venerdì 24 dicembre 2010

Dimmi in cosa credi e ti dirò come vedi, l’ultima gag neuroscientifica


Ben tre università – Bologna, Leiden e Ben-Gurion – si sono messe assieme per una ricerca condotta su un campione di soltanto 126 persone volta a misurare “al millesimo di secondo” la prontezza con cui la fede o la laicità influenzerebbero la percezione delle immagini. Il campione era suddiviso in 7 gruppi di 18 persone: 4 gruppi olandesi (calvinisti conservatori e progressisti, atei e atei di formazione religiosa), 2 israeliani (ebrei ortodossi e laici), 2 italiani (cattolici osservanti e laici). I risultati mostrerebbero che i gruppi si sarebbero distinti per un modo di vedere le immagini radicalmente diverso e stabile. In particolare, i laici sarebbero attenti al dettaglio, mentre cattolici osservanti ed ebrei ortodossi sarebbero propensi a una visione sintetica e globale delle immagini. Si aggiunge che le religioni “individualistiche”, come il calvinismo olandese, sarebbero anch’esse attente ai dettagli, a differenza delle religioni orientate alla solidarietà sociale, come il cattolicesimo e l’ebraismo.
Pur senza conoscere i dettagli di questa ricerca, vengono spontanee alcune osservazioni. In primo luogo, l’irrilevanza statistica del campione, addirittura risibile in relazione ai singoli gruppi. Come può essere considerato rappresentativo e significativo rispetto alle attitudini visive un campione di 18 persone? Per rendere irrilevanti gli innumerevoli altri fattori – culturali, fisici, ecc. – che possono influenzare il risultato occorrerebbero campioni di ben altra dimensione e ben miscelati. Ma colpisce soprattutto la leggerezza con cui vengono manipolate le caratterizzazioni culturali. Ammesso che si possa dire che il cattolicesimo e l’ebraismo, e non il calvinismo, siano orientati alla solidarietà sociale, ciò è assai poco credibile per le loro versioni ortodosse. Gli ortodossi sono tendenti al comunitarismo e a un senso di solidarietà ristretto al gruppo e scarsamente interessato (se non ostile) a ciò che accade fuori. È bizzarro considerare un simile atteggiamento come senso di solidarietà sociale in senso proprio. Quando poi i vari fattori culturali vengono associati ai processi visivi si cade nel grottesco. Se c’è qualcuno che può considerarsi attento ai dettagli questi è l’ebreo ortodosso, che passa la giornata a spaccare il capello in quattro per non contravvenire ai 613 precetti. Che una simile ossessione del particolare sia associata a una visione fisica sintetica e globale, è un problema e non una spiegazione di alcunché. E cosa dice il fatto che calvinisti “individualisti” e laici sarebbero entrambi attenti ai particolari: forse il laicismo è di per sé individualista?
Delle due l’una: o i solerti ricercatori hanno scoperto l’assenza di qualsiasi correlazione dotata di senso, oppure hanno usato le categorie culturali (laicismo, religiosità, visione sintetica e globale, individualismo) senza alcuna attenzione per il loro significato. Questa è, con ogni probabilità, la spiegazione. L’unico senso di queste stravaganti “ricerche” è mirare alla dissoluzione dei fattori culturali in fattori di carattere fisico. Insomma è il solito ossessivo materialismo neuromaniaco.
Di fronte allo spettacolo di una scienza che va a arenarsi su queste spiagge non si riesce neanche a ridere. Ma neppure a piangere. Pensando al fatto che una seria e profonda ricerca culturale e antropologica non sarebbe mai stata finanziata, si è assaliti soltanto da un’uggiosa malinconia.
(Il Foglio, 23 dicembre 2010)

33 commenti:

Gianfranco Massi ha detto...

Viene inevitabilmente da chiedersi: se i soldi per la ricerca sono pochi perché sprecarli così stupidamente nella stregoneria?

hybridslinky ha detto...

