martedì 27 novembre 2012

UNA BREVE REPLICA AL PREMIER MONTI CHE DICE CHE GLI INSEGNANTI SONO CONSERVATORI

«il vero problema dell’educazione sta nell’estrema difficoltà […] di realizzare anche quel minimo di conservazione, quella situazione conservatrice assolutamente indispensabile per “educare” i giovani. […] L’educazione è il momento che decide se noi amiamo abbastanza il mondo da assumercene la responsabilità e salvarlo così dalla rovina, che è inevitabile senza il rinnovamento, senza l’arrivo dei giovani. Nell’educazione si decide anche se noi amiamo tanto i nostri figli da non estrometterli dal nostro mondo lasciandoli in balia di se stessi, se li amiamo tanto da non strappargli di mano la loro occasione d’intraprendere qualcosa di nuovo, qualcosa d’imprevedibile per noi: e prepararli invece al compito di rinnovare un mondo che sarà comune a tutti».
Hannah Arendt
("La crisi dell'istruzione" in Tra passato e futuro, Milano, Garzanti, 2001)

7 commenti:

Dina Moro ha detto...

Gentile Professor Israel

Le confesso che ieri pomeriggio, dopo aver letto con disgusto le dichiarazioni del premier Monti circa il corpo docente, sono subito andata a vedere il suo blog. Speravo nel Suo illuminante conforto, e ora l'ho trovato.

Il premier Monti si arroga il diritto di cancellare con una boutade populista da baretto di periferia il mio lavoro di anni.

Il premier, facendo di tutt'erba un fascio, mi definisce in pratica sfaticata, fannullona, non disposta al dialogo.

Sono arcistufa di sentire insultare la mia professione da chiunque.

E non tollero che la mia professione venga insultata proprio da chi, con tanta leggerezza, alcuni mesi fa disse "purtroppo abbiamo perso una generazione".
Già, una generazione, la mia.

Ma perché chiunque si trovi a governare l'Italia è solo capace di giudicare gli italiani, invece di proporre soluzioni?

Se potessi direi a Monti:
Dov'è, onorevole Premier, la soluzione per la generazione perduta?
Dov'è la soluzione per valutare la classe docente e stabilire finalmente la verità o la falsità di certe affermazioni?

E che non mi si venga a dire che la soluzione è il fatidico concorsone, con pochi posti per regione, e con i 2/3 dei partecipanti privi di esperienza di insegnamento, nonostante l'età media di circa quarant'anni.

La generazione perduta, stanca delle chiacchiere, attende con ansia una risposta concreta da chi si ritiene così bravo da avere la verità in tasca.

E nel frattempo lavora, precaria, senza certezze ma sicuramente non sfaticata e fannullona.


Grazie per il Suo supporto professore.

Cordialità

Dina Moro



Giorgio Israel ha detto...

Intanto al Miur sembra che la crisi non ci sia: pillole del sapere, consulenze, LIM a schiovere, promesse di 1000 nuove scuole, di 8 milioni di tablet (a energia solare...), la nuova "touch school", milioni e milioni sperperati dall'Anvur per un processo di valutazione delirante, ecc. ecc. ecc. E al contempo, poco fa Monti ha dichiarato che il Servizio Sanitario Nazionale è a rischio di chiudere i battenti. Credo che, per restare come unico riferimento, stia facendo una campagna a favore dei movimenti protestatari, ribellisti e demagogici. Che tristezza...

Lidia Impino ha detto...

Lidia

Egregio professore, sa cosa penso?
Che quella di Monti sia una strategia per tastare il polso delle varie categorie e vedere le reazioni.
Ma la posta in gioco è sicuramente l'effetto del fiscal compact.
Miliardi di tagli all'anno per venti anni fino al pareggio di bilancio (forse 45 o 50) provocherà la distruzione dello Stato Sociale e l'impoverimento e anche la morte per fame di tanta popolazione non solo in Italia ma anche nelle almeno dodici nazioni europee in cui verrà applicato.
Non capisco come un uomo che sembra così pio e religioso possa arrivare ad estremi di perfidia come ha mostrato con l'ultima boutade sui docenti o con quella sulla sanità di oggi.
Cosa provocherà nella popolazione il fiscal compact quando come topolini in trappola non avremo vie di fuga?
E poi, cosa ne pensa della censura che viene operata verso i docenti?
Tanti di noi stanno chiedendo di poter parlare a vari programmi televisivi e sa quale è il comportamento di tante tv o di giornali? O il silenzio oppure un "non possiamo perchè dal ministero non hanno inviato nessuno!"

