martedì 15 gennaio 2008

COME MAI IN SOLI DUECENTO?

Come mai un gruppo di 67 docenti che scrivono un documento da pezzenti capitanati da un "cattivo maestro" che scrive un documento ideologico pieno di assurdità, assieme a un centinaio di esagitati riescono a impedire al Papa di venire all'università? Come mai circa duecento persone riescono a far fare una figura di merda a un intero paese?
Volete una risposta?
La do raccontando un piccolo episodio.
A un collega - docente illustre, anziano e rispettato - ho detto che trovavo delirante che negli USA la Columbia University avesse invitato un delinquente patentato (negatore della Shoah, programmatore della distruzione di uno stato membro dell'ONU) come Ahmadinejad e in Italia l'università La Sapienza non riuscisse a invitare una persona rispettabile come Benedetto XVI. Sapete cosa ha risposto? Che Ahmadinejad non è pericoloso per gli Stati Uniti quanto lo è il Papa per l'Italia...
Questa è l'acqua demente in cui nuotano quei duecento fanatici.
Ed ecco perché viviamo in un clima così mefitico, che ha indotto (giustamente) il Papa a rinunciare.
Ha detto bene Cossiga: questa è la grande vittoria del grande popolo dell'Unione.
Ma forse è una gran vittoria di Pirro.

32 commenti:

EtichettaItalia.it ha detto...

gent.mo professiìore....spero che non le diaspiaccia se ho postato in un commento il suo articolo all'interno del mio blog....nel quale sto purtroppo sperimentando la tristezza di una parte (molto intruppata....mi sembra) del mondo cosiddetto laico italiano....

http://passineldeserto.blogosfere.it/2008/01/annullata-la-visita-del-papa-alla-sapienza-la-sconfitta-del-dialogo.html

Alessandro ha detto...

Beh, egregio professore...

Se farsi prendere per i fondelli domattina dagli organi di stampa esteri (per via che non hanno abbastanza da scrivere a proposito della questione dei rifiuti campani...) è da considerarsi vittoria... ALLORA ALTRO CHE VITTORIA DI PIRRO!

Nessie ha detto...

Piove a Roma come piovve a Regensburg (regen=piovere) nel settembre 2006. Ma quel che mai mi sarei aspettata, è che i 67 minus habentes che scrivono e firmano un "documento da pezzenti" capitanati da un "cattivo maestro" (Asor Rosa?), cadessero nella stessa miopia, angustia mentale e feroce ottusità di quei fondamentalisti islamici che incendiarono il mondo dopo aver udito le affermazioni di Manuele II Paleologo, estrapolate dal Papa. Per chi non lo avesse ancora capito la jihad della parola, a quanto pare, non è solo una prerogativa maomettana.
Il Papa ha rinunciato, perché come ha detto la diplomazia della S.Sede (che lì per lì ho pure criticato per eccesso di prudenza) non può entrare nella Famiglia-Italia dove tra i componenti volano gli stracci. E non solo.

Kilgore Trout ha detto...

Professore non sono d'accordo sul suo parallelo con la vicenda Ahmadinejad-Columbia. Come ho scritto nel mio blog le contestazioni ci furono anche lì e furono ben più violente. Pero il presidente iraniano decise lo stesso di partecipare all'incontro!

Bobo ha detto...

Oggi mi vergogno, profondamente, di essere Italiano.E vogliamo dare lezioni di Libertà al mondo,con la moratoria sulla pena di morte, quando poi non riusciamo nemmeno a garantire la Libertà in un'università! Grazie professore per aver difeso la libertà di parola,e soprattutto la Ragione, ma quei 67 docenti si sono dimostrati indegni del loro ruolo!

gregorj ha detto...

professore, le cose sono andate così. Il rettore ha invitato il Papa a fare una lectio magistralis. Qualcuno ha detto che non era d'accordo. Allora il rettore ha detto che il Papa non avrebbe fatto una lectio magistralis. Altri hanno detto che non erano d'accordo che il papa intervenisse lo stesso. A quel punto, alcuni di questi altri hanno chiesto di poter manifestare liberamente il loro dissenso, come previsto dalla Costituzione. Il rettore glielo ha vietato. Loro hanno occupato la presidenza. A quel punto il rettore glielo ha concesso. Ma, sic stantibus rebus, c'era il rischio che il papa si prendesse qualche fischio, sia all'entrata dell'università che in aula magna. E allora il papa ha preferito soprassedere. Nessuno ha impedito nulla a nessuno. Se non è andata così, mi corregga e mi dica dove ho sbagliato nella ricostruzione.

