire et où les autres membres de la société les moins aptes à subvenir à eux-mêmes ou à réussir, sont récompensés par des biens et des services qui ont été payés par la confiscation de la richesse et du travail d'un nombre de producteurs en diminution continuelle!"
Ogni commento mi pare inutile!

Gianfranco Massi ha detto...

Il fenomeno del successo trionfale di Grillo, secondo me è dovuto alla massiccia dose di relativismo che la gente ha inconsapevolmente assorbito dal primo decennio del 2000. Le ideologie, quelle religiose comprese, sono state sottoposte a prolungati vortici di aria infettata dal virus relativista. Nessuno può sorprendersi che Grillo parli di Etica, praticandola platealmente non riscuotendo i rimborsi elettorali, dopo gli tzumani devastanti di scandali a tutti i livelli istituzionali che ci hanno assaliti negli ultimi anni. Basta guardare il trionfo di Maroni in Lombardia, ottenuto armandosi di scope. Anche lui, così diverso dal comico genovese, è riuscito a sbarazzarsi del santone della Lombardia. Ricordate come fu isolato, letteralmente in un angolo, in quel celebre Palasport di Arese?
gian

Alessandro Pecoraro ha detto...

Formigoni se lo e' meritato, Grillo e' la sintesi del tecnoscientismo maturato in questi anni," tutto deve essere risolto con il web"' "internet aumenta l'intelligenza" Guardatevi il video aapocalittico di Casaleggio, sopratutto l'inizio non dice forseche le ideolgie, le religioni, le nazioni scompariranno? Appena l'ho visto mi e' venuto in mente il libro liberarsi dai demoni del Prof. Israel.

Emanuel Baroz ha detto...

Articolo che non fa una grinza. Complimenti!

HaDaR ha detto...

Potrei sottoscrivere quanto scritto da Giorgio Israel.

Il Fascismo, anche nella persona stessa del suo capo Mussolini, che era profondamente antisemita e razzista sin dalla gioventú e in tale senso agí sin dall’inizio del fascismo*, fu un movimento rivoluzionario, di matrice socialista, il cui programma del 1919 Togliatti stesso (altri storici di area PCI dicono che si attribuí un testo scritto da Grieco e Dozza) definí come quasi identico a quello comunista nella sua celebre lettera [pubblicata su Stato Operaio nel 1936] "Ai nostri fratelli in camicia nera”. Il Fascismo nacque infatti rivoluzionario, antisemita, antiliberale e antiliberista, nonché statalista, statocentrico e statolatro tanto quanto il comunismo, cosí come lo era il socialismo da cui entrambi venivano. In piú, la sua componente cattolica preponderante e gli elementi nativisti contadini e di centralità dell’idea cattolica della famiglia erano di certo presenti e dominanti.

Perché dico tutto ciò? Quale collegamento ha con quanto detto dal Prof. Giorgio Israel? Eccone la ragione.

Se un elemento di similitudine al fascismo si può delineare nella NOVITÀ ENORME - E MAL ANALIZZATA - rappresentata dal M5S, oltre al voler eliminare in toto il sistema politico che ha portato l’Italia nello stato in cui è (altro che "fiducia", "governabilità" e simili concetti del tutto estranei alla filosofia in fieri del M5S che è di democrazia rivoluzionaria, nel senso di rivoltamento del sistema come un calzino), si tratta proprio della presenza nel M5S di entrambe la branche della stessa ideologia socialista, rivoluzionaria, statalista e nazionale, di cui erano imbevuti i neri, ma che conquistò molto in fretta anche l'appoggio del mondo rosa e rosso già negli anni trenta, perché aveva la stessa matrice, tra l'altro del tutto compatibile con e favorita dalla cultura cattolica dominante il pensiero locale, anche quello piú "laico", con pochissime eccezioni.

Entrambi gli schieramenti, rosa, rosso e nero, avevano un’altra cosa in comune tra loro e con i cattolici: l’antiamericanismo, l’antiliberalismo e l’antisemitismo, elementi che si trovano ora, TUTTI, ben d'accordo, nel M5S, indipendentemente dalle origini politiche precedenti, e che sono il vero termine definente del loro rivoluzionismo - non destra o sinistra, fascisti o comunisti, visto che tutti codesti schieramenti hanno quei tre elementi fondamentali in comune.