Che strano, eppure i razionalisti della UAAR sembravano abbastanza contenti di questa ricerca ;-)

http://www.uaar.it/news/2010/12/17/studio-la-pratica-religiosa-cambia-attenzione-per-i-dettagli/

Giorgio Israel ha detto...

E certo... da bravi materialisti quali sono...

Myosotis ha detto...

Purtroppo di fronte alla stupidità non c'è riforma scolastica che tenga. Si spera solo che in futuro queste "cavolate" non vengano finanziate con i soldi dei contribuenti, che il grande Einaudi considerava "sacri".

Fabio ha detto...

La cosa bizzarra poi è come ci si sbilanci nel giudicare "migliore" l'una tendenza rispetto all'altra, quando forse è proprio la capacità di visione sintetica e intellettiva una peculiarità dell'intelligenza umana.

Basti pensare a malattie come la sindrome di Asperger o a tutti quei disturbi che conferiscono a chi ne è affetto una grande capacità di visione "oggettiva", con la tara però di non sapere riconoscere espressioni, volti etc.

Fabio Milito Pagliara ha detto...

Le ultimissime UAAR si limitano a riportare notizie d'interesse scientifico, i commenti degli utenti poi sono altra cosa. Detto questo il problema è sempre lo stesso si pretende di dare un crisma a queste ricerche dicendo che sono "scientifiche" proprio perché deboli metodologicamente (rimando sempre al libro di Duprè "Natura Umana. Perché la scienza non basta." che spiega le fallacie ed i rischi di alcune scienze).
Resto dell'idea che un naturalismo plurale e pragmatico/empirico siano l'approccio più sensato a ciò che c'è, il materialismo (o fisicalismo in talune eccezioni) ha alcuni problemi nel definire/descrivere cose come il pensiero o un racconto che pure esistono....

Cordiali saluti e auguri di buone feste

agapetòs ha detto...

Beh è una ricerca da segnalare alla giuria del premio igNobel :-)

Fabio ha detto...

Mi permetto di scivolare fuori argomento per segnalare una notizia passata un po' in sordina: l'esimio scienziato Rita Levi Montalcini plaude alla riforma Gelmini e tesse le lodi del ministro.

Non sono un amante del principio di autorità (specie in Italia, paese di "firmatori di appelli"), ma in casi estremi...

junco ha detto...

Gentile professore,
con le sue osservazioni sui dettagli della ricerca, o meglio, con i suoi dettagli, lei dimostra di essere poco ebreo, o meglio, poco cattogiudaico, e molto laico. E questo nessuno se lo aspettava. Le caratterizzazioni culturali che verrebbero trascurate, rendendo idiota la ricerca, sono i residui di una vecchia cultura, della presuntuosa attenzione al “cosa” a discapito del “come”. Spero che la modernità di questa ricerca giunga all'attenzione del gruppo Gelmini-Abravanel-Invalsi: potrebbe essere un buon modello di riferimento da “somministrare” a scuola per la definizione di competenze finalmente inequivocabili e le verifiche sulle loro acquisizioni. La scuola potrebbe anche rilasciare un certificato di laicità, o l'altro, secondo le competenze acquisite.
Avere contezza di quanti alunni della scuola italiana abbiano propensioni laiche e quanti inclinazioni giudaico-cattoliche, non è cosa di scarso interesse: non è questione di dettagli, ma di una visione di insieme. :-)
Buone feste!

Giorgio Israel ha detto...

Eh no... Laico non è antitetico di cattolico o di ebraico... Questo è il solito errore tipicamente italiano, perché qui abbiamo il Vaticano e allora siamo abituati a dire "laici e cattolici", ecc. L'antitesi di laicità è clericalismo, che è una cosa ben diversa. Difatti, esistono atei clericali, come quei signori dell'UAAR... atei laici, cattolici laici, e cattolici clericali... Per esempio, sia io che Abravanel siamo ebrei, non c'è dubbio. Ma lui è certamente clericale, data la scorza di ideologia dogmatica che ricopre i suoi pensieri.
Quindi, preferirei introdurre dei test che verifichino la laicità e il clericalismo più che degli studenti (poveretti) degli insegnanti, e forse ancor di più dei dirigenti scolastici, degli ispettori ministeriali, dei dirigenti, dei somministratori di test (qui si avrebbero belle sorprese)...