BiGi ha detto...

Carissimo Professore, ho letto con vivo interesse la Sua opinione in merito all'argomento, e sono assolutamente solidale con Lei.
Il grottesco aneddoto da Lei riportato conferma come troppe persone che si fregiano dell'epiteto sociopolitico di "progressista" siano invece cariche di miopia ed intolleranza verso le posizioni che non corrispondono alle proprie.
La mia opinione è che l'anticlericalesimo (e più in generale l'avversione verso la religione) sia così diffuso in Italia perché tutte le religioni hanno come cardine un insieme di regole morali e comportamentali (sebbene tante volte interpretate in modo manicheo, e pertanto esasperate e snaturate), che sono decisamente indigeste a parecchia gente (in particolare alla parte sociopolitica che ho indicato in precedenza) da tempo avvezza a considerare solo i propri desideri ed i diritti come individuo e mai i propri doveri verso la collettività e la società.
E tutto ciò è parecchio deprimente.

Ferdinando ha detto...

Gent.mo Professore

Sono un ricercatore in Chimica e ritengo che con questo episodio si sia superato ogni limite.
Purtroppo questa fesseria della laicità della scienza si sta insinuando sempre di più nell'ambiente universitario e si trova sempre più frequentemente gente che riteneva fin dall'inizio sbagliato l'invito al Papa in nome della "laicità" (parola che ultimamente mi provocà conati di vomito) della scienza.
Ritengo che sia giunta l'ora di farci sentire e di mettere fine a questo stato cronico di demenza in cui è finito un certo ambiente universitario. Spero che circoli presto in rete una qualche in iziativa/petizione o dichiarazione da poter firmare e da recapitare ai 67 talebani che dovrebbero insegnare all'Università di kabul.

Cordiali saluti

Giorgio Israel ha detto...

Ad Alessandro dico che è ovvio che si tratta di un fatto drammatico, altro che una "vittoria". Ma voglio sperare - altrimenti non ci resta che emigrare - che si sia talmente esagerato da provocare una reazione forte e salutare. In questo senso "vittoria di Pirro"...
A Kilgore Trout dico che non si tratta di un parallelo. L'invito ad Ahmadinejad era molto discutibile - inutile dire perché - ed è stato contestato (anche se nient'affatto nelle forme che si sono verificate alla Sapienza). Eppure si è tenuto comunque e le contestazioni sono consistite in obiezioni civili a voce. Qui il Papa non riesce neppure a parlare.
La ricostruzione che propone Gregorj potrebbe essere stata proposta da Candide, il celebre personaggio di Voltaire. Dice che taluni hanno chiesto di esprimere liberamente il proprio dissenso... Già ma la costituzione non prevede che la manifestazione del dissenso giunga fino a impedire la libertà altrui. È una vecchia storia da parte dei "gruppettari": entrano in un'aula e srotolano uno striscione urlando e dicono che è libera espressione del dissenso e se li cacci dicono che è "repressione". Intanto hanno impedito a me di parlare. Quei signori avevano dichiarato di voler impedire il discorso del Papa producendo un fracasso amplificato tale che non si sentisse nulla in Aula Magna... Esiste anche la libertà di picchiare? E poi, poveretti, che hanno fatto ? Hanno occupato il rettorato. Atto quanto mai legale, anzi previsto dalla Costituzione... Ma che ci stiamo prendendo per i fondelli? "A quel punto il rettore lo ha concesso". Ed ha fatto malissimo, cioè ha premiato l'illegalità e la violenza, perché occupare l'aula del Senato Accademico e dire "o si fa così o non me ne vado" è VIOLENZA e ILLEGALITA'. Lei conosce la Sapienza? Sa cosa significa concedere lo spazio che va dalla fontana della Minerva a Lettere? Al posto del Papa non sarei andato, perché questo gesto mostrava chiaramente che il Rettore non era disposto a garantire le condizioni minime per una cerimonia decente. Nessuno ha impedito nulla a nessuno... Provi a esercitare il suo senso della legalità e della libertà, perché mi pare che ne abbia bisogno.
Infine a Ferdinando dico che sono totalmente d'accordo, ma io non ce la faccio da solo. Sento in giro molto l'esigenza che lui esprime. Provate ad organizzarvi e a fare qualcosa in quel senso.

