venerdì 18 gennaio 2013

IN FRANCIA LI HANNO CACCIATI A PEDATE. E NOI?


La Francia aveva un'agenzia di valutazione universitaria come l'ANVUR in Italia: l'AERES.
Il governo l'ha chiusa dicendo che andrà sostituita con un organismo completamente ridefinito, agile, semplice nel funzionamento e nelle procedure, trasparente e scientificamente legittimato.
L'AERES è stato travolto dalle proteste, dall'accusa di aver introdotto un "delirio burocratico", di comportarsi come un'agenzia di rating, di aver imposto ai docenti universitari e ai ricercatori adempimenti deliranti e che assorbono tutto il loro tempo.
L'AERES è stata accusata di trasformare i ricercatori in burocrati, in esperti di valutazione, accantonando il loro mestiere, fino a dover fare sessioni di lavoro per apprendere a eseguire gli adempimenti imposti dall'AERES. 
L'Accademia delle Scienze ne ha chiesto poche settimane fa la semplice soppressione e la sua sostituzione con strutture di valutazione dipendenti direttamente dalle università e dagli enti di ricerca.

Eppure quel che faceva l'AERES era niente rispetto a quel che ha fatto e pretende di fare l'ANVUR qui… In Francia le mediane di stato per determinare i commissari ai concorsi non ci sono e qui si profila addirittura una procedura demenziale per misurare gli apprendimenti degli studenti, e su questa base, valutare professori e università.
CUN, Accademia dei Lincei, singoli e associazioni hanno protestato, ma - a differenza di quel che accade in Francia - non se li fila nessuno.

Stiamo diventando la barzelletta mondiale. Un sistema già sfasciato e agonizzante che viene martoriato dai deliri di sette dottor Stranamore.

Quale forza politica avrà il coraggio di presentare nel proprio programma il proposito di mandare a casa l'ANVUR e creare delle strutture di valutazione con procedure ragionevoli e riportare al centro la ricerca anziché i deliri burocratici?

40 commenti:

Alessandro Pecoraro ha detto...

Cancellazione dei sindacati a parte. non le sarà sfuggito l'altro pezzo del discorso di Grillo a Brindisi: LE AZIENDE DEVONO ENTRARE IN UNIVERSITA'.

Alessandro Pecoraro ha detto...

Del resto da uno che va a dire in giro che internet aumenta l'intelligenza cera da aspettsrselo

Giorgio Israel ha detto...

Il guaio è che le stesse identiche cose le dice anche Monti... Berlusconi, poi, è sempre quello delle tre "i".

Alessandro Pecoraro ha detto...

Sono andato a vedermi il programma del PD, in forma più soft ma il succo è lo stesso. Anzi il capitolo valutazione è messo addirittura in un "file" a parte da scaricare in PDF.
La nota positiva è che si dà molto spazio all'autonomia dei singoli istituti.

Grazia Dei ha detto...

Sì, va bene, questi o quelli per me pari sono...ma dunque per chi votare? Monti dice che dobbiamo togliere di mano l'Italia agli incapaci, che vi sono tribù in guerra fra loro per motivi di interesse ecc. Vero e sacrosanto. Ma che motivo abbiamo per credere che lui sia diverso? Tutto fa pensare che, a parte la spocchia in cui non ha rivali, sia uguale agli altri. Peggio: sembra che dell'Italia voglia, insieme a molti altri, fare una galera a cielo aperto. Allora forse sono meglio gli inquisiti e gli incapaci? Ferrara oggi sul Giornale finiva col dire più o meno questo. Messa così non è una bella alternativa. Se non sapessi che non votare farebbe il gioco dei manettari di ogni genere (fiscale, penale, amministrativo) davvero per la prima volta me ne resterei a casa. Non c'è un modo di dare un voto che sia per la libertà personale e di opinione e per il diritto di sovranità, che non finisca per promuovere il ritorno a pateracchi berlusconiani (Gelmini inclusa)?