Fabio Milito Pagliara ha detto...

Mi scusi professore, non capisco la sua affermazione "esistono atei clericali, come quei signori dell'UAAR...".

Dato che l'UAAR è dichiaratamente per la laicità dello stato e non vuole nessun tipo di clericalismo, non capisco il senso della sua affermazione, potrebbe spiegarmela?

Per quanto concerne i test di laicità sarebbe molto divertente vederne i risultati.

Myosotis ha detto...

Allora mi fa piacere che l'esimia scienziata Rita Levi Montalcini non sia un'ebrea "clericale". Molto piacere. (Ma poi "scienziato clericale" mi sembra una contraddizione in termini. O no?)

Giorgio Israel ha detto...

Dal Dizionario Treccani: Clero = complesso delle persone che appartengono all'ordine sacerdotale.
Come precisa lo stesso dizionario il termine si applica a molteplici casi:
Clerico-monarchico, clerico-fascismo, clerico-laicismo, clerico-marxismo, ecc.
Forse che la gerarchia che governava il Partito Comunista non era un clero (ateo-marxista, ma talora, nel caso italiano catto-comunista)? E chi sostiene che la scienza è l'unica dottrina "cattolica" nel senso che è l'unica capace di offrire verità universali e indiscutibili scolpite sulla pietra (Odifreddi) non è forse un clerico-scientista? E MicroMega non è l'organo ufficiale dei clerico-laicisti (o anche clerico-ateisti)?
E tutta la congrega dei dogmatici che propinano le "verità scientifiche" - in realtà loro credenze metafisiche - come verità assolute non sono un clero dogmatico?
Sostenere che essere laicista e ateo è contraddittorio con l'essere clericale, e sostenere che scienziato clericale è una contraddizione in termini, è - scusate - una… vabbé è Natale….

Caroli ha detto...

Concordo sul definire clericali quei personaggi. E concordo sull'inutilità di simili ricerche. Spreco di risorse, ancor più grave in un'epoca di penuria delle stesse.
Buone feste.

junco ha detto...

Stavo a scherza'! (con intonazione borgatara).
Ritenevo che la dimensione del gioco in quel che ho scritto fosse ovvia. Per sicurezza, avevo apposto questo segno grafico “:-)”, che nel blog traccia un sorriso che significa: sto scherzando.
Evidentemente, in un blog è difficile scherzare, soprattutto se si fa dell'ironia, quell'artificio retorico attraverso il quale, talvolta, si dice esattamente il contrario di quel che si pensa. Avevo preso un'idea sciocca, la contraddizione tra laico e cattolico, tra laico ed ebreo, e l'avevo applicata scioccamente, per divertimento.
“In particolare, i laici sarebbero attenti al dettaglio, mentre cattolici osservanti ed ebrei ortodossi sarebbero propensi a una visione sintetica e globale delle immagini”.
Era questo concetto che trovavo esilarante.
Poi, siccome lei nel suo articolo scriveva “Pur senza conoscere i dettagli di questa ricerca, vengono spontanee alcune osservazioni”, continuavo il paradosso affibbiandole la qualifica di laico attento ai “dettagli” che mancano. Ma scherzavo! Figuriamoci se si possa discutere, seriamente, di laicità in questi termini!
Così come scherzavo sui test per le “competenze” di laicità nella scuola. Io trovo, davvero, e di questo se n'è discusso su questo blog ampiamente, che i test a scuola, in generale, siano un'idiozia quanto la definizione delle competenze.
Ora, poiché qui la discussione su laicità e chiesa si fa seria, non vorrei fosse considerato punto di partenza l'idiozia scritta da Junco e il suo rimprovero: “Eh no... Laico non è antitetico di cattolico o di ebraico..”.
Parodiavo! Scherzavo! Ma non lo faccio più. Forse...

