sabato 1 giugno 2013

Un saggio di un illustre giurista da leggere

6 commenti:

Alessandro Pecoraro ha detto...

Quelli de "Il Foglio" oltre a pubblicare l'ottimo saggio di Giovanni Fiandaca, dovrebbero anche leggerlo.
Il giurista non dice per niente che l'ipotesi della trattativa sia un bluff o inesistente(anzi), ma ne contesta semmai il rilievo penale per gli uomini dello stato artefici di essa.
Che Ingroia fosse quello che è l'avevano capito tutti.
Il giudizio sulla trattativa semmai deve essere affidato agli storici e politologi. Perfino Marco Travaglio concorda su questo, tranne riservarsi la critica politica, secondo me giustissima.
Non capisco poi questo odio verso la figura del magistrato, la quale parola, in sede di giudizio, vale quanto quella dell'avvocato difensore. Alla fine è il giudice, non il magistrato, a decidere.

Giorgio Israel ha detto...

MI pare che lei non l'abbia letto, oppure l'abbia letto secondo il metodo di quello che leggeva una parola ogni cinque per non perder tempo. Consiglierei di vedere cosa ha scritto in merito il sen Pellegrino. E vale la pena anche di leggere la nota del generale Mori pubblicata oggi sul Foglio. Bufala giuridica e boiata pazzesca, come dice giustamente il Foglio. Che c'entra il bluff? Quello si fa a poker...

Alessandro Pecoraro ha detto...

Scusi cosa cera che non andava nel mio commento?

Giorgio Israel ha detto...

Caro Pecoraro,
le dedico un po' di tempo per un chiarimento e poi non ci torno più sopra. Come lei sa non ho mai censurato i suoi interventi, anche quando ero in totale dissenso. L'ho fatto soltanto in alcuni casi sulla mia pagina Facebook perché è comprensibile che degli "amici" inseriscano foto e commenti ma, per fortuna, i più di 2000 che ho, lo fanno con discrezione, altrimenti non sarebbe più la mia pagina. In alcuni casi, ci tengo che un mio commento sia visibile per qualche tempo e, se subito interviene lei con una raffica di foto mi soffoca… E qualche volta questo mi ha messo in imbarazzo, sia perché non mi piace censurare sia perché spesso ero d'accordo con gli inserimenti. Poi, l'altro giorno ho fatto clic sulla sua pagina e sono un po' cascato dalle nuvole. Non vi ho trovato alcuno dei commenti su cui concordo che mette sulle mie pagine, bensì molti commenti alquanto radicali, e su questo non ho nulla da ridire, anche se mi stupisce questo double face. Ma ho trovato inaccettabile la foto di Alemanno con il fumetto: «Ciao, me ne vado a fanculo». Anch'io ho le mie forti riserve su Alemanno, ma non ne posso più dello stile da rissa da cortile di questo paese, del prendersi per il bavero come la teppa che litiga all'incrocio e tira fuori il crick. E lei che fa? Sul mio blog si mostra comprensivo per chi ha votato a Roma a destra (vista la sinistra impresentabile, dice, avrei votato anch'io a destra…) e attacca Grillo a man salva. E poi si mette a grilleggiare a base di "vaffa"? Allora mi è venuto in mente che c'era un aggettivo nel suo commento che tradiva la propensione alla rissa. "Vomitevole" rivolto a una persona che stimo e di cui condivido molte idee, per cui mi sono sentito automaticamente "vomitevole"… Ma lei che ci fa a discutere con i vomitevoli? O tra poco mi tocca un "vaffa"? Lei chi è: dottor Jekill e Mr. Hyde, e frequenta intensamente le mie pagine nella veste del dr. Jekill per farsi conoscere? Oppure è una persona con le idee confuse? Se è un furbacchione, la prego di cambiar aria, a me gli "sfanculatori" che si mettono occasionalmente il doppiopetto per farsi propaganda non piacciono. Se invece ha le idee confuse e non sa che pesci pigliare si conceda una pausa di riflessione per chiarirsi le idee e adottare uno stile degno di questo nome.

Alessandro Pecoraro ha detto...