Giorgio Israel ha detto...

Non so, me lo dica lei. Io comincio a disperarmi. Ovviamente, di Grillo meglio non parlare. Berlusconi è invotabile Piuttosto che votare per la tecnocrazia "meritocratica" Monti-Goulard resto a casa. Ho pensato anche di votare per il Pd, malgrado ci siano troppe cose che non mi vanno, dalla politica estera alle posizioni sulle questioni etiche, ma alla fin fine se un movimento politico (non tecnico!) governasse su una linea accettabile che concili rigore con giustizia, insomma con buonsenso, e con un programma accettabile su sanità e istruzione, perchè no? Ma quando ho visto che si vuol dare per scontato l'accordo con Monti e che, allo stesso tempo, si supplica Ingroia di non fare danni, mi sono cascate le braccia. Ma non è possibile che vi sia un partito che si presenti con un "suo" programma chiaro, senza rinviare tutto a pastette postelettorali? Secondo me avrebbe una barca di voti. Allo stato non vedo un modo. Se qualcuno lo vede, batta un colpo.

Fare Fermare il Declino ha detto...

Vi capisco tutti, ma questa volta un' alternativa seria c'è: Fare per Fermare il Declino! I fondatori e tutti i candidati sono gente onesta e con fedine penali pulite. Il loro programma economico è l' unico che, numeri alla mano, propone di ridurre la tassazione, ormai arrivata a livelli insostenibili, oltre a tante altre cose più che condivisibili. Io penso che quella gente lì meriti davvero un chance, perché è competente, sa dove mettere le mani! Per decenni ci siamo tenuti una classe politica incompetente e corrotta, per una volta possiamo anche provare!

Giorgio Israel ha detto...

Ebbene, sì, ho considerato seriamente questa prospettiva ed ho persino aderito al manifesto di Fermare il Declino. Poi ho letto che per l'istruzione si propone un sistema di valutazione automatico, basato su parametri numerici, gestito da agenzie private di management, secondo i criteri da loro usati usualmente (per tutt'altro e con risultati tutt'altro che buoni). E allora? Questa proposta sarebbe un Anvur + Invalsi all'ennesima potenza, gestito con i criteri imbecilli della valutazione numerica modellati sulle tecniche di management. Proprio quello che siamo in tanti a non volere e contro cui scrivo e lotto da una vita. Ho anche scritto a Oscar Giannino chiedendo chiarimenti e ho ricevuto in cambio silenzio. Non basta essere gente onesta con le fedine penali pulite. Non ne voglio sapere di valutazioni automatiche numeriche, ovvero di quella delirante ideologia secondo cui bisogna valutare i "prodotti" culturali senza leggerli e le persone senza ascoltarle e conoscerle. Si può essere onesti e proporre cose inaccettabili. In questi giorni è in corso un dibattito sulla limitazione della democrazia a favore delle elite illuminate (vedi anche l'articolo che ho scritto sul Foglio ripreso qui). Ebbene io sono contro la dittatura dei cosiddetti "esperti".

Giorgio Israel ha detto...

E aggiungo che so che l'istruzione e la sanità non sono tutto, ma con quel programma tecnocratico la mia firma al manifesto di Fermare il declino non vale più.

Alessandro Pecoraro ha detto...

Io non ho certo il diritto di dire a Giorgio Israel cosa fare sul suo blog, ma non mi pare corretto fare campagna elettorale qui. Mi sto riferendo all'utente "fare fermare il declino".

Fare Fermare il Declino ha detto...

