lunedì 28 aprile 2014

ATTUALITA' DELL'INTERVENTO APPENA FATTO SUL LICEO CLASSICO (E DEI PRECEDENTI)

La stampa informa che il MIUR ha autorizzato altri cinque licei (tre statali e due paritari) a “sperimentare” il percorso di studi di di 4 anni anziché 5.  Come ha scritto il Messaggero, «il MIUR continua la sua opera di avvicinamento alla riduzione di un anno della scuola superiore».
Così si fanno le riforme in questo paese, come ho scritto nell'articolo: si lanciano “ballon d'essai”, si lascia che i fessi si sfoghino a protestare e a dibattere, ignorandoli con occhio sornione, poi si torna alla carica per indottrinare – indottrinare, non discutere. Infine, si fa un altro passo avanti di fatto, e poi un altro, e un altro ancora. Fino a che ci si trova di fronte a una realtà cambiata in modo irreversibile e tutta la discussione è stata una logomachia riservata ai fessi. Quali siamo. Ci vorrebbe una vigorosa protesta di massa. Ma ormai tutti sono esausti…

17 commenti:

♥ღStrampamollyღ♥ ha detto...

In questi anni di smantellamento della scuola pubblica il MIUR ha messo in atto un'efficace strategia di divide et impera.
Gli insegnanti sono divisi su tutti i fronti e soprattutto disinformati.
Parafrasando Morrison tutto i frantumi e (il MIUR) danza

Unknown ha detto...

Un taglio di un anno:

- studenti più ignoranti
- sempre meno corpo docente.

Mi sembra che riescano a cogliere due piccioni con una fava.
Oltretutto l'università attuale non è assolutamente in grado di colmare eventuali lacune della scuola superiore.
Ma qualcuno, a parte Lei, protesta?
Si rendono conto o la televisione ha stordito tutti?

♥ღStrampamollyღ♥ ha detto...

Chiedo scusa per il doppio intervento ma l'unica forma di protesta realmente incisiva sarebbe il blocco totale dell'attività scolastica, una protesta che crei disagi effettivi, e facciano audience sui media, perché gli "scioperelli del venerdì" a Viale Trastevere non se li fila nessuno.
Sto pensando a qualcosa tipo Chicago 2014, ma siamo in Italia...

F.P.Barbieri ha detto...

Tutto giusto, professore, salvo che non e' solo l'Italia. La stessa strategia di ballons d'essai e indottrinazione travestita da discussione ha portato a tutte le malefiche "riforme" thatcheriane e post-thatcheriane degli ultimi trent'anni in Gran Bretagna. E da quel che vedo e' ugualmente popolare nelle classi dirigenti francesi, americane e via discorrendo.

Giorgio Israel ha detto...

Ha perfettamente ragione

Unknown ha detto...

Sì: hanno prodotto sistemi scolastici orribili, con un circuito di serie A (per chi può, sempre gli stessi) e uno di serie B per tutti i poveri mortali che ormai non li votano più ma subiscono le loro decisioni.
Vedo in giro molto malumore, ma poca visibilità del medesimo.

Unknown ha detto...

Mi scuso per l'eccesso di interventi, ma ho una curiosità. Possibile che nessuno mai al Ministero remi contro? Sono tutti allineati al pensiero unico?

Giorgio Israel ha detto...

Il Miur è un Minculpop contro cui anche il ministro deve remare contro. Se poi neanche lui rema contro... (e per quieto vivere, o per non compromettersi la carriera politica nessun ministro da tempo immemorabilei ha mai remato contro...)

Grazia Dei ha detto...

Senza ironia, vien voglia di dire: che depressione!
Ma cerchiamo di far tesoro delle parole di papa Francesco, non facciamoci rubare la speranza. Anche se sempre più sfiatati, proviamo a reagire: abbiamo ancora delle elezioni davanti, cerchiamo di dare un segnale drasticamente antigovernativo e antieuropeista.
Non soltanto per il merito, ma per il metodo, sempre meno democratico con cui ci stanno governando.

Pat Z ha detto...

