mercoledì 14 maggio 2008

MA LA NOTTE NO... ovvero due paginate di commedia all'italiana

Tutti all'assalto del nuovo ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini.
Il Corriere della Sera ha dato la peggior prova di se, con una doppia paginata improntata a uno scandalismo isterico che non rappresenta un contributo serio alla soluzione dei problemi della scuola.
"Debiti scuola, esami a rischio". "Dovrà riparare a settembre il 40% degli studenti". E dov'è la sorpresa? Ma non ce l'hanno menata per mesi con il rapporto PISA e l'Italia che era agli ultimi posti? Soltanto 40%? Mi pare un ottimo risultato.
Già ma ora stanno toccando i cocchi di mamma e mettendo in discussione le vacanze e allora ecco la crisi isterica.
Un vergognoso articolo racconta delle ricerche di un pediatra che avrebbe stimato in 1.200.000 i giovani affetti dal "mal di scuola" - proprio così, il "mal di scuola" - il 15% in più rispetto all'anno scorso, 700.000 affetti da dolori addominali - volgarmente detti cacarella da interrogazione (90.000 in più), 350.000 con il mal di testa (40.000 in più), 150.000 con l'insonnia (20.000 in più).
Insomma, si stava tanto bene quando tutti erano promossi. Chi se ne frega del rapporto PISA. basta fare un articolo dicendo che siamo alla catastrofe e poi tutti a leggerlo sotto l'ombrellone...

La ricetta dell'ineffabile pediatra che ha indagato 7 milioni di ragazzi (ma chi è, l'idra dalle mille teste?) è non studiare l'estate: fa caldo, crolla l'autostima, tanto più se si studia mentre gli altri fanno il bagno. Meglio il riposo.
Negli altri articoli c'è l'impazzare isterico di associazioni di insegnanti e presidi che invocano "l'unica strada possibile: sospendere tutto". Già che ci siamo sospendiamo anche la scuola, così tagliamo alle radici il mal di scuola. Poi i sindacati che pontificano: "riprendere in mano la questione dei livelli di apprendimento". Parole in libertà.

Tutti a fare proposte.

E va bene, anch'io faccio la mia. Visto che il problema è il caldo, lo stress e il crollo dell'autostima, ecco la soluzione: STUDIARE DI NOTTE.
Ricordate la canzone di Renzo Arbore in "Quelli della notte?

"Lo stress, lo stress, lo stress di giorno, ma la notte no.... Lo diceva Neruda che di giorno si suda, ma la notte no. Rispondeva Picasso, io di giorno mi scasso, la notte no. E per questa rottura non si trova la cura, ma la notte no. Il morale s'affloscia, la pressione s'ammoscia, ma la notte no. S'ammoscia, s'ammoscia [crollo dell'autostima], s'ammoscia di giorno, ma la notte no..."

E allora: tutti a fare i corsi di recupero di notte.

Uno spettacolo da Italietta che farebbe la felicità di un rotocalco tedesco con in copertina un mandolino e una mamma in lacrime che consola il proprio cocco affetto da "mal di scuola", il quale si consola tirando giù i pantaloni al professore mentre un compagno riprende tutto col cellulare.

12 commenti:

Alberto Lupi ha detto...

Una delle prime cose che si insegna all’Università trattando del condizionamento pavloviano è che si possono condizionare le risposte naturali, non crearne di innaturali.
In un mondo inflazionato da laureati (e non da oggi, lo stesso Mussolini lasciò perdere i suoi progetti di snellire la burocrazia, quando gli piegarono che questa serviva per assorbire i disoccupati laureati del sud) e pure inflazionati di diritti, non si comprende come non si possa avere anche il diritto ad essere ignoranti.

Meno studenti, meno stress, meno spese, e magari una maggiore cultura, visto che gli insegnanti saranno più liberi d’insegnare a chi vuole imparare…

feynman ha detto...

sono un insegnante di scuola superiore e concordo in toto col prof. Israel. Ai miei tempi (liceo fine anni '70)ebbi un anno travagliato in seconda liceo ed ebbi tre esami a settembre. Passai l'estate lavorando come cameriere (dal 20 giugno a fine agosto) e studiando per conto mio per gli esami. Che superai. Con molta preoccupazione, certamente, ma li superai bene. Oggi bisogna porre i ragazzi di fronte al fatto che per avere successo in campo scolastico, come in ogni altro campo, bisogna impegnare passione ed energie. E che a volte è meglio uno stop (per poi poter ripartire) che continuare ad arrampicarsi senza avere la piccozza.

massi.gian ha detto...

Da circa un decennio il Corriere si è distinto nella moda giornalistica dei riflussi: Non dei riflussi storici tipo fine anni '70, riflussi più moesti, direi quasi stagionali. Vedrete che articoli usciranno per commiserare quei poveri impiegati che verranno presi di mira dal ministro Sacconi per pigrizia fannullona.
Coraggio Mariastella Gelmini: il ferro va battuto quando è caldo, dopo i primi cento giorni sarà troppo freddo.
Gianfranco Massi

Alessandro ha detto...