Nessie ha detto...

Magdi Allam ha lanciato un ottimo appello dai toni vibranti dal suo sito http://www.magdiallam.it/
Ne ho messo il link sul mio blog e mi permetto di farlo anche qui, certa dell'approvazione del Prof. Israel. Chi volesse aderire con un'email può farlo indirizzando a:
iostoconilpapa@magdiallam.it
Occorre però specificare: Nome, Cognome, Professione e Motivi di adesione. IO aderito e già firmato. Grazie.

ondeb ha detto...

Quello che più risalta, tra le varie posizioni assunte negli ultimi due giorni, è la retromarcia silenziosamente innestata dai 67 dopo che lei, egr. prof. Israel, ha palesato il loro marchiano errore di citazione; in conseguenza a ciò hanno repentinamente trasformato il papa "antigalileiano" nel "rappresentante di una religione" che non poteva intervenire all'apertura dell'anno accademico.

Cerco altresì di capire cosa ci può essere di particolarmente rischioso, per i 67 e discepoli, nel far parlare il papa di pena di morte e proprio quando si inaugura l'anno accademico. All'Università di Pavia ha parlato (non in tal giorno solennissimo :/) e non ci sono stati gruppi di fisici o chimici o biologi o matematici o sociologi o altro a protestare...

Concordo con lei, prof. Israel, nel considerare una vittoria di Pirro quella che si è vista e nel credere che all'università possa cambiare qualcosa, anche perché se ne sente il bisogno; voglio ancora credere che mi servano l'analisi, l'algebra e la geometria per andare avanti e non il fare la voce più grossa degli altri.

Molte grazie per quello che ha scritto e per il suo notevolissimo impegno per la verità.

Chiara ha detto...

Ad una prima lettura del suo post ho pensato: la falsità dell'affermazione del suo collega ci permette di toccare con mano la insensatezza delle posizioni prese dai 67 and Co. Ma una riflessione più attenta rivela la cosa più sconcertante e tragica: la risposta del suo collega docente illustre, anziano e rispettato E' VERA!

Val3riO ha detto...

"Che Ahmadinejad non è pericoloso per gli Stati Uniti quanto lo è il Papa per l'Italia..."

Questa frase è drammaticamente vera..BXVI ha dalla sua una schiera di politici inetti che per una manciata di voti svendono la libertà del paese alle incongruenze vaticane (senza andare a scomodare ideali vari, basta vedere la normativa ICI), Ahmadinejad non ha nessuno dalla sua in America come spero in Italia.

Saluti!

Ah non l'ho chiamata con deferenza professore perchè tanto sto a Roma 3 ;)

Salvo ha detto...

Caro professore. Penso che oggi una vittoria ci sia stata. Quella del radicalismo culturale nascosto sotto insegne di un falso laicismo. Oggi ha vinto il malcostume che si annida, purtrppo, anche in quel luogo deputato al senso civico, al dialogo, al rispetto. Oggi ha vinto l'arroganza di una società che sembra si sia svegliata da anni di costrizioni (quali?). Anche Aleksandr Solženicyn potè andare in america (sotto forma di espulsione), lui che venne denudato, dai sovietici, di ogni dignità di uomo, potè varcare i confini del suo stato. Noi siamo riusciti ad essere peggiori anche dei più feroci aguzzini staliniani, negando il primo diritto di tutti gli uomini: quello della libertà della parola.

bob3000 ha detto...

