mercoledì 9 aprile 2014

VUOI FARE IL MEDICO? PARLAMI DI CHOMSKY

Se si facesse un sondaggio entro un campione qualsivoglia di persone sulla figura del medico ideale si raggiungerebbe facilmente l’unanimità. Chi non vorrebbe che un buon medico sia innanzitutto appassionato alla sua disciplina e dedito ad approfondirne continuamente i molteplici aspetti? Chi non pensa che un buon medico debba essere soprattutto una persona riflessiva, che ascolta e medita, e compone insieme con prudenza i tanti aspetti delicati che intervengono nella formulazione di una buona diagnosi e di una terapia efficace? Chi potrebbe non desiderare che il proprio medico sia una persona colta e consapevole di operare nell’ambito forse più complesso che esista, in cui intervengono disparate forme di conoscenza scientifica, capacità pratiche e psicologiche e doti umane? La medicina non è semplicemente una scienza – diceva un grande medico – è molto di più: è una sintesi di scienza, tecnica e arte. Per questo, la selezione dei futuri medici è un atto di responsabilità enorme, visto che riguarda un settore strategico nella vita della comunità nazionale.
La verifica dell’esistenza delle doti necessarie a esercitare una professione tanto difficile e tanto importante, è un’operazione delicata che non può che essere fatta sul terreno specifico. Per questo, e giustamente, in Francia non esiste un numero chiuso per l’accesso alle facoltà di medicina, bensì un concorso a numero chiuso durante il primo anno di corso, diviso in due parti, alla fine del primo e del secondo semestre. E, manco a dirlo, verte sulle materie studiate: biologia, embriologia, istologia, anatomia, farmacologia, chimica, incluse discipline umane e sociali. Lo si può ripetere due volte e, alla fine soltanto il 15-20% degli studenti lo supera.
Da noi, invece, si procede con un test selettivo di accesso, addirittura molto prima del conseguimento della maturità: ormai in Italia trionfa la selezione ex-ante e mai ex-post. Ovviamente, la selezione ex-ante non può vertere sulle materie che saranno studiate, e quindi deve ridursi a “misurare” le generiche “abilità” del soggetto in ambito logico, aritmetico, nozionistico, ecc. Inevitabilmente ne viene fuori l’ennesima pagliacciata, per quanto grandi siano gli sforzi delle persone che si prestano ad arzigogolare le domande dei quiz. Ancora si conoscono soltanto spezzoni delle domande di questa tornata, ma il poco che emerge fa cascare le braccia. A quanto pare si è deciso che un prerequisito per essere un buon medico sia di essere un conoscitore delle opere di Hobsbawm e di Chomsky: ogni preferenza è lecita, difatti conosco eccellenti medici che li ignorano con buone motivazioni e sarebbero bocciati perché invece di Hobsbawm leggono François Furet. Sembra che un altro prerequisito sia di conoscere la normativa per cambiare un articolo della costituzione. All’inizio abbiamo tentato di elencare le qualità di un buon medico: non penso che tra queste rientri la capacità di calcolare quanti km percorre una signora che prima corre per n minuti e poi cammina per altri m ripetendo questo ciclo per un certo numero di volte; né la capacità di calcolare il numero di caramelle vinte in un gioco a carte di bambini. Poi c’è il solito contorno di domande di logica che, inevitabilmente, si riducono a quesiti di carattere formale più facilmente risolvibili da un patito di rompicapo e di sudoku, il quale può rivelarsi un perfetto incapace o peggio, di fronte ai ragionamenti complessi richiesti in un processo diagnostico. Difatti, quel che non si vuol capire è che nella maggior parte delle professioni difficili non è la velocità il requisito più importante – l’unica cosa che riescono a misurare i test – ma la capacità di mettere in opera in modo competente e meditato una profonda conoscenza delle questioni in gioco.
Mentre arrivano le notizie dei test di medicina, veniamo investiti dall’annuncio della solita ricerca sull’importanza della valutazione, accompagnato dal solito appello a «superare le sterili contrapposizioni tra sostenitori e detrattori dell’uso dei test», superamento che –  manco a dirlo – consiste nell’accettare la modalità dei test. D’altra parte, arriva la notizia che il solito funzionario ministeriale ha annunciato (in nome dell’autorità che promana dal suo ruolo di burocrate) che l’introduzione per legge del Clil (Content and language integrated learning) in tutti i licei e gli istituti tecnici, ovvero l’insegnamento di una materia tutto in lingua straniera, servirà a trasformare la scuola in un luogo in cui «non s’insegnano più materie ma abilità».
Insomma, volenti o nolenti, per via buro-tecnocratica, si sta imponendo la distruzione delle competenze disciplinari a favore di generiche “abilità”. Il buon senso fa desiderare un medico competente nelle discipline che intervengono nella sua professione. Al bando il buon senso: la società va messa in mano ai “genericamente abili”. Così, da queste mediocri vicende emerge l’unica vera drammatica questione nazionale: l’assoluta incapacità di affrontare in modo sensato la questione del merito. Tutti i giorni, fino alla nausea, veniamo investiti dalla parola d’ordine “largo al merito” e dagli slogan sulla “meritocrazia”. Ma la tragedia è che si è smarrito il senso autentico di queste parole. Non ci si rende più conto del fatto elementare che merito significa competenza, e competenza significa conoscenze specifiche, di contenuto, disciplinari – beninteso, continuamente vivificate da un’attività sul campo, lo sappiamo, ci si faccia grazia di dover ripetere questa giaculatoria. Competenza significa cultura – altra parola abusata di cui stiamo perdendo il senso. Non significa generica capacità di trafficare tra le nozioni più disparate e di cavarsela zigzagando in velocità tra i trabocchetti fabbricati nei lugubri corridoi dei burocrati e degli “esperti”.