Codeste tendenze filosofiche e politiche, in cui ripeto l'antisemitismo è onnipresente insieme all'antiamericanismo e all'antiliberismo, sono fondamentali nella sostanza del M5S, e sono senz'altro di grande successo e attrattiva PROPRIO PERCHÉ cosí maggioritarie nel panorama italiano, dove sono dominanti le filosofie cattoliche social-comuniste, social-democristiane o social-fasciste, TUTTE profondamente ostili sia agli USA, sia al liberismo economico, sia agli Ebrei. Niente da stupirsi, quindi, se il M5S, cosí come fascisti e comunisti, è palestinista e anti Israele.

È ora che anche in Italia si smetta di vedere le cose con filtri passati e fuorvianti di “destra e sinistra” che non permettono proprio di capire né il passato né, di conseguenza, il presente. Ma temo che le palle culturali al piede degli italiani siano troppo pesanti per permettere che avvenga, o che avvenga in fretta...o magari prima che sia troppo tardi e siano di nuovo "sorpresi" da "svolte autoritarie", che svolte, tuttavia, proprio non sono, visto che la vera svolta sarebbe una democrazia liberale laica, fondata sui valori giudeo-cristiani come quella USA, che veda la libertà come valore fondamentale, cosa che in Italia non si è mai affermata e fu anzi beffeggiata dal "Libertas" scritto sugli scudi del simbolo della Democrazia Cristiana.


*Vedi anche il sintetico ma ben documentato libro di Giorgio Fabre: "Mussolini Razzista", ed. Garzanti

Sergio HaDaR Tezza

Firmato Winston Diaz ha detto...

Be' di che stupirsi, Grillo in questo (oltre che in molte altre cose) e' a tutti gli effetti una costola della sinistra, magari quella fuori dalla disciplina del Partito, detta "antagonista". Antagonista a priori, s'intende. ;)

Firmato Winston Diaz ha detto...

"cosa che in Italia non si è mai affermata e fu anzi beffeggiata dal "Libertas" scritto sugli scudi del simbolo della Democrazia Cristiana"

Be' la liberta' sara' anche stata sbeffeggiata dal "libertas" (peraltro specialmente dopo l'ingresso in maggioranza dal 1963 delle componenti socialiste e azioniste - repubblicani, duole dirlo, in primis), ma l'alternativa al "turarsi il naso" non mi pare sbeffeggiasse meno. Le cose umane tendono "dialetticamente" a polarizzarsi, e una volta polarizzate non e' che resti molta scelta al "meno peggio".
Fra parentesi, questo fu lo stesso identico motivo che porto' al potere il fascismo. L'alternativa erano i soviet.

Alessandro Pecoraro ha detto...

ALLEANZA TRA GRILLO E PDL? UN'IPOTESI NON DEL TUTTO INVEROSIMILE: leggete questo articolo
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/08/abolire-finanziamento-ai-partiti-migliore-alleato-dei-5-stelle-e-pdl-non-pd/524353

HaDaR ha detto...

Venendo dal "Fatto" non ha credibilità alcuna.
Il M5S non solo ha dichiarato DA ANNI che non si alleerà con NESSUN PARTITO, perché li vuole eliminare e avere il 100% del parlamento (da buon fascista), ma ha dichiarato per bocca del suo capogruppo al Senato che è pronto a votare in favore di un processo a Berlusconi e che voteranno l'incompatibilità - che c'è in TUTTI i paesi democratici - in quanto è beneficiario di una concessione pubblica.
IL M5S, signori, è l'edizione XXI Secolo E.V. del fascismo italianissimo, rivoluzionario e - come quello del XX Secolo - social-nazionale, statalista, statocentrico e statolatro, antiliberista, antiamericano e antisemita. Insisto.

HaDaR ha detto...

Può aggiungere, per favore, un RSS al suo blog, cosí da riceverne automaticamente gli aggiornamenti e nuovi post?
Grazie

HaDaR ha detto...

Ciò detto, non mi stupisce che al M5S vengano proposte di alleanza dagli eredi di Togliatti, che, lo ricordo ancora, nel 1936 chiamava i fascisti italiani "i nostri fratelli in camicia nera" e proponeva alleanze seguendo la linea di Mosca.
Erano e sono due facce della stessa medaglia, e parte di tale medaglia e di tali facce sono anche i montiani e i berlusconiani. Per questo in Italia, a meno di mistificazioni degli storici di bottega, non ha alcun senso parlare di destra e sinistra.