E' veramente una cosa demoralizzante, e ha ragione lei nel dire che tutti sono esausti. Io a questo punto spero soltanto di fare in tempo a far diplomare i miei figli in cinque anni. Per quanto riguarda il resto, credo che, se vanno avanti per questa strada, ridurrò alla sopravvivenza minima il mio impegno di docente, senza rischiare l'ulcera o qualcosa di peggio per il dispiacere e la rabbia. Sarò fisicamente presente a scuola con un impegno ridotto all'osso per portare a casa lo stipendio (peraltro il mio stipendio, sempre più misero, è diminuito di circa 80 euro dall'arrivo di Monti a oggi, strana coincidenza... Inoltre non abbiamo adeguamenti al costo della vita dal 2006, e col nuovo Def non ne avremo fino al 2020!). Non mi darò più tanto da fare come oggi, non vale proprio la pena. Si tratta di resistere fino alla pensione, e magari nel frattempo cercare qualche alternativa. Pace all'anima nostra.

Unknown ha detto...

Stiamo vivendo una fase di involuzione democratica (un numero ristretto di persone prende decisioni per decine di milioni di individui) e socialdemocratica (lo stato taglia un anno di scuola erogato gratuitamente a tutti). Non bisogna però stancarsi di demistificare il potere.

Fabio Runello ha detto...

Davvero, al peggio non c'è fine..
Da tempo ormai i "furbetti" trattano gli insegnanti in questo modo. Le decisioni vengono calate dall'alto senza concertazione con i sindacati, complice il fatto che il contratto è scaduto da 5 anni. E se andiamo a guardare, lo stesso succede nelle nostre piccole scuole. Dirigenti e staff, arrivano ai collegi (bolge di 150 persone, metà delle quali non si conoscono) che i giochi sono già fatti: vedi registro elettronico, curriculum verticali per competenze ecc ecc.
Ma la cosa più sconfortante è vedere le facce dei docenti: deluse, rassegnate, senza più la forza di reagire. Credo ancora che soltanto la politica possa invertire questo percorso che sta portando allo sfascio la nostra scuola.. Quindi pensiamoci bene quando andremo a votare alle prossime elezioni.

Unknown ha detto...

E chi votiamo?

Fabio Runello ha detto...

Bella domanda !
Premesso che non possa essere questa la sede di propaganda elettorale e che ciascuno è libero di votare chi gli pare, io so per certo che non voterò chi, a mio parere è responsabile dell'attuale stato di cose. Quindi chi ha governato fino ad'ora, ma anche chi si propone come nuovo, ma che nuovo non è.. E mi riferisco per esempio all'intervento del prof Ichino a otto e mezzo qualche giorno fa, in cui si ribadisce la volontà di valutare scuole ed insegnanti attraverso le prove Invalsi.. L'attuale primo ministro ha fatto la sua prima uscita proprio nella mia scuola. Facile propaganda quella di andare in una media di primo grado, ma si è guardato bene dal visitare istituti superiori, in cui probabilmente non gli avrebbero parlato solo di lim o edilizia scolastica.. Detto questo, ribadisco il concetto che l'unica speranza è la politica e i tanti insegnanti che tutti i giorni combattono la loro personale guerra contro il pensiero unico, strumento di controllo tecnico-pedagogico.

Giorgio Israel ha detto...

Totalmente d'accordo e quanto a Ichino basta ascoltare il dibattito al Mamiani che capire che furbacchione sia

paolo casuscelli ha detto...

Se Ichino fosse in malafede, allora non ci sarebbe niente da fare. Ma se fosse in buonafede e il suo entusiasmo per l'Invalsi fosse determinato dal non sapere esattamente quale sia il suo funzionamento e quali tutte le incongruenze del suo sistema, forse sarebbe opportuno fare un bell'incartamento di tutto il dibattito sull'Invalsi che in questi anni si è sviluppato nel Suo blog (o magari una sintesi) e spedirglielo. Chi sa se possa essere un freno a questa barbarie!

Giorgio Israel ha detto...

Lui lo sa benissimo, perché gli è stato detto in tutte le salse, anche dal sottoscritto de visu in due occasioni. Ma ora ha trovato una bella idea: difendere la totale privatizzazione delle scuole: «Ognuno faccia come gli pare, così vi liberate di questa cosa dell'Invalsi che vi perturba tanto». Ed è andato a cercarsi alleati tra i cattolici che hanno dato retta al canto della sirena. Poi però va a Otto e mezzo a dire che bisogna valutare scuole e docenti con l'Invalsi. Ma ci faccia il piacere, tanto per citare il principe de Curtis...