Professor Israel, seguo da tempo con interesse le sue posizioni anti-conformiste, equilibrate e veramente "moderne". La ringrazio per la chiarezza e il coraggio delle sue idee. Sono stato uno studente di fisica e matematica alla Sapienza (molti anni fa). Oggi sono un cristiano credente e praticante e "ciò nonostante" continuo ad amare la scienza e a leggere libri e articoli scientifici. Mi chiedo: di fronte a tutti i problemi che affliggono la scuola italiana e l'università in particolare, alla completa assenza di una seria politica di ricerca e di innovazione, alla diffusione della incapacità e della corruzione, i 67 (o più?)professori universitari dovevano insorgere proprio contro la presenza del Papa alla Sapienza ? E perchè poi falsificare le sue frasi e le sue idee e dimenticare volutamente quanto la posizione della Chiesa cattolica sia cambiata sul rapporto fede/scienza-ragione ? Faccio notare che molti illustri scienziati sono stati chiamati a far parte dell' "Accademia Pontificia delle Scienze" (e volentieri hanno accettato) non in base a una adesione di credo religioso, nazionale o politico ma solo per il contributo da loro dato all'avanzamento delle scienze . Invito a leggere, a tal proposito, il discorso di sua santità Benedetto XVI ai partecipanti alla PLENARIA
DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE nella Sala Clementina
tenuto il 6 novembre 2006. Certo è il discorso di un uomo di fede rivolto a uomini di scienza,
ma lo si può definire il discorso di un propugnatore dell'oscurantismo ? Ho l'impressione che ormai al "rigore della logica" si voglia sostituire la "logica dello spettacolo". Non staremo per caso assistendo a un "reality show" organizzato da una parte del corpo accademico e degli studenti ? Un cordiale saluto.

Nessie ha detto...

Ieri sera da Vespa a Porta a Porta, erano ospiti in studio quel Cini "scienziato in pensione", Odifreddi e Marco Pannnella, da una parte. Rocco Buttiglione e Rino Fisichella dell'Università del Laterano, dall'altra. In collegamento, Giuliano Ferrara. E forse seduto, mi è parso di aver individuato lei, Professore.
Beh, la pièce che avevo davanti ai miei occhi di telespettatrice aveva un che di assurdamente beckettiano. Cini pareva un anziano signore "stranito", colto in flagrante mentre la faceva fuori dal pitale. Odifreddi, era un campione di dissimulazione in confronto al quale la "taqiya islamica" è roba da dilettanti.
Pannella pareva un vecchio reduce dalla breccia di Porta Pia del XX settembre 1870, che accarezzava le penne del gallo cedrone del cappello, mentre sospirava: "Ah! Bei tempi!". Non gli restava che urlare più forte e dare sulla voce al compassato mons. Fisichella per far vedere quanto fosse ancora "gaiardo" del suo anticlericalismo da rottamazione.
Tutti e tre avevano un sogno. They had a dream: DIVENTARE PAPI. LAICI, naturalmente.
Prigionieri di un sogno.

Attento ha detto...

Da una parte lo slogan della "cancellazione dello Stato di Israele", la flagellazione (fisica, con sangue sgorgante) degli omosessuali, la lapidazione delle adultere, ll soffocamento delle opposizioni politiche, il supporto alle peggiori organizzazioni nemiche di ogni forma di compromesso pacifico in medio oriente. Insomma, un Male con la M maiuscola, che solo una visione provinciale del nostro mondo globalizzato può considerare un esotismo folkloristico.

Dall'altra la pretesa di "mantenere desta la sensibilità per la verità; invitare sempre di nuovo la ragione a mettersi alla ricerca del vero, del bene, di Dio " senza violenza, con la sola arma della autorità morale e della persusione.

Quale fitta nebbia ha fatto smarrire il senso della realtà?

Bennauro ha detto...

"67 CRE-TI-NI" li ha chiamati Cacciari.
Mi basta.
Aggiungo che due mesi fa all'Universita' di Oxford e' stato invitato a dir la sua perfino David Irving...
p.s. Ma dove posso trovare la lista di questi 67 "scienziati"? Possibile mai che se ne stiano nascosti dietro il lauto assegno mensile?
Per il bene dei miei figli, gradirei sapere chi sono...!

Emiliano ha detto...

Ahmadinejad per parlare alla Columbia ha accettato di essere sbertucciato in mondovisione da degli studenti americani infedeli e plutocrati, che l'hanno massacrato nel contraddittorio.