Poveri studenti!
Costretti a recuperare il fatto di non aver studiato durante l'anno!
Come faranno all'università, quando se non passeranno un esame a giugno saranno obbligati a darlo a settembre?
O, peggio, quando lavoreranno e, in caso di risultati scarsi, potrebbero essere ADDIRITTURA ripresi e licenziati!
Ma certo... scapperanno dalla mamma!

A lamentarsi del professore cattivo prima, del padrone oppressore poi...

GdF ha detto...

Davvero molto spiritoso.

Giorgio Ragazzini

Marcella ha detto...

Due “denunce”
Non so da voi, ma nel nostro Ateneo è sempre più frequente il caso di mamma e papà che vengono all’università per informarsi sui corsi di laurea, sui loro contenuti perché il loro figlio deve ancora scegliere e ha le idee confuse. Talvolta questi genitori sono pure persone modeste che hanno difficoltà a capire le nostre risposte, talvolta no, e allora mi sembrano ancora più patetici. La sensazione che se ne trae e che al loro figlio non gliene frega granché dell’università, almeno non così tanto da scomodarsi a venire a prendere informazioni.
Ho tre figlie con tre esperienze scolastiche molto differenti. Una particolarmente brillante e motivata, una intelligente, molto pigra e interessata solo ad alcuni argomenti, ed infine la terza, anch’essa intelligente e motivata ma con seri problemi di salute. Hanno frequentato la stessa scuola. Ebbene riuscite ad indovinare chi delle tre è stata maggiormente avvantaggiata dalla scuola ? Naturalmente la seconda!
marcella

Alessandro ha detto...

si ride per non piangere...

Mauro ha detto...

il "mal di scuola"?

Una volta c'era una terapia infallibile per guarirlo in pochi secondi: un paio di sganassoni ben assestati tra cocuzzolo e nuca del "malato" (alias sfaticato viziato mollaccione iperprotetto da mammina e papino...)

Il Cielo ci liberi da pedagoghi ex-sessantottini e da insegnanti "accompagnatori" (niente affatto "educatori").

Con una scuola così la decadenza è assicurata.

Marcella ha detto...

Siamo realisti, non è con questi metodi che si può migliorare la situazione piuttosto con una scuola giusta, che innanzitutto stimola gli studenti e poi premia i bravi creando una sana competizione, aiuta chi ha bisogno di aiuto e penalizza i lavativi. Per fare questo ci vogliono idee chiare e capacità direttive a partire dalla sfera più alta (ministero) , ai provveditori , ai presidi. Ma forse anche questo non è essere realisti!!!

vfiore ha detto...

credo che la reintroduzione degli esami di riparazione sia in sè una cosa buona (salvo, ovviamente, le interpretazioni dei docimopedagogisti tra un POF e l'altro): il disastro nella scuola in termini di apprendimento e di "ordine pubblico" e' iniziato - o comunque molto peggiorato - da quando, essenzialmente, si è nullificato il principale potere contrattuale dei docenti, cioe' quello quello di punire la carenza di profitto, alias bocciare/rimandare.

naturalmente nella versione attuale sono previsti dei ridicoli e inutili corsi di supporto (15 ore per materia) a luglio, estrema elemosina a buon mercato...

saluti e complimenti: e' sempre un piacere leggerla - vincenzo fiorentini

Vincenzo ha detto...

Caro Prof,
la frase finale del suo post può sembrare esagerata ma non è così.
C'è anche di peggio.
Le segnalo questo sito che rappresenta uno spaccato della scuola italiana.
Cordialità.
http://scuolazoo.blogspot.com/search/label/Jungla

Pietro Pagliardini - Architetto ha detto...

Caro professore
anch'io sono tra quelli che credono che esista il mal di scuola, ma quello che prende noi genitori quando vediamo i nostri ragazzi costretti a passare da un "progetto" all'altro, i ragni, i pesci, il teatro, l'affettività, l'ambiente, l'energia, ecc. Più che a scuola li mandiamo ad un reality in cui tutti parlano, parlano, parlano e sembrano pure prendersi molto sul serio. Quando va bene il reality diventa talk show il cui tema è però assolutamente libero, basta far passare il tempo.
Il palinsesto TV prevede, ogni tanto, anche qualche lezione.
Teoria: zero. Esercizi: tanti. Come si possono fare esercizi di alcunchè se non c'è la teoria? Boh! Pensare che mia figlia crede proprio sia possibile. Durante la lezione la prof. fa qualche telefonata al cellulare, perchè telefonare al cellulare è vietato ai ragazzi ma i professori non hanno obbligo di dare l'esempio. dare l'esempio è un sistema autoritario che dicono essere superato.
Quando mia figlia torna da scuola e mi racconta io sto veramente male quindi non dica, per favore, che non esiste il mal di scuola. Lei è troppo conservatore.
Pietro Pagliardini