(Il Mattino, 8 aprile 2014)

13 commenti:

HaDaR ha detto...

Come fatto notare da Giorgio Israel, è perlomeno discutibile la scelta di mettere in un test per la Scuola di Medicina una domanda su Chomsky e una su Hobsbawm (scritto addirittura sbagliato nel test con una “n” finale).

Io sono meno “carino” di Giorgio Israel e direi che è decisamente inappropriato: non solo dal punto di vista della formazione di un medico, ma anche rispetto alla pretesa che si tratti di domande di cultura generale e non di verifica dell’avvenuto indottrinamento
Infatti, la scelta di due intellettuali marxisti, estremisti e in odor di antisemitismo, come Chomsky e Hobsbawm - poco importa l’essere o no ebreo per poter essere o no antisemita - poteva essere fatta SOLO da un marxista… Un marxista dell’egemonia intellettuale, di quelli che potrebbero aver scritto le “bibbie" che usavano alle scuole di partito delle Frattocchie o di quelli che le hanno imparate molto bene… Senza contare che, chi non sa neppure cose di base come la differenza tra potere esecutivo e potere legislativo, come l’ignorante che ha ideato la domanda su Chomsky scrivendo fra le risposte “ha ricoperto la carica di senatore nel governo degli Stati Uniti” [síc!], o è veramente il tipico comunista, bolscevico, che non riconosce la separazione ai due poteri perché tutto DE FACTO (e spesso anche de jure) è nelle mani del partito, o è veramente troppo ignorante per poter scrivere tests per altri… I senatori negli USA sono parte del potere LEGISLATIVO, non del governo, cioè NON del potere ESECUTIVO, sono ELETTI, non nominati (quindi non è una carica, al massimo un titolo)…

Probabilmente, chi ha ideato codesti test sa raccontarti la Storia della III Internazionale e ogni posto occupato da Togliatti nel Comintern, ma di certo non sa nulla della Storia degli USA che non sia entrata nella propaganda comunista.

סרג'ו הדר טזה
Sergio HaDaR Tezza

HaDaR ha detto...
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paolo casuscelli ha detto...

Se un ragazzo, a diciotto anni, non sa chi è Chomsky, come può pretendere di diventare medico? Ma che vada a fare l'esperto di test!

Unknown ha detto...

E che dire della domanda di qualche anno fa su chi aveva vinto il festival di Sanremo? Sembrerebbe più preoccupante sapere la risposta che non saperla.

Pat Z ha detto...

Tanto per spiegare a chi non ne ha effettiva conoscenza come sono questi test, trascrivo alcune delle domande riportate su un fascicolo distribuito agli studenti da parte dell'agenzia che va per la maggiore attualmente, con simulazioni su cui prepararsi:

1) Si inserisca la parola mancante tra parentesi, rispettando la logica della prima riga:
Cambio (cameo) trote
Manto (...) mani
a. manna
b. mania
c. anni
d. amato
e. manie

2) Individuare la coppia di termini che completa la proporzione.
Azionista : lavoratore dipendente = X : Y
a. X = comunismo; Y = capitalismo
b. X = tasse; Y = contributi
c. X = dividendo; Y = stipendio
d. X = paghe; Y = contributi
e. X = ricavi; Y = perdite

3) Quale delle seguenti frasi non contiene errori di grammatica?
a. E' meglio agire con prudenza e ponderazione e riflettere molto, per non pregiudicare all'interesse di nessuno.
b. Mario è una persona molto gentile, ma è difficile non contrariarla se si parla di politica.
c. Il direttore convocò i due impiegati nel suo ufficio e gli disse che era molto contento del lavoro che avevano fatto.
d. La maggior parte delle persone che lavorano a Milano vivono in periferia.
e. Per quanto informata dell'arrivo dell'Ambasciatore, Maria non ha potuto riservargli una camera all'hotel Marriot.

