martedì 15 gennaio 2008

VERGOGNA

Ci sono riusciti a impedire che il Papa parlasse all'Università "La Sapienza". Negli Stati Uniti, alla Columbia University può parlare il supernegazionista della Shoah Ahmadinejad e in Italia, alla "Sapienza", non può parlare Benedetto XVI.
È una vergogna per tutti, in primo luogo per il governo e soprattutto per il suo "presidente" Prodi che è stato capace di non dire una sola parola, una soltanto, quando era necessario, e cioè prima. Il coro delle deprecazioni ex-post è troppo rituale.
Se esiste ancora un minimo di senso della decenza il governo dovrebbe cadere tra un'ora.
È una vergogna per quei docenti che si sono coperti di ridicolo mostrando a quale livello culturale siamo caduti.
È una vergogna per La Sapienza che si conferma essere una delle università più intolleranti del mondo. Ricordate il caso di De Felice, di Colletti?

7 commenti:

Nessie ha detto...

Professore, certo che lo ricordo il caso De Felice. E ne ho anche parlato nel mio commento più sotto. Ci sono pure le fotografie di Paolo Cento insciarpettato con la kefiah che faceva il gorilla davanti alla cattedra del celebre storico,il quale venne piantonato dalla polizia per poter tenere la sua lezione di cattedra. Sì, c'è di che vergognarsi.Ma oramai passiamo da una vergogna all'altra e Prodi non arrossisce né cade. Ancora una volta siamo sotto i riflettori del mondo intero in negativo. Come per i rifiuti di Napoli.
Perchè, lei, Magdi Allam, Ferrara e altri intellettuali di spicco non firmate un controdocumento da diffondere sul web? Lo firmerei a quattro mani. Possibile che dobbiamo sempre darla vinta all'inciviltà e all'ottusità reiterata?

lucignolo ha detto...

Caro professore, i suoi colleghi conoscono il metodo scientifico galileiano o ritengono la verifica dei dati uno spreco di tempo? Wikipedia sostituirà la ricerca scientifica?

Alessandro ha detto...

Gentile professore,
sono un giovane ingegnere di 26 anni, sono cattolico praticante e da tempo seguo con curiosità il suo bellissimo blog: vero spazio di VERO dialogo, rispettoso delle differenze, ma aperto alle concordanze. Solo ora però ho trovato il coraggio per lasciare il mio primo commento.

La curiosità mi ha spinto a volermi informare chi siano le "menti illuminate" dietro questo linciaggio a-culturale. Menti che prendono come fonte storica su Galileo il film di Liliana Cavani, menti che strombazzano un "dialogo" impedendo all'interlocutore di parlare e via disgustando.
Ho trovato su ANSA.it (il link è cliccabile e rimanda all'articolo in questione)il nome del portavoce della "Rete", ovvero l'organizzazione che ha occupato il rettorato della sua facolta: Francesco Raparelli.
Una semplicissima ricerca su GOOGLE mi ha permesso di recuperare alcuni suoi dati (recuperabili qui): Francesco Raparelli, 27 anni, quasi dottore in Filosofia, «ricercatore sociale», articolista sul «Manifesto» e su vari siti web.
27 anni e "quasi dottore" in filosofia? Facciamo un po' di conti... E' nato nel 1980, quindi si è iscritto ad un CdL vecchio ordinamento, in specifico un corso di laurea (filosofia) della durata di 4 anni. In conclusione il nostro amico è 4 anni fuori corso. E si permette di criticare uno dei più grandi intellettuali viventi... Suvvia, un po' di umiltà non guasterebbe.
Non si preoccupi l'amico Raparelli, anche se è fuori corso in uno dei corsi di laurea con il più alto tasso di disoccupazione post lauream: ha già il posto di lavoro assicurato.

Continui, professore! Non lasci a questi personaggi la più grande università europea!

Attento ha detto...

Professore, le voglio esprimere il mio ringraziamento per la sua coraggiosa resistenza nella "prima linea" contro l'intolleranza, il conformismo manipolatorio e prepotente che deve fronteggiare.

Mi sento solidale con lei anche perchè, molto modestamente, credo anche io di dover fronteggiare nel posto di lavoro, nei luoghi di incontro e, purtroppo, anche negli affetti, l'intento totalitario che vuole amputarci di quella parte preziosa del nostro essere che aspira alla trascendenza.

Riesco ad andare avanti perchè, fortunatamente, alcuni pensatori, fra i quali Benedetto XVI primeggia, con la loro limpida argomentazione, mi hanno fatto capire da che parte sta veramente la Ragione.

Stanno illuminando il percorso per gli anni a venire. E per questo gli oscurantisti li attaccano.

Professore, leggere i suoi articoli e i suoi libri mi conforta e mi da energia.

Grazie di cuore

Alessandro ha detto...

Vorrei fare presente che l'articolo ANSA da me linkato è stato modificato.

Bobo ha detto...

Comprendo perfettamente la Sua amarezza, e mi dispiace davvero per Lei. Io studio a Bologna, ateneo che pure non brilla per tolleranza e per rispetto delle opinioni altrui, ma onestamente non credo che da noi si sarebbe giunti a tanto.E' evidente che l'intolleranza dimostrata dai 67 prof. ci porta indietro nel tempo, agli anni bui del '68 e dell'omologazione culturale. La Sapienza, a quanto pare, non è solo un'università intollerante. E' un'università arretrata, dove i reduci della contestazione continuano a ripetere stancamente gli stessi riti, avvelenando le nuove generazioni...

Felice ha detto...

Non sono esperto in materia come lei, ma può spiegarmi come una figura come quella del Papa che pone la fede e i dogmi al di sopra della ragione (e non alla pari come potrebbe apparire talvolta, altrimenti tutta la "teoria religiosa cristiana cattolica" crollerebbe), possa tenere un discorso (per lo più nel giorno dell'inaugurazione dell'anno accademico, che ha anche una certa valenza politica... e mi dica lei se sbaglio...) in un luogo in cui, per definizione, è la ragione a dover mettere in discussione sempre e tutto, soprattutto le Verità rivelate?

Grazie della risposta

Felice

P.S. una cosa ancor più ragionevole che opporsi alla visita del Papa, per me, sarebbe stata quella di proporgli, dopo il Santo Discorso, di rispondere a qualsiasi tipo di domanda volessero rivolgergli studenti e professori... come si fa di solito in qualsiasi università. Cosa ne pensa? Secondo lei il Pontefice e il Vaticano avrebbero accettato?