Giorgio Israel ha detto...

Ma non era un rimprovero... E comunque se non ho capito il tono scherzoso è colpa mia... Non c'è nulla di cui scusarsi...

Fabio Milito Pagliara ha detto...

Caro professore, comprendo bene quel che dice, ma l'UAAR è quel che dicono le sue tesi e cerca di esser anti-dogmatico (non per nulla sono Atei e Agnostici ma è solo un nome), il tentativo è quello di essere associazione di difesa dei diritti dei non credenti, in uno stato completamente laico non avremmo neanche bisogno di esistere.
In estrema sintesi non penso che ogni associazione sia assimilabile ad una chiesa con tanto di ordine sacerdotale, a meno di non considerare tali anche le persone elette in un consesso democratico.
Che il comunismo sia molto simile ad una religione non posso che convenire. Di MicroMega non so che dirle visto che non c'entra nulla con l'UAAR e penso sia l'organo ufficiale di Paolo Floris d'Arcais. Che si possa essere atei e clericali è palese, che si possa essere scienziati e clericali è ovvio. Che Odifreddi spesso dica corbellerie è evidente (e infatti viene criticato senza problemi, in fondo siamo antidogmatici e non ci piace il principio di autorità). C'è da dire poi che i presidenti onorari dell'UAAR sono solo "atei famosi" che condividono alcune iniziative e han prestato il loro nome, ma non han nulla a che fare con le azioni o la direzione dell'UAAR, diciamo che per ogni iscritto c'è una concezione del mondo diversa e variegata e si cerca di portare avanti gli scopi dell'associazione. Date queste premesse e conoscendo la sua chiarezza di pensiero mi meravigliavo delle sue affermazioni, in fondo gli scopi dell'associazione sono principalmente la difesa/promozione della laicità, la difesa dei diritti dei non credenti, divulgazione di concezioni del mondo atee o agnostiche. Direi che questi scopi tutto si possono definire (ambiziosi, sbagliati, giusti, inutili) tranne che clericali.

p.s. sono un coordinatore provinciale dell'UAAR, e per esserlo ogni anno mi eleggono i soci del circolo che se vogliono possono cambiare rappresentate in qualsiasi momento (anche in mezzo all'anno), inoltre anche se sono coordinatore io rappresento solo il mio pensiero (e la mia interpretazione degli scopi dell'associazione quando faccio il coordinatore) e naturalmente se l'associazione prendesse direzioni non condivisibili non avrei problemi a lasciarla...

nel salutarla la ringrazio dell'ospitalità

cordialmente, Fabio Milito Pagliara

Fabio Milito Pagliara ha detto...
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Giorgio Israel ha detto...

Vedo un po' di ansia nella risposta anche per la ripetitività dei messaggi... Lungi da me non ammettere il diritto di essere ateo, agnostico e di rivendicare la libertà di esserlo e anche di battersi contro gli integralismi religiosi. Ma basta scorrere un poco il sito dell'UAAR per rendersi conto che troppi commenti sono ispirati a dileggio, disprezzo e fastidio nei confronti dei religiosi come se si trattasse di esseri un po' bestiali e mentalmente inferiori. Inoltre, si sente un settarismo inquietante. Quando Odifreddi prese quell'iniziativa inqualificabile nei miei confronti a proposito del Premio Peano tutti i commenti erano dalla parte sua ed io ero trattato come un personaggio osceno. E Odifreddi è trattato come un idolo. Per non dire di Margherita Hack, altro personaggio secondo cui chi è religioso è una specie di malato mentale da curare. Mi lasci dire che circola in tutti questi commenti una dose di "talebanismo" a dir poco inquietante. Quanto basta per togliere il diritto di tacciare gli altri di clericalismo.