4) Quale dei seguenti gruppi di termini è eterogeneo rispetto agli altri?
a. Perpetuo - incessante - assoluto - relativo.
b. Presunto - inesistente - indistinguibile - netto.
c. Manifesto - indubitabile - chiaro - irrefutabile.
d. Diverso - differente - opposto - simile.
e. Improvvido - inconsiderato - tardo - tempestivo.

5) "Se il rosso è spento l'azzurro è acceso. Se il rosa è acceso il verde brilla. Inoltre o il rosso è spento o il rosa è acceso". In base alle precedenti affermazioni è sicuramente vero che:
a. Il verde brilla.
b. L'azzurro e il rosa sono accesi.
c. L'azzurro è acceso o il verde brilla.
d. L'azzurro è acceso e il verde brilla.
e. L'azzurro è acceso.

6) Bruno è più anziano di Benedetta ma più giovane di Mario Alberto, il quale a sua volta è più anziano di Ugo ma più giovane di Giorgio. Se le precedenti affermazioni sono vere, quale delle seguenti è necessariamente vera?
a. Ugo è più anziano di Benedetta.
b. Giorgio è più anziano di Bruno.
c. Bruno è più anziano di Ugo.
d. Benedetta è più anziana di Ugo.
e. Benedetta e Mario Alberto festeggiano il compleanno nello stesso giorno.

(segue)

Pat Z ha detto...

(segue)

7) A una festa partecipano 8 studenti, i quali complessivamente possiedono 17 cellulari. Determinare quale delle seguenti affermazioni è sicuramente vera.
a. C'è un unico ragazzo che possiede almeno 3 cellulari.
b. Almeno un ragazzo possiede esattamente 3 cellulari.
c. Almeno un ragazzo possiede almeno 3 cellulari.
d. C'è un unico ragazzo che possiede esattamente 3 cellulari.
e. Nessun ragazzo possiede più di 3 cellulari.

8) Quale delle seguenti opere non è di Chagall?
a. La sposa dai due volti.
b. Nudo sotto il tavolo.
c. Donne di Algeri.
d. L'acrobata.
e. Il villaggio russo dalla luna.

9) Tutti i seguenti sono operatori economici, meno uno. Quale?
a. La Pubblica amministrazione.
b. I brevetti.
c. Le famiglie.
d. Gli enti di assistenza.
e. I partiti politici

10) Quale tra i seguenti può essere considerato un sinonimo del termine "marcantonio"?
a. Colosso.
b. Imperatore.
c. Lottatore.
d. Condottiero.
e. Romano (giuro che non l'ho inventata)

11) Qual è la lingua ufficiale di Capo Verde?
a. Spagnolo.
b. Olandese.
c. Francese.
d. Inglese
e. Portoghese.

12) In quale romanzo italiano è importante un albero di nespole?
a. Il fu mattia Pascal di Luigi Pirandello.
b. Se questo è un uomo di Primo Levi.
c. I Malavoglia di Giovanni Verga.
d. La storia di Elsa Morante.
e. Il taglio del bosco di Carlo Cassola.

Ora, io vorrei sapere, è per questo che da settembre scorso la mia III liceo classico non apre un libro di greco e latino? E ancora, visto che in molte facoltà chi sbaglia questi test viene indirizzato verso "obblighi formativi aggiuntivi", quali sarebbero gli obblighi formativi aggiuntivi per chi non risponde a siffatte domande? Un corso di briscola per principianti?

Pat Z ha detto...