Ratzinger non ha voluto fare lo sforzo di superare con la voce gli altoparlanti dei manifestanti nella piazza davanti all'Università, (immemore dunque di Cicerone e Demostene che si allenavano in riva al mare a declamare durante contestazioni e tumulti).

In casa d'altri, A. batte R. in democrazia (purtroppo per gli iraniani in casa propria no).

La mia opinione riassuntiva è: too much ado for nothing. Una lettera diventa censura, una contestazione squadrismo, le parole sono un bene prezioso non buttiamole via così.

Nessie ha detto...

Emiliano, stai a vedere che adesso si deve rivalutare un impiccatore di studenti e di studentesse sulle pubbliche piazze di Teheran, uno che minaccia la cancellazione di uno stato sovrano col Papa. Un pecoraio che costringe le donne a vestirsi con stracci neri beduini. Ma dov'è il buon senso di questa affermazione? E' evidente che una figura che viene in pace e per parlare pacatamente in un Ateneo dove si presume che si studia invece di appendere ta-tze-bao per analfabeti,è evidente che una figura pastorale come il Papa si tiri indietro, se non vede che c'è un clima sereno e disteso, atto a un civile confronto.
Ha uno strano concetto lei, della democrazia. Un impiccatore, un teocrate che viene a cazzeggiare in una Università americana batterebbe in democrazia chi?
Ho l'impressione che per democrazia oggigiorno si intenda l'arte di dire e sottostare alle frescacce più assurde.

francini ha detto...

L'ironia, in tutta questa storia, è che questi 67 sembrano quasi aver ricostituito una sorta di nuovo Sant'Uffizio, a parti (apparentemente?) rovesciate. L'ansia di ortodossia verso le altrui parole c'è tutta. Con la differenza che la nuova inquisizione è sbrigativa, agile nelle procedure, si presenta con versioni dei fatti già pronte, non perde tempo in minuziose ricostruzioni, e facilmente si espone a incorrere in colossali svarioni.

Lucio ha detto...

Vorrei lasciare una testimonianza "dall'altra parte" richiamando un episodio di tanti anni fa.

Nel periodo dal 1983 al 1985 lavoravo e vivevo ad Utrecht, in Olanda. Una domenica di primavera, durante quel perido (credo nel maggio 1985, ma potrebbe anche essere stato l'84), ebbi occasione di assistere alla visita ufficiale di Giovanni Paolo II in Olanda. La popolazione cattolica olandese e' concentrata nel sud del paese (il Limburgo e' cattolico), mentre il centro (dove si trova Utrecht) ed il nord sono protestanti. La sede del Primate d'Olanda, pero', e' ad Utrecht, e fu li' che il papa si reco' in visita. Fu una visita segnata da molte contestazioni; il papa non era amato da quelle parti (non so se questo valga ancor oggi), per le posizioni della chiesa cattolica su argomenti come divorzio, aborto, fecondazione artificiale, eutanasia, etc. Il sabato che precedeva la visita, la citta' pullulava di manifestazioni di dissenso, al punto che diversi locali pubblici, alla sera, allestivano spettacoli teatrali di tipo cabarettistico con satire anti-papa alquanto velenose (qui si vede qualcosa del genere negli spettacoli di Sabina Guzzanti, ma ... mai sul papa!!). Il timore di scontri e violenze durante la visita del papa era alto, ed alla domenica la citta' era presidiata dalla polizia, attenta a controllare anche zone residenziali semi-centrali. Il papa arrivo', pesantemente scortato, e percorse le vie della citta' ad alta velocita', senza rallentare per salutare la folla - che pur c'era, anche se scarsa -, per minimizzare il rischio di attentati. Nel primo pomeriggio tenne il suo discorso al palazzo della fiera, dove ci fu pure una sparatoria (non ricordo se durante, prima o dopo del suo discorso) tra la polizia ed un gruppetto sparuto di facinorosi. Senza vittime, per fortuna.