Già, lo dice lei: l' istruzione (la sanità cosa c' entra, scusi) non è tutto. Anche se certamente è molto. Non sapevo della sua adesione a FARE, ma avevo già letto molti suoi articoli e non mi sorprende che alcune cose del programma sull' istruzione non le condivida. Mi rincresce che non le abbiano risposto e rispetto le sue posizioni, ma vorrei permettermi di chiederle: se tutto il resto del programma, come mi pare di aver capito, lo condivide e non sa (giustamente) a chi accidenti dare il voto, non le sembra eccessivo negarlo anche a FARE? So che da tempo pubblica articoli di critica alla valutazione bibliometrica, ma si sarà accorto che con un parlamento come quello che abbiamo non c' è alcuna possibilità di farsi sentire. Sono sordi e se ne infischiano di tutto e tutti. C' è bisogno di gente nuova, gente che percepisca la presenza reale degli elettori dietro si sé, non persone abituate da anni a vedersi piovere addosso i voti a prescindere da qualunque cosa (non) facciano e dicano. In realtà la sua e non solo sua, come ha giustamente ricordato, battaglia contro i criteri imbecilli non potrà essere più difficile con un parlamento in cui sono presenti forze nuove, impegnate di fronte ad un elettorato per il quale è proprio l' ultima goccia. Potrà essere solo più facile, in realtà. Quando una forza politica come FARE dovesse iniziare sul serio ad occuparsi di università, vuole farmi credere che non avrete modo di far sentire con forza la vostra voce contro i provvedimenti su cui non sarete d' accordo? Specie se riusciremo a cacciare finalmente tutta quella massa di parassiti dei dirigenti della pubblica amministrazione e dei ministeri (istruzione in primis), gente che sta lì da decenni?

Certo mi rendo conto che, specie dopo la faccenda della mancata risposta di Giannino, l' idea di votare per FARE possa piacerle davvero poco, ma ci pensi, la prego. Io sono convinto che votando FARE potremo solo andare su.

Giorgio Israel ha detto...

Scusi tanto, ma la sua non è una risposta con argomenti di merito, ma un comizio emotivo. Lei sta dando argomenti al commento precedente che non è il caso di fare campagna elettorale qui. Non è una questione di educazione di Giannino, che mi conosce da anni, è una questione di sostanza: a me la tecnocrazia che si ammanta di liberismo e poi, nei fatti, introduce il peggiore dirigismo - l'Anvur è l'esempio tipico di un simile operato, e privatizzarlo dando a delle agenzie di management (sapendo che roba è quella) il potere di valutare con parametri numerici è il peggio del peggio – non piace punto. Non è una questione marginale, perché può investire ogni aspetto dell'operare di governo, non solo dell'istruzione (la sanità c'entra eccome, a me l'idea delle assicurazioni private fa semplicemente orrore). Sto parlando di questioni di sostanza. La prego non invii altri messaggi con inviti al voto altrimenti sarò costretto a cestinarli.

Maria Pia ha detto...

Già, lo dice lei: l' istruzione [...] non è tutto. Anche se certamente è molto.

Buongiorno, chiedo venia se intervengo con una considerazione in risposta all'affermazione sopra riportata.
L'istruzione, invece È TUTTO, non molto, proprio tutto: è sicuramente la base per ripartire, ma questo *sembra* un concetto preso sottogamba da tutte le coalizioni politiche.
La politica, il Miur, sono distanti dalla Scuola REALE, sono percepiti dal mondo dell'Istruzione come nemici e come tali si comportano in ogni loro azione di governo.
La campagna elettorale sta ignorando il mondo dell'istruzione. Nelle interviste ai premier delle coalizioni non si fanno domande sulla scuola e se c'è qualche accenno all'isrruzione si parla per slogan e frasi fatte logicamente condivisibili da chi ignora la triste realtà in cui versa la Scuola reale. Non quella deisogni propagandata dall'ex Ministro nell'assurdo, irreale spot del Miur.
Insomma, mi sarebbe piaciuto che le forze politiche tutte, prima di stilare nelle loro agendine i punti riguardanti la scuola non abbiano considerato cosa in realtà chiede la classe docente che è un bacino di elettori notevole, invece denigrato, dequalificato etc. ...
Chiedo ancora venia per l'off topic

Grazia Dei ha detto...

