domenica 25 maggio 2008

Ottimismo?

Come ha scritto a commento di un post precedente Attento, l'articolo pubblicato da Pietro Citati su La Repubblica, "L'Università in guerra con Omero e Dante" (vedi anche http://www.retescuole.net/contenuto?id=20080521084147) dovrebbe indurre a ottimismo. Infatti, anch'io penso che l'insofferenza nei confronti dei pedagogisti e di tutta la banda di metodologi che impazza sulla scuola e l'università italiana come una banda di termiti sia sempre più diffusa. Diciamo pure dilagante. Vi sarebbero quindi fondate ragioni per essere ottimisti.
Ma... il problema è un altro. Costoro sono insediati in tutti i gangli vitali dei ministeri, dei sindacati, delle agenzie che in un modo o nell'altro hanno a che fare con il sistema dell'istruzione. Avete notato che non rispondono a nessun attacco e a nessuna critica? Aspettano pazienti che passi la tempesta, o comunque che si realizzino le condizioni per rispuntar fuori e ricominciare la loro opera nefasta. Ci vorrebbe un ministro capace di pulire i corridoi con la ramazza. Vedremo.
Intanto hanno già rialzato la testa con la deplorevole ipotesi della task force sul bullismo e i corsi di educazione civica.
E l'ex-ministro Berlinguer impazza con le sue commissioni sulla scienza e la musica. Già, perché solo in Italia poteva darsi il fenomeno di un giurista che è il referente massimo delle riforme in campo scientifico e musicale.
Basterebbe questo - e cioè l'aver dato spazio a queste commissioni - per togliere ogni credito all'opera del già ministro Fioroni. Egli porta la responsabilità di aver perpetuato il potere di questo personaggio - autentico Attila dell'istruzione italiana - che ancora viene chiamato in giro con il titolo di ministro, come se il "vero" ministro fosse lui e non le mezze figure che si sono succedute. Certo, perché il decisionismo non gli è mancato. In futuro sarà ricordato soltanto per gli esiti catastrofici - non si illudano e i suoi adulatori - ma per l'intanto continua a impazzare.
Bisogna essere ottimisti? Difficile dirlo.
Di certo non bisogna mollare.

P.S. Si apprende dalla rete che la presentazione del progetto di educazione musicale berlingueriano è avvenuta al termine di un’occasione speciale: la rappresentazione della favola musicale di Prokofiev «Pierino e il Lupo» eseguita nell’Aula magna del Rettorato dell’Università di Firenze (Piazza San Marco) dall’Orchestra regionale delle Scuole toscane a indirizzo musicale diretta dal maestro Edoardo Rosadini con voce recitante di Luigi Berlinguer. Sarà stata una performance assolutamente esaltante. Soprano o contralto? A quando un duetto con Rosa Iervolino sull'aria mozartiana: "Là ci darem la mano, là ci direm di sì..."?

3 commenti:

raskolnikov ha detto...

"si apprende dalla rete che la presentazione del progetto di educazione musicale berlingueriano è avvenuta al termine di un’occasione speciale: la rappresentazione della favola musicale di Prokofiev «Pierino e il Lupo» con voce recitante di Luigi Berlinguer."

conflitto d'interessi?

as

massi.gian ha detto...

Ha più senso, professore, la categoria dell' ottimismo davanti al fosco panorama dell' istruzione pubblica (e privata, e familiare) in Italia? E'come chiedersi nel bel mezzo di un film come "apocalypse now" o "the day after" se siamo ottimisti. Ottimismo significa speranza, ma non vedo aleggiare lumi di speranza nella scuola, specialmente dopo la lettura del Suo ultimo libro. E' come sperare che le molecole dei gas racchisi in una lampada toroidale si mettano a fluire tutte in modo concorde. Come ha detto Lei gli "scienziati" della scuola si sono chiusi a riccio (mi permetta di sintetizzare il suo discorso con questa espressione), interrompendo qualsiasi interazione col mondo esterno, divenendo così un "sistema isolato", come si direbbe in Termodinamica. E in un sistema isolato l' entropia (il disordine) non può che crescere.
No, non si può essere ottimisti, purtroppo!
Gianfranco Massi

gelubra ha detto...

"Se vuoi costruire una nave, non richiamare prima di tutto gente che procuri legna, che prepari gli attrezzi, non distribuire compiti, non organizzare lavoro. Prima sveglia invece negli uomini la nostalgia del mare lontano e sconfinato. Appena si sarà svegliata in loro questa sete, gli uomini si metteranno subito al lavoro per costruire la nave".

(Antoine de Saint-Exupèry)





Vorrei dedicare queste parole a chi nella scuola ritiene che si possa suscitare la passione per la cultura e per il sapere dispensando iinnanzitutto massiccie dosi di metodologismo vacuo e alimentando pretenziose e goffe logorree intorno a formalismi e tecnicismi senz'anima. Chi conosce i ragazzi sa che che bisogna alimentare prima di ogni altra esigenza "il sogno di una cosa"; tutto il resto consegue e solo se consegue alla fascinazione del sapere ha un senso. Altrimenti sono chiacchiere vane, anzi no pericolose.

Gennaro Lubrano Di Diego