Fabio Milito Pagliara ha detto...

Innanzitutto mi scusi per i messaggi multipli ma quando ho mandato i primi 2 (infatti gli altri li ho spezzati) il server mi diceva che non erano validi per motivi di lunghezza, probabilmente un problema del mio browser.
Si spesso i commenti sono inqualificabili in un senso o nell'altro ma i commenti sono aperti a tutti non solo ai soci.
Ed infatti trovo triste che il tema della laicità o della libertà di credere o non credere diventi una contesa da stadio :(
Sulla questione di Odifreddi e Peano ricordo di essere stato concorde con lei e di averlo esternato se non l'ho fatto allora lo faccio adesso.
Poi ripeto si cerca in tutti i modi di togliersi il clericalismo di dosso non è detto che ci si riesca ma almeno proviamoci :)

ps: provvedo a cancellare gli articoli doppi

Giorgio Israel ha detto...

La ringrazio della chiarezza, di aver mostrato che si possono avere opinioni diverse civilmente, e di aver capito cosa intendevo quando parlavo di clericalismo che si può trovare ovunque. Purtroppo, quando un sito "attira" commenti estremisti - e mi lasci dire che sono sempre e soltanto in un senso soltanto - vuol dire che qualche problema c'è.
L'integralismo religioso lo detesto quanto lei - legga il mio ultimo post - ma tra dhimmitudine e integralismo ateo l'atmosfera sta diventando irrespirabile. Potrei raccontare episodi allucinanti relativi al Festival della scienza di Genova, in cui non metterò piede fino a che non si sentirà un'aria diversa.

agapetòs ha detto...

Gentile Signor Pagliara,
Il sito dell'UAAR riporta che «I cittadini italiani che non appartengono ad alcuna religione... nonostante la loro sia la concezione del mondo più diffusa in Italia dopo quella cattolica, subiscono concrete discriminazioni.»
Vorrei sapere da lei quali sono queste concrete discriminazioni.
E non posso non ricordare a lei come a tutti i lettori del blog che i regimi più intolleranti e sanguinari (e a loro modo bigotti) sono stati la Francia giacobina, la Russia sovietica, la Cina comunista, la Cambogia dei khmer (e si può continuare con Vietnam, Cuba, ecc...), tutti regimi in cui vigeva o vige l'ateismo di stato (e, nel caso della Francia giacobina, anche il culto della dea ragione).
Nella testata del sito UAAR si trovano perle come "Credere è uno spreco di intelligenza. Credere in qualcosa inventato da un altro è uno spreco di fantasia".
E del resto, il presidente onorario UAAR Odifreddi sbeffeggia spesso e volentieri cristiani ed ebrei ("stranamente" non i musulmani).

Insomma, trovo nell'UAAR lo stesso giacobinismo e la stessa intolleranza che hanno prodotto le carneficine che ben conosciamo...

Fabio Milito Pagliara ha detto...

Sono io a doverla ringraziare, si è vero si respira una brutta aria di estremizzazioni e radicalizzazioni, un ateismo di stato è doloroso quanto e più di una religione di stato, infatti uno stato laico non significa uno stato ateo ma semplicemente uno stato che lascia ai suoi cittadini libertà di pensiero in un senso o nell'altro.

Mi dispiace per il festival di Genova è triste che la scienza si possa immaginare come qualcosa di parte o da sbandierare contro qualcuno (quando è successo è sempre stato in stati molto poco democratici), cosa tra l'altro che la rende automaticamente non-scienza. Parlerei di appropriazioni indebite.

Purtroppo temo che il tutto sia legato ad una certa mancanza di cultura liberale in Italia.

Cordialmente

Fabio Milito Pagliara ha detto...

