Blog di Giorgio Israel

«Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza» (Dante Alighieri)

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lunedì 29 ottobre 2012

PRO VERITATE

http://www.mathesisnazionale.it/archivio-news-principali/Pro%20Veritate.pdf
Pubblicato da Giorgio Israel a 8:48 PM

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E' NATO UN NUOVO BLOG

È nato un nuovo blog interamente dedicato alla matematica e al suo insegnamento.
Si chiama: PENSARE IN MATEMATICA - IL BLOG
Pertanto, d'ora in poi, tutti i post dedicati specificamente a questa tematica saranno pubblicati su questo blog, che è aperto a interazioni con insegnanti, studenti e genitori.
Leggete e scriveteci!

NUOVO

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UN LIBRO SULLA MATEMATICA

G. Israel, A. Millán Gasca

PENSARE IN MATEMATICA

Un testo per la formazione primaria e per chiunque voglia compiere i primi passi nel mondo della matematica

Disponibile anche in ebook

Nel Catalogo della casa editrice Zanichelli si trovano l'introduzione e l'indice e sul sito nuovi materiali didattici

La copertina rappresenta un dipinto di Botticelli: un giovane che viene presentato alle sette Arti Liberali, per sottolineare l’unità della cultura e, in particolare, che la matematica è parte della cultura.

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BESTIARIO MATEMATICO

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Tutte i post più significativi sono stati trasferiti sul nuovo blog PENSARE IN MATEMATICA - IL BLOG.
D'ora in poi il Bestiario matematico proseguirà su questo nuovo blog.

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UN DIBATTITO SULLE COMPETENZE A SCUOLA

PROPOSTA PER LE INDICAZIONI NAZIONALI DI MATEMATICA PER LE SCUOLE PRIMARIE

IN LIBRERIA

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LA NATURA DEGLI OGGETTI MATEMATICI alla luce del pensiero di Husserl - Ed. Marietti

Un romanzo di mio padre da poco pubblicato

Un romanzo di mio padre da poco pubblicato

G. ISRAEL, "IL FASCISMO E LA RAZZA. La scienza italiana e le politiche razziali del regime", Mulino

G. ISRAEL, "IL FASCISMO E LA RAZZA. La scienza italiana e le politiche razziali del regime", Mulino
Recensione di Paolo Mieli (cliccando sulla foto) e Intervento a Radio 24: http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=leggi-razziali-matematica-israel

Leonardo da Vinci

«Studia prima la scienza, e poi seguita la pratica, nata da essa scienza.
Quelli che s'innamoran di pratica senza scienza son come 'l nocchier ch'entra in navilio senza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada»

VERBA VOLANT

«... penso che sia meglio che una persona che non sente il desiderio spontaneo di scrivere su un argomento non venga indotto da circostanze esterne a farlo. Ho partecipato nel passato a discussioni di gruppo e a simposi e ne ho ricavato molti benefici e molta soddisfazione, e sarei più che felice di partecipare all'incontro che lei sta organizzando, se la mia parte in esso si limiterà al livello orale. Se occorre essere coinvolti in una pubblicazione, allora temo di dovermi scusare. Sono certo di non poter produrre nulla di soddisfacente in questa occasione a meno che non senta un forte desiderio soggettivo di scrivere sull'argomento, cioé a meno che non senta di avere idee sul tema idee abbastanza rilevanti e non espresse finora - e questo non è il caso. Penso che la massima, "verba volant, scripta manent" non sia necessariamente un argomento contro i "verba"».


John von Neumann a Ernest Nagel

9 Dicembre 1953


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Lectio "ex-cathedra"

«Devo ringraziare le persone compiacenti che raccolgono le mie lezioni, ma nel contempo devo pregarle di non dare a questo alcuna pubblicità. Parlo con fiducia a voi, a voi soli, e non alla gente di fuori. Non vi confido solamente la mia scienza, ma il mio pensiero intimo sul tema più vitale. Appunto perché è molto numeroso, molto completo (per età, sesso, province, nazioni,..), in questo uditorio sento l’umanità, l’uomo, cioè me stesso. Da me a voi, da uomo a uomo, tutto può dirsi. Sembra che uno solo parli, qui: errore, anche voi parlate. Io agisco e voi reagite, io insegno e voi m’insegnate. Le vostre obiezioni, le vostre approvazioni sono per me molto sensibili […] L’insegnamento non è, come si crede, un discorso accademico o un’esibizione; è la comunicazione vicendevole, doppiamente feconda tra un uomo e un’assemblea che cercano insieme. La stenografia più completa, più esatta, riprodurrà il dialogo? No, riprodurrà solamente ciò che ho detto e non anche ciò che non ho detto: io parlo anche con lo sguardo e il gesto. La mia presenza e la mia persona sono una parte considerevole del mio insegnamento. La migliore stenografia parrà ridicola perché riprodurrà le lungaggini, le ripetizioni utilissime qui, le risposte che di sovente alle obiezioni che vedo nei vostri occhi, gli ampliamenti che do su un punto, in cui l’approvazione di tale o talaltra persona mi indica che vorrebbe fermarmi. Occorre lasciare volare queste parole alate. Che si perdano, alla buon’ora! che si cancellino dalla vostra memoria, se ne resta lo spirito, va bene. Sta qui ciò che di toccante e di sacro c’è nell’insegnamento. Che sia un sacrificio, che non ne resti niente di materiale, ma che tutti ne escano forti, abbastanza forti per dimenticare questo debole punto di partenza. Quanto a me, se temessi che le mie parole rischiassero di gelare nell’aria e di essere riprodotte così, isolate da colui per il quale avete una qualche benevolenza, non oserei più parlare. Vi insegnerei qualche tavola cronologica, qualche secca e triviale formula, ma mi guarderei dall’apportare qui, come faccio, me stesso, la mia vita, il mio pensiero più intimo».
Jules Michelet, parole di esordio del Corso presso il Collège de France, 29 dicembre 1842
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