Lidia Impino ha detto...

Egregio professore, sa cosa penso?
Che quella di Monti sia una strategia per tastare il polso delle varie categorie e vedere le reazioni.
Ma la posta in gioco è sicuramente l'effetto del fiscal compact.
Miliardi di tagli all'anno per venti anni fino al pareggio di bilancio (forse 45 o 50) provocherà la distruzione dello Stato Sociale e l'impoverimento e anche la morte per fame di tanta popolazione non solo in Italia ma anche nelle almeno dodici nazioni europee in cui verrà applicato.
Non capisco come un uomo che sembra così pio e religioso possa arrivare ad estremi di perfidia come ha mostrato con l'ultima boutade sui docenti o con quella sulla sanità di oggi.
Cosa provocherà nella popolazione il fiscal compact quando come topolini in trappola non avremo vie di fuga?
E poi, cosa ne pensa della censura che viene operata verso i docenti?
Tanti di noi stanno chiedendo di poter parlare a vari programmi televisivi e sa quale è il comportamento di tante tv o di giornali? O il silenzio oppure un "non possiamo perchè dal ministero non hanno inviato nessuno!"

d. ha detto...

Direi che la citazione di Hannah Arendt fa il paio con questa:


«Ovviamente la prima vittima di questo processo di svincolamento è l’educazione: tutte quelle discipline che ci propongono una spiegazione della nostra genealogia intellettuale e spirtituale, fornendoci una spiegazione unitaria delle cose, sono espulse dai pianeti dell’insegnamento o condannate all’irrilevanza. La storia, la filosofia, il latino e, in generale, qualsiasi altra disciplina che postuli una forma di conoscenza basata sulla traditio (cioè sulla trasmissione del sapere da una generazione all’altra) sono gettate nell’armadio degli utensili inservibili. Si trasmette ai giovani la convinzione assurda di potersi ergere a «maestri di se stessi» e trasformare le loro convinzioni più contingenti e caotiche in una nuova forma di conoscenza. Privandoli di un crtierio esplicativo della realtà, la nuova tirannia li condanna a sguazzare nell’incertezza e nella dispersione; privi di un criterio che permetta loro di comprendere la realtà, sono condannati ad arrendersi di fronte al guazzabuglio contraddittorio di impressioni che li bombarda, a lasciarsi trascinare dalla corrente precipitosa delle mode, dalla banalità e dall’inerzia».
(Juan Manuel De Prada, La nueva tiranía. El sentido común frente al Mátrix progre, LIbros libres, Madrid 2009, p. 21)

Grazia Dei ha detto...

Gent. le prof. Israel,
avevo scritto un post che mi era "costato" almeno 10 minuti di lavoro e l'ho perso al momento dell'invio. Non lo riscriverò, non è la prima volta che mi capita e poco male: le cose che penso sono dette molto meglio da lei e da altri, ma le scrivo per PARTECIPARE e per, se mi passa l'espressione, confortare lei, che con tanta fatica e passione si impegna ogni giorno nella lotta contro il conformismo totalitario becero e ignorante che ci circonda.
Non molli. Noi ci siamo.
Mi domando solo per quanti rivoli ci disperderemo nelle imminenti elezioni, senza riuscire perciò a incidere e dare una pedata ai molti cialtroni che ci affliggono, con o senza il titolo di prof.

Papik.f ha detto...

Ringrazio d. per la splendida citazione di J.M. de Prada (autore del quale non avevo mai sentito parlare e che mi riprometto di tener d’occhio d’ora in poi). Si tratta di considerazioni davvero illuminanti a proposito della “rivoluzione” apportata dalla “diversità dei nativi digitali” e dalla trasformazione dei docenti in “facilitatori”: rendono evidente perché tali concezioni siano nate, in cosa consistano e a cosa realmente mirino i loro sostenitori, almeno quelli più consapevoli (molti, probabilmente, sono mossi solo da interesse economico o da carrierismo, o non sono altro che “utili idioti”).
Ed è da simili affermazioni di principio che discendono tutte le altre alzate d’ingegno degli ultimi tempi, a partire dalla proposta delle 24 ore di cattedra fino (per ora) a talune esternazioni arroganti e/o subdole che ci è toccato ascoltare negli ultimi giorni. Per questo motivo, detto per inciso, non trovo pienamente credibili le (pur condivisibili) proteste, a tale ultimo proposito, da parte di chi ha entusiasticamente appoggiato (e continua a farlo) la “rivoluzione” di cui sopra.