Non vorrei accendere eccessivamente la discussione, ma, prof. Israel, non sono dell'idea che il PD sia il male minore o tutto sommato accettabile. Lo sarebbe se, oltre alle cose che non piacciono nè a lei nè a me in politica estera e nelle questioni etiche, non fossero ancora arroccati su posizioni ideologiche inaccettabili anche in altri campi e non agissero, come anche lei ha sperimentato, delegittimando le opinioni diverse, che tendono sistematicamente a demonizzare. Bersani sembra un brava persona e ispira fiducia, ma dietro la sua bonomia c'è il solito vecchio armamentario ideologico duro a morire.
Solo un esempio fra i tanti possibili: mio marito è dirigente di un dipartimento di salute mentale, uno dei pochi centri pubblici in cui si ha ancora il coraggio di praticare, fra mille difficoltà, in accordo con le linee guida internazionali, secondo scienza e coscienza, la terapia elettroconvulsivante (ovvero il famigerato elettroshock). Non le dico la guerra che ha subito da un assessore di area PD, amica di Bindi e Turco. Non c'è stata mai nessuna possibilità di discussione di merito, di valutazione scientifica, solo aggressioni e intimidazioni continue, motivate dalla più assoluta presunzione e ignoranza e dal veto ideologico. Fra le pieghe dei recenti (non ho visto l'ultimo) programmi elettorali del PD, alla voce sanità, c'era sempre il bando della terapia di cui ho detto. Terapia necessaria e benedetta da molti pazienti e di provata efficacia, talvolta ultima speranza di persone che non possono assumere farmaci o sono diventate ad essi resistenti, ma respinta per mero pregiudizio come se fosse (ridicolo anche solo pensarlo) una forma di tortura del paziente, un condizionamento della sua psiche, come se non fosse un'aggiornata e del tutto indolore pratica medica, che si svolge sotto anestesia, in sala operatoria, con tutte le garanzie. Le sembrerebbe accettabile che un ministro o un assessore, neanche medico, intervenisse nel merito delle terapie farmacologiche e chirurgiche disposte da un cardiologo o da un oncologo? Certamente no. Bene, a loro sembra perfettamente corretto stabilire di bandire una terapia psichiatrica. Ci hanno provato anche in questa legislatura. Si avvalgono certo dei loro esperti di psichiatria democratica, ma lei conosce fin troppo bene i cosiddetti esperti di ogni area.

Giorgio Israel ha detto...

Anche lei ha ragione...

Raffaella ha detto...

Condivido l’opinione di Maria Pia: l’istruzione è la base di TUTTO ed è quasi completamente ignorata da tutte le coalizioni politiche. E’ triste notare come nel giro di qualche decennio il livello di istruzione sia caduto così in basso, provo grande rabbia e frustrazione nel confrontare i miei quaderni di terza elementare anni ’70 con quelli di oggi di mia figlia. So bene che simili confronti non si dovrebbero fare, ma non posso – da madre preoccupata per il futuro dei propri figli - non notare il degrado in cui la scuola pubblica sta sprofondando a incredibile velocità, dove ormai anche gli insegnanti più motivati e preparati sembrano costretti a tirare i remi in barca, purtroppo.
Ma se questo tema è ignorato dalla politica, è perchè i soli docenti, per quanto numerosi, forse non costituiscono un potenziale bacino di voti così interessante. Diverso sarebbe se ci fosse anche il supporto delle famiglie tutte; ma ormai buona parte di queste si è fritta il cervello davanti alla tv e all’ipad, quando non troppo impegnate a sbarcare il lunario.

Alessandro Pecoraro ha detto...