Confrontando quell'episodio con la mancata visita di Benedetto XVI alla Sapienza, vorrei fare due commenti:
1) Papa Wojtila non rinuncio' alla visita, pur essendo ben note le condizioni ambientali in cui si sarebbe svolta!! Condizioni sicuramente molto peggiori di quelle in cui si sarebbe svolta la cerimonia di giovedi' alla Sapienza!!
2) Il giorno dopo, nessuno, dico nessuno, in Olanda si straccio' le vesti gridando alla vergogna per come era stato accolto il papa!! Non ci fu nessuna levata di scudi da parte della stampa e dei media olandesi per aver tentato di impedire al papa di parlare!! E non sarebbe successo nemmeno se il papa avesse rinunciato alla visita per "motivi di sicurezza", come ha fatto Ratzinger alla Sapienza.

La mia conclusione e' dunque che, quando si commenta l'episodio della Sapienza con frasi del tipo "E' stato impedito al papa di parlare", in aggiunta "per opera di un gruppo esiguo di studenti e docenti" (la minocrazia di Massimo Zambelli ), o quando si usano termini come "intolleranza", questo e' semplicemente falso e tendenzioso! Se il gruppo che ha "impedito al papa di parlare" era cosi' esiguo, ed era invece maggioranza schiacciante il gruppo che lo voleva, di cosa aveva paura, al punto da rinunciare? Quante volte un Berlusconi o un Prodi (per non parlare di un Bush o un Blair) hanno dovuto fare discorsi in presenza di contestazioni? Si sono forse tirati indietro gridando all'intolleranza? A me sembra che, in un regime democratico, le contestazioni sono sempre legittime e proprio questo dimostra che non c'e' intolleranza. Chiamerei, piuttosto, intollerante
chi non accetta critiche e contestazioni e, a fronte di esse, si ritira e grida all'intolleranza!

Cordialmente,
Lucio Demeio.

Giorgio Israel ha detto...

Pubblico volentieri questo lungo intervento, malgrado bastasse il link al blog dell'autore per leggerlo, perché è emblematico di un modo di ragionare davvero bizzarro.
Non è che perché qualcosa succede all'estero per ciò stesso diventa modello di comportamento. Quella che ci viene descritta è una vicenda di intolleranza e di fanatismo e il fatto che la stampa olandese non abbia trovato nulla da ridire aggrava il quadro. Negli Stati Uniti la visita di un criminale come Ahmadinejad ha suscitato reazioni molto molto più contenute malgrado vi fossero tutti i motivi per una reazione del tipo di quella olandese. (Il lettore continua a non capire il senso del confronto).
Questa vicenda olandese è invece interessante sotto un altro profilo. In quanto risale a una ventina di anni fa, potrebbe far capire che i processi che hanno condotto quel paese alla situazione attuale hanno radici profonde. Quel paese che era capace di una reazione così violenta nei confronti del Papa non è stato capace di reagire di fronte all'aggressione dell'integralismo islamico più criminale. Inutile ricordare gli episodi tristemente famosi che hanno portato l'Olanda sotto i riflettori mostrando come questo paese sia ormai in balìa dell'integralismo islamico ed abbia perso la sua libertà. Proprio l'intolleranza diffusa costituisce la premessa per l'incapacità di difendersi dai veri intolleranti.
Perciò, direi: bell'esempio e bel modo di ragionare. Continuiamo così - a giustificare l'intolleranza e a voltarci dall'altra parte di fronte all'integralismo - e finiremo come l'Olanda, con la democrazia e la libertà messe in mora.
Trovo anche deplorevole che si adotti un modo di ragionare da centri sociali: "le contestazioni sono sempre legittime in un regime democratico". Niente affatto! Sono legittime soltanto le contestazioni che non impediscono ad altri di parlare e non ne hanno l'intenzione (come è stato invece alla Sapienza). Se entro in un'aula universitaria e srotolo uno striscione urlando, non metto in atto una contestazione legittima! Sto togliendo la libertà agli altri. Chi non accetta critiche è intollerante, chi non accetta certo tipo di "contestazioni" è pienamente giustificato ed anzi difende la libertà di tutti. Sono quarant'anni che alla Sapienza siamo in balìa delle "contestazioni" di gruppetti di faziosi giustificati da gruppetti di cattivi maestri. Perché? Perché costoro nuotano nell'acqua del silenzio o della complicità di chi ha perso il senso della democrazia o non l'ha mai avuto. Orfani del comunismo che l'hanno sostituito con un laicismo estremista che non sa neanche dove stia di casa la democrazia.