Caro Agapetos ti ringrazio per i dubbi che sono sempre costruttivi, se qualcuno proponesse un ateismo di stato lo troverei altrettanto intollerante che una religione di stato, non è un caso che chi vuole lo stato ateo è fuoriuscito dall'UAAR per recarsi su altri lidi. Non parlerò ancora dei presidenti onorari, ma sicuramente sono ancora più contrario all'Islam, che mette a morte i non credenti, rispetto al cattolicesimo.
Veniamo alle discriminazioni ne ricorderò solo alcune:
8x1000 che non riconosce le concezioni non religiose (a mio parere andrebbe abolito) e con meccanismo altamente dubbio, IRC con docenti scelti dalla CEI (nulla osta), esenzione ICI per attività splendidamente commerciali (ex seminari ecc.), oneri secondari non utilizzati per tutta la comunità e potrei continuare, in sintesi nel momento in cui lo stato utilizza i suoi soldi in modo da favorire solo una parte dei suoi cittadini su base puramente religiosa.

Oltre al fatto che appunto sono discriminazioni le dirò che la cosa che più mi preoccupa è che queste cose introducono un grimaldello in mano di altre confessioni religiose che potrebbero imporsi (abbiamo già visto cosa è successo con le scuole islamiche e temo con orrore quando chiederanno di fare Insegnamento della Religione Musulmana con docenti che necessitano del nulla osta dei fratelli musulmani o simili consorterie.
In sintesi ritengo che la difesa più forte di tutti non sia né l'ateismo né il cattolicesimo ma una democrazia liberale che difenda l'individuo in quanto tale e non in quanto membro di questo o quel gruppo.

saluti, Fabio

Fabio Milito Pagliara ha detto...

Caro Agapetos ti ringrazio per i dubbi che sono sempre costruttivi, se qualcuno proponesse un ateismo di stato lo troverei altrettanto intollerante che una religione di stato, non è un caso che chi vuole lo stato ateo è fuoriuscito dall'UAAR per recarsi su altri lidi. Non parlerò ancora dei presidenti onorari, ma sicuramente sono ancora più contrario all'Islam, che mette a morte i non credenti, rispetto al cattolicesimo.
Veniamo alle discriminazioni ne ricorderò solo alcune:
8x1000 che non riconosce le concezioni non religiose (a mio parere andrebbe abolito) e con meccanismo altamente dubbio, IRC con docenti scelti dalla CEI (nulla osta), esenzione ICI per attività splendidamente commerciali (ex seminari ecc.), oneri secondari non utilizzati per tutta la comunità e potrei continuare, in sintesi nel momento in cui lo stato utilizza i suoi soldi in modo da favorire solo una parte dei suoi cittadini su base puramente religiosa.

Oltre al fatto che appunto sono discriminazioni le dirò che la cosa che più mi preoccupa è che queste cose introducono un grimaldello in mano di altre confessioni religiose che potrebbero imporsi (abbiamo già visto cosa è successo con le scuole islamiche e temo con orrore quando chiederanno di fare Insegnamento della Religione Musulmana con docenti che necessitano del nulla osta dei fratelli musulmani o simili consorterie.
In sintesi ritengo che la difesa più forte di tutti non sia né l'ateismo né il cattolicesimo ma una democrazia liberale che difenda l'individuo in quanto tale e non in quanto membro di questo o quel gruppo.

saluti, Fabio

agapetòs ha detto...

Beh chiamarle "discriminazioni" mi sembra, almeno dal punto di vista linguistico, alquanto arbitrario. Trovo sul Sabatini-Coletti online: "Discriminazione: Diversificazione iniqua del giudizio; disparità di trattamento, in spregio a fondamentali principi di uguaglianza sociale e politica"
Il Parlamento di uno stato democratico in cui la maggior parte delle famiglie fa battezzare i figli e in cui la Chiesa svolge anche molteplici opere di valenza sociale non può decidere di finanziare la Chiesa?
Questa non è discriminazione.
E se la cultura liberale che lei auspica è quella dei Cavour che hanno depredato, in spregio ad ogni principio giuridico, la Chiesa di ingenti beni, oltre ad aver soppresso ordini religiosi e messo letteralmente sul lastrico migliaia di persone, beh mi permetta di diffidare alquanto di questa cultura.
Il dibattito potrebbe andare avanti a lungo, forse ad infinitum, ma non voglio occupare ulteriormente questo spazio gentilmente messo a disposizione dal prof. Israel
La saluto cordialmente

vanni ha detto...

