venerdì 20 giugno 2008

Se consideriamo la scuola come un'azienda la portiamo alla rovina

2 commenti:

Attento ha detto...

Ho letto con soddisfazione il suo intervento.

Vorrei solo chiederle se la concorrenza fra istituti scolastici o fra università non potrebbe produrre effetti virtuosi nel momento in cui i titoli di studio perdessero valore legale.

P.S. Grazie per il riferimento bibliografico, ho constatato che è difficile trovare (almeno in italiano) divulgazione critica sul tema dell'evoluzione. Spero solo che il testo sia reperibile facilmente.

massi.gian ha detto...

Caro professore, quella della "scuola come un azienda" non è che una figura retorica, per di più molto vaga e usata a sproposito. Non c' è solo l' aspetto mercantilistico cui Lei, da polemista insuperabile ricorre. Ma anche prendendo la caratteristica più nobile delle aziende moderne d' avanguardia, cioè il controllo di qualità, anzi la garanzia della qualità tipica del settore nucleare, si vede che la metafora non può stare in piedi, per la semplice ragione che il prodotto della scuola, l' insegnamento, è un bene astratto per definizione, difficilmente misurabile con metodi oggettivi.
Gianfranco Massi