Mi piacerebbe far fare un bel giretto a Grazie Dei nella sanità Lombarda. A mia madre, quando ero nella sua pancia, è stato impedito di fare lo screening prenatale (quando ancora non era obbligatorio), nella paura che, se si fosse trovato qualcosa avrebbe potuto scegliere di abortire; inutile dire che i medici erano tutti ciellini. Inutile sono valse le suppliche di una donna incinta, inutili le incazzature di mio padre.
Voi non potete immaginare lo schifo della lobby sanitaria che imperversa da decenni in Lombardia. Il 90% degli istituti professionali è dato in appalto alle compagnie delle opere, a spese di tutti ovviamente. Volevano combattere il comunismo, hanno instaurato il maccartismo. Ho criticato su questo post chi si voleva farsi campagna elettorale, non voglio contraddirmi ma lasciatemi dire che parlare di Infinito, Dostoevsky e di quanto sia brutto, cattivo e scientista il mondo la fuori, magari ad una bella conferenza sulla riviera adriatica, non basta a pulirsi la coscienza.

Firmato Winston Diaz ha detto...

"L'istruzione, invece È TUTTO, non molto, proprio tutto"

Timeo hominem unius libri...

paolo casuscelli ha detto...

Il problema è che, mentre Bersani propone un programma per l'istruzione di buon senso, ma generico, basato sostanzialmente sul progetto di maggiori investimenti, Renzi ha le idee perniciosamente chiare: potenziamento del sistema Invalsi, upgrade tecnologico della didattica, formazione obbligatoria e certificata tra tecnologie e psicologi dell'età evolutiva, dubbie incentivazioni di insegnanti e dirigenti scolastici (si capisce dove si andrà a parare: progetti). Insomma, se negli spazi aperti dall'approssimazione di Bersani s'inserisse l'espertocrazia di Renzi, con tanto di Ministero, sarebbe un disastro.
D'altro canto, lei stesso, prof. Israel, già a novembre, in un commento, avvertiva di questo pericolo.
“Upgrade” è un linguaggio inaccettabile.

paolo casuscelli ha detto...

Il problema è che, mentre Bersani propone un programma per l'istruzione di buon senso, ma generico, basato sostanzialmente sul progetto di maggiori investimenti, Renzi ha le idee perniciosamente chiare: potenziamento del sistema Invalsi, upgrade tecnologico della didattica, formazione obbligatoria e certificata tra tecnologie e psicologi dell'età evolutiva, dubbie incentivazioni di insegnanti e dirigenti scolastici (si capisce dove si andrà a parare: progetti). Insomma, se negli spazi aperti dall'approssimazione di Bersani s'inserisse l'espertocrazia di Renzi, con tanto di Ministero, sarebbe un disastro.
D'altro canto, lei stesso, prof. Israel, già a novembre, in un commento, avvertiva di questo pericolo.
“Upgrade” è un linguaggio inaccettabile.

Grazia Dei ha detto...

Ad Alessandro Pecoraro,
non si può dire in un post per par condicio tutto ciò che va male in Italia. Ma sul punto specifico io ho esattamente l'sperienza contraria: sono stata guardata come una troglodita in un ospedale che si occupa di infertilità perché avevo dichiarato di non essere interessata a certe metodiche di fecondazione assistita per motivi etici e mi è stato detto che molto difficilmente avrei avuto bambini senza far ricorso a quei metodi. Il mese dopo aspettavo il mio primo figlio e 16 mesi dopo la mia secondogenita. Per entrambe le gravidanze (pur avendo quarant'anni) ho respinto le pressioni insistenti perché facessi L'amniocentesi perché non volevo rischiare conseguenze sul feto e inoltre non avrei abortito, qualora fosse stata accertata qualche anomalia.

Alessandro Marinelli ha detto...