Per parlare invece di cose serie, le posto alcuni illuminanti passaggi dalla "Metafisica" di Aristotele che traducevo giusto sabato scorso in classe (per chi avrà la pazienza di leggerli, cosa sempre più rara ovunque, oggi):
"Noi riteniamo che il sapere e l'intendere siano propri più all'arte che all'esperienza, e giudichiamo coloro che posseggono l'arte più sapienti di coloro che posseggono la sola esperienza, in quanto siamo convinti che la sapienza, in ciascuno degli uomini, corrisponda al loro grado di conoscere. E questo perché i primi sanno la causa, mentre gli altri non la sanno. Gli empirici sanno il puro dato di fatto, ma non il perché di esso; invece gli altri conoscono il perché e la causa.
Perciò noi riteniamo che coloro che hanno la direzione nelle singole arti siano più degni di onore e posseggano maggiore conoscenza e siano più sapienti dei manovali, in quanto conoscono le cause delle cose che vengon fatte; invece i manovali agiscono, ma senza sapere ciò che fanno, così come agiscono alcuni degli essere inanimati, per esempio, così come il fuoco brucia: ciascuno di questi esseri inanimati agisce per un certo impulso naturale, mentre i manovali agiscono per abitudine. Perciò consideriamo i primi come più sapienti, non perché capaci di fare, ma perché in possesso di un sapere concettuale e perché conoscono le cause. (...)
E' logico, dunque, che chi per primo scoprì una qualunque arte, superando le comuni conoscenze sensibili, sia stato oggetto di ammirazione da parte degli uomini, proprio in quanto sapiente e superiore agli altri, e non solo per l'utilità di qualcuna delle sue scoperte. E' anche logico che, essendo state scoperte numerose arti, le une dirette alle necessità della vita e le altre al benessere, si siano sempre giudicati più sapienti gli scopritori di queste che non gli scopritori di quelle, per la ragione che le loro conoscenze non erano rivolte all'utile. Di qui, quando già si erano costituite tutte le arti di questo tipo, si passò alla scoperta di quelle scienze che non sono dirette né al piacere né alle necessità della vita. (...)
Si è detto nell'Etica quale sia la differenza fra l'arte e la scienza e le altre discipline dello stesso genere. E lo scopo per cui noi ora facciamo questo ragionamento è di mostrare che col nome di sapienza tutti intendono la ricerca delle cause prime e dei principi. Ed è per questo che, come si è detto sopra, chi ha esperienza è ritenuto più sapiente di chi possiede soltanto una qualunque conoscenza sensibile: chi ha l'arte più di chi ha esperienza, chi dirige più del manovale e le scienze teoretiche più delle pratiche".
Arst. Metafisica,981 a 25 - b 32 passim (trad. G. Reale).

HaDaR ha detto...

Da quel che vedo, si tratta di quello che negli USA è piú o meno un G.E.D. , l'equivalente di un livello di diploma di High School generico... http://www.gedtestingservice.com/educators/the-2002-series-ged-test o al massimo un G.R.E., sempre alquanto generico, necessario per i corsi post laurea negli USA.
Uno scherzo se paragonato ai test necessari per entrare in Pre-Med, dove queste cose si danno per scontate e si esaminano le conoscenze a livello scientifico, nel MCAT https://www.aamc.org/students/applying/mcat/

Pat Z ha detto...

Un momento, quelle che ho pubblicato non erano le domande del test di medicina di quest'anno, che contenevano molti quesiti scientifici e possono essere reperite sul sito del Miur, qui: http://accessoprogrammato.miur.it/compiti/CompitoMedicina2014.pdf

Quelle che ho pubblicato erano alcune domande-tipo per l'accesso a varie facoltà universitarie, anche umanistiche, tratte da simulazioni ufficiali, da cui emerge chiaramente, mi sembra, la completa assurdità di un METODO di selezione (era questo che volevo sottolineare) fondato su simili presupposti e non su una seria e ponderata verifica delle conoscenze. Se facessero i test di selezione per Medicina come fanno le selezioni d'ingresso alla Normale di Pisa non ci troverei niente di sbagliato, ad esempio, perché quello sì che è un modo corretto di verificare la preparazione di un candidato. Naturalmente mutatis mutandis, perché è chiaro che il livello richiesto per frequentare decorosamente una qualsiasi università, non dev'essere necessariamente corrispondente agli elevati standard della Normale.

Pat Z ha detto...