Per la completezza della ricerca e per dissipare qualche ombra di razzismo filooccidentale, peccato non ci fosse nessuno - per dire - almeno dell'Università di Bangui, dell'Università di Teheran (però... quest'ultima forse non ci stava se c'era già la Ben-Gurion), inserendo altri gruppi di 18 (diciotto) persone: musulmani moderati, musulmani integralisti, animisti moderati.
E di questo brillante gruppo di ricercatori, sappiamo a quali orientamenti si riferisca? laico-clericale, calvinista-conservatore, ebreo-ortodossa...? per allargare il campione avranno inserito anche se stessi nei gruppi statistici?
Nella fisica subatomica l'atto della misurazione conferisce indeterminazione su certi risultati della misura, vuoi vedere che anche l'orientamento dei ricercatori influisce sull'esito della ricerca?
Certo queste tre Università si sono fatte veramente un mazzo così nell'occasione. Purtroppo non ho partecipato alla ricerca, da gran lavativo avrei dato un poderoso contributo.
(Egregio Professore, abbia pazienza, se non fosse stato che nella somma dei gruppi 4+2+2=7, non avrei scritto le mie scemenze).

Caroli ha detto...

A proposito di 8 per mille: nessuna discriminazione - può essere tranquillamente non attribuito (basta non firmare). Insegnanti religione cattolica: visto che ci sono, chi li dovrebbe autorizzare, se non la conferenza Episcopale italiana? Sbaglio, o l'esenzione ICI è direttamente connessa ai privilegi di extraterritorialità?
Quando lavoravo per un'azienda sammarinese (poi, per fortuna, ho smesso) avevo un telefono aziendale TIM su cui non pagavano l'IVA (fuori dal territorio dello Stato, a San Marino, appunto). Credo che si tratti della stessa "roba".
Una considerazione: preferirei vedere in una scuola italiana la presenza anche: di un Rabbino (o di persona approvata dal Rabbinato italiano) e/o di un Pope (o di persona indicata da un Patriarcato ortodosso): nell'un caso sarebbe la "fratellanza maggiore" ad esprimersi; nell'altro il "polmone orientale". In fin dei conti, si può essere ebrei o cristiani ortodossi rimanendo italiani, mentre per essere musulmani mi pare occorra scimmiottare gli arabi.

Fabio Milito Pagliara ha detto...

Caro Caroli,
sull'8x1000 fosse come dici tu non avrei nulla da ridire, purtroppo il meccanismo funziona in modo diverso:
1) a TUTTI viene trattenuto l'8x1000 sia che firmano sia che non firmano (anche di chi non compila alcuna dichiarazione dei redditi)
2) l'8x1000 di tutti gli italiani viene attribuito in base agli italiani che hanno firmato (circa il 40% di solito), ed il 90-92% del 40% firma per la Chiesa Cattolica.
Non è un caso che le campagne informative sull'8x1000 cercano proprio di spiegare questo meccanismo!
Insegnanti di IRC: il meccanismo attuale è quello, ma introduce diversi problemi nel sistema, si entra su un canale selezionato in base al parere di un ente non statale, poi una volta di ruolo (a tempo indeterminato) puoi trasferirti su altra cattedra (se ne hai titolo) o in altra funzione; mi sembra una diversità di trattamento non ragionevole.
ICI: no, l'esenzione è legata al fatto che sia un luogo di culto; come possa essere un luogo di culto un albergo a 5 stelle con una cappella non si sa.... La questione di cui parli riguarda altro.
Rabbino/Pope: non è per nulla semplice e poi perché fermarsi là e non prevedere altri culti (i Valdesi ad esempio? e via via tutte le confessioni cristiane? E chi li paga? Non sarebbe molto più semplice prevedere una materia come Storia delle religioni (che chiaramente presterebbe più attenzione a quella cristiana come quando si studia Storia che è curvata maggiormente sulla storia italiana) o altre materie frequentabili da tutti e con docenti assunti come tutti gli altri? E tieni conto che l'attuale legge prevede di avere Insegnamenti Alternativi (già finanziati) che spesso non si attivano e lasciano i ragazzi senza alternative (cosa particolarmente grave per i bambini dell'asilo e delle elementari... che dal 1984 fanno 2h/settimana di IRC).
Vedi tutto il ragionamento dietro a certe atteggiamenti che vengono spesso considerati "rigidi" (il crocifisso, l'8x1000, l'IRC) è che sono tutte cose che indeboliscono la laicità dello stato, ed è proprio l'islam a non avere alcuna concezione di una separazione tra stato e religione....
Resto dell'idea che la laicità intesa come uno stato che resta fermo ai principi comuni è la più grande ricchezza delle democrazie occidentali (che difficilmente potrebbero restare democratiche senza laicità) e ce la dobbiamo difendere e rafforzare giorno per giorno.