Attento ha detto...

Molto inquietante l'accostamento fra la realtà olandese di 20 anni fa e quella odierna italiana.

Oggi in Olanda chi ha denunciato gli eccessi del fanatismo islamico è costretto a vivere sotto scorta o è dovuto fuggire all'estero o si trova sotto tre metri di terra.

Questo significa, come minimo, che l'esistenza di un robusto movimento di opinione "laico" non garantisce la difesa dell libertà (contro gli eccessi "religiosi") se si caratterizza unicamente come movimento anticristiano.

E' un dato di fatto. A partire dal quale si potrebbe continuare con riflessioni circa le motivazioni di questo odio che, più che essere contro una religione è rivolto contro noi stessi.

Ci attende la fine che ha fatto l'Olanda?

Ma, per tornare al ragionamento del sig. Lucio, vorrei dire che non ne posso più, come padre di studenti che frequentano le scuole italiane, di assistere alla periodica e sistematica prevaricazione di minoranze che occupano gli spazi pubblici pretendendo di imporre la loro linea politica.

Anche nel caso in questione, l'occupazione del Rettorato e del Senato Accademico sono stati degli atti prepotenti, che non hanno comportato violenza unicamente perchè la forza pubblica ha voluto evitare lo scontro.

Ben diverso sarebbe stato se gli studenti avessero espresso il loro dissenso con modalità più civili evitando occupazioni, slogan del tipo "non lo faremo entrare", happening provocatori ed irrispettosi.

Concludendo, tenendo conto dell'amplificazione degli eventi operata dai media di tutto il mondo, è ovvio che l'immagine di un Papa che entra nella Sapienza fra le nuvole del lacrimogeno si sarebbe prestata a infinite manipolazioni ed avrebbe fatto soffrire milioni di fedeli.

P.S.
se si vuole trovare un po' di satira anti Papa, " (qui si vede qualcosa del genere negli spettacoli di Sabina Guzzanti, ma ... mai sul papa!!)" basta assistere agli show di Crozza o sghignazzare delle vignette sul Manifesto o su Liberazione.

Lucio ha detto...

Per Attento:

se si vuole trovare un po' di satira anti Papa, " (qui si vede qualcosa del genere negli spettacoli di Sabina Guzzanti, ma ... mai sul papa!!)" basta assistere agli show di Crozza o sghignazzare delle vignette sul Manifesto o su Liberazione.

Infatti Crozza e' stato zittito e si e' dovuto fermare ... Non era censura quella?

Attento ha detto...

Per il sig. lucio:

Infatti Crozza e' stato zittito e si e' dovuto fermare ... Non era censura quella?

Io riesco a definire "censura" un'azione volta a impedire l'espressione del pensiero attraverso mezzi coercitivi che comprendono anche l'uso della forza.

Nel caso in questione, oltre ad un articolo pubblicato su Avvenire e alcune dichiarazioni carpite ad un prete quando neanche sapeva di essere sotto intervista, non mi sembra ci sia altro. E' un po' superficiale definire tutto cio' "censura". Teniamo conto che non si tratta della RAI ma di una rete commerciale orientata all'audience e non ai rapporti politici.

Tornando al tema di questo post mi sembra che gli studenti universitari abbiano prefigurato azioni un po' più minacciose. Sarei più propenso a considerare questa una "censura" rivolta al Papa.

Niente di personale, ma sembra un ulteriore esempio di come le parole siano usate con poco rispetto del loro significato.

E poi, perchè non prendere in considerazione l'ipotesi che il brillante comico abbia colto la palla al balzo per chiudere con una macchietta che alla lunga stava diventando un po' ripetitiva?

Andrea ha detto...

Potrei esprimere il mio pensiero in questo dignitosissimo Blog, ma visto che qualcuno potrebbe non condividere le mie idee e persino rispondermi preferisco astenermi in quanto non ci sono le condizioni per un mio intervento. Mi spiace constatare che il suo Blog, esimio professore non sia tollerante.
Invierò comunque il testo del mio intervento una volta valutate le reazioni a questa mia decisione.