Anzi, ne approfitto per lanciare un'idea: perché il Ministero dell'istruzione non chiede lumi a coloro che predispongono le prove d'ammissione alla Classe di Scienze della Normale per capire come si fa una selezione come si deve? Per carità, a livelli molto più bassi ed edulcorati dei loro, visto che in fondo a Medicina deve entrare un candidato su sei, ma quel che conta è il metodo con cui si verificano le conoscenze. Si parla tanto di valorizzare le eccellenze: ebbene, la Normale è certamente un'eccellenza, e per di più italiana, senza andare a scomodare tutti gli acronimi che ora vanno tanto di moda in Europa e in Usa, e che in molti casi nascondono un vuoto desolante (basta vedere il livello dei loro studenti). E sono sicura che gli esperti di quella prestigiosa istituzione saprebbero preparare delle prove d'ammissione fenomenali, su cui nessuno avrebbe niente da ridire. Sarà forse perché lì le selezioni le fanno direttamente i professori delle discipline specifiche, secondo scienza e coscienza, e non degli psicologi prêt-à-porter esperti di tutto e di niente, che lavorano per agenzie misteriose individuate non si sa come? Comunque, senza scomodare la Normale, mi si perdoni l'immodesta difesa della categoria, direi che dei quesiti più che decorosi - e sicuramente meglio di questi - potrebbero prepararli benissimo dei semplici professori di liceo come me, ognuno secondo la sua competenza disciplinare. Tra l'altro, a differenza di quanto spesso accade in molte università, nelle scuole superiori la didattica riveste un ruolo centrale e la valutazione viene curata personalmente - occupando buona parte del loro impegno professionale - dai docenti stessi.

Unknown ha detto...

Decenza minima: i test si fanno dopo la maturità. Come è stato possibile che alcune facoltà abbiano agito senza rispettare i calendari scolastici? Non vi sembra la fine dello Stato nazionale? Il ministero che ci sta a fare?
Lungimiranza: gli ammessi devono essere un po' più del numero programmato, altrimenti fra dieci anni dovremo importare medici da altri paesi, penalizzando i nostri giovani.
Aderenza agli obiettivi: non sarebbe opportuno qualche test di natura psicologica? Qualche test sulla conoscenza dell'italiano scritto?

Pat Z ha detto...

Ha ragione, farli dopo la maturità è una cosa assolutamente primaria: come si può chiedere a dei liceali di tralasciare completamente lo studio dell'ultimo anno per preparare l'ammissione a Medicina? È vergognoso! E poi per studiare questa robaccia insulsa. Non sono alcune facoltà, è la prova NAZIONALE di Medicina a essere stata fissata ad aprile. Il che vuol dire che il Ministero dell'Istruzione (sic!) non si è affatto preoccupato di rispettare i calendari scolastici! D'accordissimo per la prova d'italiano, ma per quella basta far fare ai candidati un temino semplice semplice di due paginette, anche del tipo: "Il mio compagno di banco". E poi ghigliottinare chi sbaglia un apostrofo. Metaforicamente, s'intende... Scommetto che la selezione sarebbe draconiana.

Simone ha detto...

Gent.mo prof. Israel,
si tenga forte, ho infatti appena scoperto che fra i quesiti del test di accesso per medicina c'era il seguente:

"Un ispettore ministeriale ha visitato una scuola primaria. Secondo l’ispettore, per massimizzare l’efficienza della scuola, gli insegnanti dovrebbero essere consapevoli delle loro capacità di insegnamento e di quelle dei propri colleghi.
Nella scuola lavorano 20 insegnanti. Ad ogni docente è stato chiesto di classificare le proprie capacità di insegnamento, paragonandole a quelle dei colleghi, e di elencare quindi in ordine di bravura tutti i docenti della scuola, compresi se stessi, in una classifica discendente con posizioni da 1 a 20. Tutti gli insegnanti della scuola hanno inserito il proprio nome in una delle prime 10 posizioni in classifica.
Quale delle seguenti affermazioni è totalmente sostenuta dal brano precedente?
A) Non tutti gli insegnanti sono stati in grado di valutare le proprie capacità di insegnamento in maniera accurata
B) Nella scuola lavorano insegnanti le cui abilità sono al di sopra della media nazionale
C) Non si è riusciti a stilare una classifica delle capacità di insegnamento dei docenti nella scuola
D) Non dovrebbe essere permesso agli insegnanti di valutare le proprie capacità di insegnamento
E) La metà degli insegnanti ha saputo valutare i colleghi in maniera accurata “

A parte l'opinabilità della risposta ritenuta corretta (che suppongo sia la A), ci sarebbe molto da dire sullo stratagemma infame adottato da questi cialtroni per veicolare la loro strampalata idea di valutazione dei docenti.
Se un ispettore ministeriale mi dovesse chiedere di stilare una classifica del corpo docente della mia scuola, lo manderei a quel paese con coscienza serena.
Che si tratti solo di una finzione letteraria utilizzata come pretesto per farci un quesito per un test di medicina? Penso proprio che la risposta sia NO.