Gent. Fare Fermare il Declino,
fino a qualche tempo fa, dopo essermi aggirato un bel pò tra le lapidi del cimitero della politica italiana, ero convinto di aver trovato finalmente non solo il "meno peggio" da votare, ma forse per la prima volta una formazione da sostenere convintamente senza rievocare il «turarsi il naso» di montanelliana memoria. Sto parlando, naturalmente, di FID. Devo ammetterlo, però: quanto il prof. Israel ha rilevato a proposito di certe posizioni in materia di scuola e università che i fondatori del movimento hanno fatto proprie, è stato un pò una doccia fredda. Mi riferisco alla valutazione quantitativa della ricerca, forse addirittura appaltata a ditte esterne (ma ve la immaginate la valutazione di un articolo storico come "Sulla differenziabilità e l'analiticità delle estremali degli integrali multipli regolari" di Ennio De Giorgi pubblicato sulle Memorie della Accademia delle Scienze di Torino, non esattamente la rivista più diffusa al mondo?), e alla linea dura sui test a scuola. Dopo tutto quello che ha combinato l' anvur, per dirne una, mi sarei aspettato da FID almeno un accenno sul fatto che il movimento si sarebbe impegnato per evitare il ripetersi di simile farse (o tragedie). Voglio tuttavia dirle che, dopotutto, su alcuni punti la penso un pò come lei. Per esempio, ritengo che la battaglia (sacrosanta) sul valore della cultura e sulla sua non-misurabilità non potrà certo farsi più difficile di quanto già non lo sia con questi politici e questi "esperti".

La cosa triste è che forse, nonostante tutto, è vero che FID è ancora l' opzione migliore. E infatti non ho ancora deciso che non lo voterò.

Giorgio Israel ha detto...

Esimio signor Pecoraro, se lei allude a me e alla mia conferenza di ieri sulla riviera adriatica, quali sarebbero i peccati che lei conosce di cui dovrei lavare la mia coscienza sporca? Qui si discute, non si offende. Lei si lamenta di una persona e poi fa molto peggio. Chieda scusa o si levi di torno

Giorgio Israel ha detto...

Si, condivido. L'istruzione non e' molto, e' tutto. Come mai ho detto questo? E' il frutto dell'esperienza di chi, scrivendo sui giornali di scuola, forse più di chiunque, si sente martellare: ancora un articolo sull'istruzione? Basta! Ma non hai capito che non gliene frega niente a nessuno?

Giorgio Israel ha detto...

Se si inserisce l'espertocrazia di Renzi e' un disastro. FID e' espertocrazia all'ennesima potenza. L'agenda Monti e' espertocrazia pura per analisi. Il programma del Pdl e' uguale all'agenda Monti. Grillo ha un programma uguale a FID... Non ci sono parole...

Firmato Winston Diaz ha detto...

Con la seria aggravante che tale espertocrazia, da innumerevoli indizi nemmeno troppo fra le righe, sembra prospettare un'arte di governo delle masse basata sul programma della psicologia comportamentistica americana, quella dello "stimolo-risposta" di pavloviana memoria, tramite l'uso di adeguati "incentivi" e "disincentivi", cui mi pare si riconduca ogni ricetta di politica, economica e non, proposta.
Il fine giustifichera' i mezzi, ma gli esseri umani, a questa barbarie, dovrebbero opporsi.
E lo faranno, in un modo o nell'altro, a dispetto di qualsiasi stolida agenda.

Fare Fermare il Declino ha detto...

Gentile professor Israel,
vorrei scusarmi per quello che ha giustamente chiamato comizio emotivo. Poi ha ragione a dire che il mio intervento non contiene argomenti di merito, ma il motivo è molto semplice: io la penso come lei. Ho letto diversi suoi articoli sul fatto che la cultura non si misura, sull' incompetenza degli esperti dell' anvur, sull' uso deleterio dei test di pessima qualità a scuola, sull' infondatezza della bibliometria e altri temi simili. E mi sono sempre trovato daccordo. Quello che le chiedo però è cosa le fa pensare che continuare a difendere e a sostenere le sue posizioni sarà più duro se in parlamento ci finiranno forze nuove e gente più seria invece che gli impresentabili Pd-PDL-altro di adesso. Infine, le ripeto che sono molto contrariato per la mancata risposta di Giannino alle sue obiezioni, ma vorrei dirle che mi piacerebbe molto vederla insistere su questo punto e non limitarsi a dire che il panorama è inguardabile da ogni parte, anche se è incontestabile. Perché tramite il Foglio, o altro, non scrive una bella lettera aperta PUBBLICA indirizzata a FARE in cui spiega per filo e per segno le sue posizioni e dice che, pur avendo inizialmente aderito, non si è sentito di poter continuare a sostenere il movimento perché ecc. ? Siccome FARE dice di essere aperto a tutte le possibilità, non potrà ignorare una cosa del genere e non rimetterci la faccia, specie se l' appello è rivolto specificatamente a loro. E potrà aprirsi un dibattito su questo anche all' interno di FARE.