Gentilissimo professor Giorgio Israel, quanto da lei afffermato merita
Cominciamo dal vomitevole.
L’aggettivo non era certo rivolto all’autore della vignetta, ma alla vignetta stessa, la quale faceva della satira crudele su un magistrato tra i più impegnati nella lotta alla mafia. Provi a mettersi nei panni dei parenti del magistrato, i quali vivono una vita di inferno con uno dei loro perennemente blindato, poi aprono un giornale e vedono quella vignetta. Mi spiace ma quella vignetta è una cosa altamente vomitevole e lo sottoscrivo. Dato che lo conosce, quando lo incontra le chieda se si rendeva conto su chi stava facendo satira.
E poi mi scusi non è che lei ci va sul leggero quando definisce stomachevole un premio Nobel, abbia pazienza.
Ho fatto una piccola carrellata dei miei post facebook.
A parte quella di Alemanno che non è mia, ma una foto dove sono stato taggato (e quindi riportata sulla mia bacheca adesso rimossa), non ci ho visto contenuti radicali, a parte quella sul sindaco di Treviso, che la rivendico a buon diritto, non so se conosce il personaggio. Io conosco la Lega da vicino, l’ho vista governare e ci scriverei anche di peggio. Radicale? Forse. Lei guardi dei bambini a cui è vietato mangiare in mensa oppure quando tolgono i vigili urbani durante la festa dei 150 anni dell’Unità d’Italia per far finire la banda musicale in mezzo al traffico e poi ce la raccontiamo...
Io non ci vedo nessun Double Face nel mio comportamento, tanto è vero che sia nella sua pagina che poco tempo fa ne suo blog, mi ha ripreso per i miei toni, dicendomi pure di prendermi una camomilla. Mi dia pure del radicale ma non dell’ipocrita.
Il fatto di votare a destra per reazione l’ho detto in riferimento alla sinistra romana, fossi di Roma avrei potuto votare una come la Polverini nel 2010 (non dopo quello che è successo in regione), di sicuro non Alemanno.
Anche io all’inizio avevo molte riserve su di lei, come fa uno, mi chiedevo, a scrivere di storia, di filosofia, di matematica e poi su internet vederlo in fotografia con Giuliano Ferrara? Una delle persona più volgari e cafone del giornalismo italiano, polemista di mestiere, urlatore da talk show ( ma l’ha visto l’altra sera da Mentana?), che va in giro a dire che l’onestà per un politico è un optional e dirige un giornale che predica il liberismo ma vive di finanziamenti pubblici.
Poi ho riflettuto, ho subito pensato proprio alla sinistra romana, a quello che ha subito la comunità ebraica di Roma da parte del PCI durante la guerra in libano, alla tomba portata in corteo alla sinagoga, alla bomba (non era colpa della sinistra ma il clima da loro instaurato non ha aiutato).
Giuliano Ferrara, anche se secondo me in modo politicamente opportunistico ma questa è un’opinione, è stato uno dei pochi a sinistra che all’epoca ha preso le distanze da quelle schifezze.
Così ho capito, almeno io l’ho letta così, che a volte bisogna turarsi il naso e scrivere anche su giornali tipo quelli diretti da Ferrara per riuscire a far veicolare certi tipi di messaggi che altrimenti non verrebbero letti da nessuno e nessuno o quasi vuole divulgare.
Forse quello che penso su di lei è completamente sbagliato ma io uno sforzo per andare oltre l’apparenza l’ho fatto, non mi sono soffermato a vedere una bacheca facebook per giudicare una persona.
Buona serata.

Giorgio Israel ha detto...

Caro Pecoraro, in effetti lei non ha capito nulla di me, ma certamente questo non è un obbligo e tantomeno un torto. In vita mia ho commesso molti errori ma non mi sono mai turato il naso. Sono stato per un ventennio (dai 17 ai 37 anni) comunista e non "rinnego" nulla, anche se ovviamente considero molto di quel che ho fatto un errore. Ma ho agito in buona fede e alcune cose le rifarei, quantomeno non ho mai aderito a posizioni di tipo stalinista. Ho incontrato tantissima gente in buona fede e onesta come me, ma la cosa peggiore era il sentimento di essere i "migliori", coloro che avevano la missione di redimere la società. È quel che ancor oggi rende "antipatica” la sinistra, come ha bene descritto Luca Ricolfi. Perciò rigetto i giudizi sommari, questo l'ho appreso, e quando critica in modo duro è proprio quando mi trovo di fronte ai fanatici, settari e violenti. E persino in questi casi argomento il giudizio, persino di fronte a persone come Odifreddi, che potevo tranquillamente limitarmi a querelare. Non so a quel Nobel si riferisca, ma di certo Nobel non vuol dir molto visto che l'hanno dato persino a Dario Fo che, persino lui, non ricordo di aver definito "stomachevole". Pertanto non posso accettare la scarica di ingiurie su Giuliano Ferrara che ha certamente i suoi difetti, come tanti (per cui magari lei ha indulgenza) ma che è una persona intelligente e che dirige un giornale intelligente e persino imitato all'estero (e che ha finanziamenti pubblici come qualsiasi altro giornale). Mi dispiace, ma non mi sono affatto turato il naso scrivendo sul Foglio e non l'ho certo fatto soltanto per la "questione ebraica". Ho avuto l'opportunità di scrivere sul Foglio tra le cose in cui più ho creduto e credo (tanto è vero che metà del mio libro "Liberarsi dei demoni" è costituito di articoli scritti sul Foglio), e considero la battaglia fatta sulla legge 40 una delle cose più interessanti e giuste cui mi è capitato di partecipare. Quando ho avuto opinioni diverse da quelle del direttore ho potuto esprimerle liberamente. Continua a essere uno dei pochissimi luoghi in cui si può scrivere contro il tecnoscientismo. Invece, non vi è interesse per l'istruzione e difatti su questo tema trovo ospitalità sul Messaggero, Il Mattino o il Sussidiario. Già perché ho anche buoni rapporti con quest'ultimo ambiente, che stimo, sebbene non sia cattolico e tantomeno - com'è ovvio - ciellino. Insomma, l'enorme vantaggio che ho acquisito dal periodo comunista è di pensare liberamente, trovandomi ora d'accordo con persone di centro sinistra, ora di centrodestra, il che è inevitabile in certi casi, come quello dell'istruzione, in cui le posizioni sono collocate in modo trasversale. Se non potessi scrivere sulla stampa più quel che penso, mi limiterei senza drammi a farlo sul blog, o anche a star zitto. Turarsi il naso è cosa che non mi appartiene più. Ho collaborato con Fioroni e la Gelmini, e sono stato invitato da Berlinguer ai suoi convegni, ma l'unica colpa che mi si è fatta è quella della collaborazione col ministero Gelmini, e questo perché non sono più un "compagno": ai "compagni" che lo hanno fatto è stato perdonato. Che faziosità!… Perciò l'unico assoluto punto fermo è: basta con l'estremismo. A me la foto di Che Guevara non esalta, bensì fa venire i brividi. Comunque, ora la discussione è chiusa davvero.