cordialmente, Fabio Milito Pagliara

Caroli ha detto...

Quindi la chiesa cattolica riceve circa il 36% dell'8 per mille (90% per 40%...). Non credo affatto che il restante 60% venga attribuito in quel modo, dato che non sarebbe conveniente per lo stato una scelta del genere.
Non credo affatto che la laicità dello stato sia diminuita dagli "atteggiamenti", che atteggiamenti poi non sono. Io ho un crocefisso sudtirolese in macchina: chi mi conosce dice che sarebbe più adeguato per quello che sono avessi l'icona della Trinità di Andrej Roublev' (quella che è alla Tretjakov' di Mosca), ma tant'è. Comunque mi considero, e sono, laico, visto che di ordini (ortodossi o cattolici che siano) non ne ho presi.
Sul discorso delle docenze non intervengo: quando ho insegnato a scuola, la materia era o elettronica/telecomunicazioni, o elettrotecnica. Comunque mi sta bene il precariato, essendo un ingegnere libero professionista.
Basta, ho scritto troppo.

Fabio Milito Pagliara ha detto...

Gentile Caroli,

mi scuso se non sono stato abbastanza chiaro.

La chiesa cattolica riceve il 90% del totale dell'8x1000, in funzione della preferenza al 90% di quel 40% di firmatari sul modulo per l'assegnazione dell'8x1000. Se non mi crede può leggersi la legge che stabilisce come viene attribuito il tutto o semplicemente il numero di firmatari, il totale di fondi assegnati e il totale assegnato alla chiesa cattolica. Se pensa che sia un sistema errato e poco corretto la invito a partecipare alle campagne informative sull'8x1000 o alle iniziative per modificarne i criteri di assegnazione.

Nella propria, macchina, abitazione, attività commerciale aperta al pubblico ognuno espone ciò che vuole. Il problema del crocifisso (e di altri simboli) per me è molto semplice:
nei luoghi istituzionali (non semplicemente pubblici, ma istituzionali) lo stato sarebbe tenuto (a mio parere per non compiere alcun tipo di discriminazione) ad esporre i simboli dello stato (e dunque di tutti i cittadini), che a quel che mi risulta sono
a) il tricolore (art.12 della costituzione)
b) l'emblema della repubblica
c) lo stendardo presidenziale
http://www.quirinale.it/qrnw/statico/simboli/simboli.htm

Per le docenze mi basterebbe che si applicasse pienamente la legge e che lo stato organizzasse e assicurasse l'insegnamento alternativo, per quanto riguarda il precariato chi si è dedicato alla scuola ha difficoltà a condividere la preferenza per il precariato che impedisce una progettualità serena della propria vita.

cordialmente, Fabio