Un Suo "rammaricato" lettore

Giorgio Israel ha detto...

Ci ho messo un po' a capire perché sono duro di comprendonio, ma ora apprezzo: un umorismo davvero pungente. Mi creda: non deve abbandonare la speranza di accedere al Soglio. Comunque, qui non mi è possibile molestare con megafoni o fare occupazioni o sit-in. Però potrei sempre pubblicare il suo mail intercalando ogni parola con uno slogan. O semplicemente cassare il suo mail. Ma ci tengo troppo a dimostrare che sono "democratico"...

Lucio ha detto...

Ma professor Israel, se


potrei sempre pubblicare il suo mail intercalando ogni parola con uno slogan


chi le scriverebbe piu'? Mi pare ragionevole che se si apre un blog, lo si usi per discutere (civilmente, educatamente etc.) lasciando spazio anche a coloro che la pensano diversamente. Per poi magari ribattere, discutere, e cosi' via. Ma e' cosi' che dovrebbe funzionare no?

Lucio Demeio.

PS. Il commento di "andrea" appare anonimo ed anche il profilo e' non disponibile. Andrea: potresti renderti visibile? Magari lasciando un indirizzo e-mail.

Giorgio Israel ha detto...

È chiaro! Ci mancherebbe altro! Ma io giocavo a fare il "contestatore" con il signore che giocava a fare il "Papa". Di fatto poi non farei mai quelle contestazioni, altrimenti il Papa non verrebbe... Giusto?

Andrea Cortis ha detto...

Il paragone con situazione olandese e' molto interessante anche se ci sono delle specificita' che non vanno sottovalutate. Ho vissuto in Olanda dal 1997 al 2001, e posso testimoniare che:

1) la societa' olandese e' fondamentalmente intollerante e xenofoba, a dispetto della immagine che ci viene continuamente propinata dai media (provate a chiedere a qualche olandese perbene quello che pensa delle marce o delle olimpiadi dei gay);

2) l'intolleranza dell'integralismo islamico in Olanda si puo' far risalire alla ghettizzazione istituzionale delle (allora) minoranze, e alla non integrazione nel seno della societa' civile (fatevi un giro a Rotterdam);

3) la societa' olandese aveva gia' da tempo rinunciato ai valori morali che la caratterizzavano nel periodo precedente all seconda guerra mondiale, e da quel momento non e' riuscita a produrre cultura degna di questa nome;

4) quando una parte della societa' olandese si e' svegliata dal torpore (ogni riferemento alla cannabis e' puramente casuale), e' nata la contrapposizione e la polarizzazione in opposte fazioni.


Detto questo, a furia di sentirci dire sui giornali e sulla TV da politici e benpensanti che l'Olanda era il Paradiso della societa' moderna, qualche fessacchiotto da noi in Italia ci avra' pure creduto, no? ed ecco il pastrocchio sotto i nostri occhi, come giustamente ha fatto notare il Prof. Israel.

Nel 1999, avevo dato non piu' di dieci anni di futuro alla societa' olandese ... dopo gli omicidi di Teo van Gogh e Pim Fortuyn, posso dire che forse mi sono sbagliato in eccesso.

Le analogie con la societa' italiana sono notevoli: assistiamo infatti sempre piu' ad eventi di cronaca che mettono in luce l'intolleranza e la xenofobia in Italia.

Forse la piu' grossa differenza sta nella nostra abitudine alla contrapposizione (fascisti-comunisti, guelfi-ghibellini, Juventini-antijuventini, etc.).

Il fatto che la societa' italiana stia pian piano rinunciando ai suoi valori tradizionali (religiosi e di costume) e stia intorpidendo nella disillusione della politica, della gisutizia, e se vogliamo anche dello sport e dello spettacolo, fa pero' presagire solo il peggio.
Non riusciamo piu' a proporre cultura e valori e questo e' il brodo di coltura dove proliferano le minoranze intolleranti: e adesso sta scoppiando il bubbone ...

Giorgio Israel ha detto...

Un commento molto acuto e interessante. E purtroppo inquietante.