@paolo casuscelli: il programma di buon senso di Bersani dice che non bisognerebbe mettere più benzina nel serbatoio di una macchina che non funziona? Maggiori investimenti, ma con quali e quanti soldi, in quanti anni? Poi lasciamo tutto così, incompetenti e ignoranti in cattedra come i bravi e capaci, tutti insieme, e scuola migliore = scuola in cui si assume di più e c' è più gente che ci lavora.

Alessandro Pecoraro ha detto...

Il problema che chiunque osi contraddire le misurazioni, le valutazione ecc. viene visto sia a destra che a sinistra, come un pazzo che va in giro dicendo che "1+1= 23 elevato alla quinta". Ormai è un dogma. Credo che a questo punto bisogna aspettare solo il disastro per ripartire daccapo; C'è voluta la crisi del 2008 per smontare il dogma che il mercato regoli tutto, certa gente apre gli occhi solo in questo modo. Quello che temo però è che il collasso dell'istruzione, a lungo termine porti danni di proporzioni devastanti in confronto ad una crisi finanziaria.

Alessandro Pecoraro ha detto...

No, non mi riferivo assolutamente a lei. Le sue conferenze le seguo con molta attenzione, mi riferivo ad altre persone, intendo alcuni partecipanti. Non ho mai messo in discussione la sua coscienza. Mi scuso. Io stesso non ho nessun problema a partecipare a convegni organizzati dall'associazione culturale "Shalom" nel mio comune, questo non vuol dire che su certi signori presenti a queste possa esprimere certe perplessità.
A proposito l'ha ricevuta la mia mail con le foto dei cartelloni riguradanti l'ANVUR? Mi perdoni ancora se si è sentito offeso.

Alessandro Pecoraro ha detto...

...e la conferenza sulla riviera adriatica si riferiva al Meeting di Rimini.

Giorgio Israel ha detto...

Va bene, accetto le scuse. Ma io al Meeting di Rimini ci sono andato, e più di una volta...

Giorgio Israel ha detto...

Ma il dogma che il mercato regola tutto non è stato smontato per niente... Cfr. Monti, Giannino, ecc.

Giorgio Israel ha detto...

Al Foglio si può scrivere di tutto meno che sulla scuola, o quantomeno è difficile perché si pensa che sia un argomento di cui ai lettori non importa nulla. Non vedo dove altro scrivere una cosa come quella. E poi mi sono stufato. È la solita storia: si pensa soltanto ai salotti che "contano".

Maria Pia ha detto...

[...]perché si pensa che sia un argomento di cui ai lettori non importa nulla.

questa sua affermazione è il chiaro segno della volontà ormai malcelata di una certa stampa schierata di far prosperare nei lettori "ipoteticamente" non interessati ad argomenti che vertono sulla Scuola e sull'Istruzione tout court (comunque,l'interesse del lettore, un bravo giornalista/ scrittore sa come destarlo...) i soliti luoghi comuni sui docenti fannulloni che giustificherebbero e leggittimerebbero nell'opinione pubblica i tagli indisciminati alla Scuola degli ultimi decenni... a mio modesto avviso.
Credo inoltre che L'istruzione non sia un argomento di scarso interesse, almeno per quei lettori che ancora studiano o per chi ha figli a scuola.

Giorgio Israel ha detto...

È proprio così

Nautilus ha detto...

Sul problema gravissimo del degrado della scuola...secondo me nessuno sa realmente che cavolo fare, tanto meno i politici. Che però agli elettori qualcosa sull'argomento devono pur dire no?
Bene, è così facile adagiarsi nel mito dell'espertocrazia, dei test, dei tablet, delle LIM, di internet..è facile, fa tendenza, fa moderno, fa vedere che si hanno delle idee! altrochè! E chiarissime! E risolutive! Non per nulla un Renzi che si distingue per avere soluzioni facili per qualunque problema difficile è quello che più si è lanciato su questa strada, il futuro è lì a portata di mano. Immagino che anche Giannino & Co., dovendo imbastire alla svelta un qualche programma oltre l'idea del taglio delle spese si siano volti speranzosi verso il modello in voga: la scuola tecno-meritocratica del domani...ma de che...

paniscus ha detto...

Alessandro Pecoraro:
"A mia madre, quando ero nella sua pancia, è stato impedito di fare lo screening prenatale (quando ancora non era obbligatorio),"
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Perché, adesso è obbligatorio? Scusami, ma non mi risulta...

Scusate l'OT rispetto al thread generale, ma non combattiamo una vessazione caldeggiandone un'altra!

A nessuna donna incinta (e nemmeno a una donna non incinta, e nemmeno a un uomo) può essere imposto di sottoporsi ad analisi o interventi medici se non vuole...

Lisa

Papik.f ha detto...

Forse è un po' OT, ma a proposito della crescente mania dei test strutturati, e dei relativi esiti, segnalo il seguente link:
http://italians.corriere.it/2013/01/27/per-fare-la-guida-turistica-a-mantova/

Alessandro Marinelli ha detto...

Io sono convinto che Giannino e FID si possano criticare quanto vogliamo, e da più punti di vista: espertocrazia, mito del mercato regolatore, incentivi/disincentivi pavloviani, ecc. Però resta il fatto che molte delle misure attorno a cui si è costituito il movimento sono assai condivisibili. Penso a tutte quelle inerenti alla detassazione, come ricordava qualcuno ormai arrivata a livelli indecenti, o sull' occupazione femminile, sulla dismissione degli immobili pubblici ecc. In fatto di scuola, bisogna anche dire che FID è forse l' unico movimento che ha avuto il coraggio di esotare gli studenti a piantarla di scendere in piazza per chiedere soltanto una scuola che assuma di più e stabilizzi più precari. Io questo lo considero una nota di merito, anche se non può certo bastare a farmi cambiare idea sulle altre proposte (test, anvur, ecc.). Insomma, pur ritenendo valide e condividendo in buona parte le argomentazioni nei post precedenti, mi chiedo se il timore di chi preferisca non votare FID per non rischiare di consegnare l' Italia legata mani e piedi ad un manipolo di professorini tecnocratici ultraliberisti non sia un pò eccessivo. Specie in un paese ammalato (diciamo pure moribondo) di statalismo come il nostro. Certo è che per molte piccole e medie imprese sarebbe una vera e propria boccata d' ossigeno, almeno nel breve e medio termine.

A proposito del «maccartismo» della sanità lombarda, mi permetto di segnalare il seguente articolo.

http://www.ilsussidiario.net/News/Milano/2012/7/27/FORMIGONI-INDAGATO-Giannino-e-un-assalto-ideologico-alla-sanita-lombarda/306305/

Si tratta di un' intervista (proprio ad Oscar Giannino, tra l' altro) rilasciata quest' estate.

Giorgio Israel ha detto...

Non intendo certamente ridiventare marxista (Dio ne scampi!...). Ma la mitologia del mercato come regola suprema, misuratore assoluto, voce della verità circa lo stato dell'economia, è pericolosa e ridicola allo stesso tempo. (E rischia di creare un marxismo di ritorno). Possibile che non si possa mai scegliere la via della saggezza (kantianamente parlando)?